Palazzo del Quirinale, 05/11/2009
Questa è per me già la quarta cerimonia annuale - il tempo passa in fretta - di conferimento delle insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al merito del Lavoro". Ai cavalieri di oggi e di ieri, e ai nuovi giovani Alfieri il mio saluto più cordiale : e il mio apprezzamento all'intero mondo delle imprese, qui rappresentato in modo significativo. E' un mondo al quale guardo con particolare attenzione e fiducia, nello sforzo - che considero mio dovere istituzionale e a cui dedico ogni mia energia - di cogliere e valorizzare le risorse, le potenzialità e le volontà su cui l'Italia può contare e far leva per veder crescere la propria unità, la propria coesione sociale, il proprio ruolo in Europa e nel mondo, a centocinquanta anni di distanza dalla fondazione dello Stato nazionale unitario. Ebbene, anche nell'ultimo anno sulle forze imprenditoriali l'Italia ha potuto fare affidamento per fronteggiare l'impatto di una così grave crisi finanziaria ed economica mondiale.
Se in questo momento possiamo registrare segnali incoraggianti di ripresa, e specificamente di ritorno in Italia alla crescita del prodotto industriale, lo si deve senza dubbio all'insieme degli energici interventi d'emergenza e delle politiche di sostegno che i governi e le istituzioni internazionali hanno messo in atto, spingendo l'economia mondiale verso un netto risultato positivo previsto per l'anno 2010. Ma molto ha contato nel nostro paese la reattività delle imprese, dalle più grandi alla miriade di imprese medie e piccole, fino a quelle d'impronta individuale e famigliare : si tratta davvero di un vasto mondo, da cui sono venuti decisivi impulsi ed esempi di impegno a resistere, a non cedere, a non fermarsi, a rispondere con intelligenza, creatività e spirito competitivo alla stretta della crisi globale.
Sulla base di tutto ciò possiamo oggi non già esprimere facile ottimismo, ma guardare pacatamente alle prospettive più vicine e a quelle di più lungo termine. Sul punto a cui siamo, si sono espresse autorevolmente, nella recentissima occasione della Giornata del risparmio, valutazioni rigorose - cui si è ora ispirato il discorso del Ministro Scajola. Su quelle valutazioni non tornerò ; e tantomeno tornerò sulle considerazioni che io stesso ho affidato al mio messaggio a quella tradizionale Giornata.
Faccio mio, certamente, il giudizio positivo ribadito innanzitutto dal Governatore Draghi sulle prove che dinanzi alla crisi ha dato di sé il nostro sistema bancario, di cui peraltro non sono state ignorate le sofferenze cui è oggi esposto e a cui sono state nello stesso tempo indirizzate alcune importanti raccomandazioni come quella relativa alla necessità di un "intelligente, prudente, selettivo sostegno del credito" al processo di ristrutturazione delle imprese che deve ancora intensificarsi ed estendersi.
Guardiamo dunque tutti insieme al da farsi, nei suoi diversi aspetti, internazionali e nazionali ; guardiamo alle riforme di cui c'è bisogno e a cui si sta lavorando sul piano mondiale ; alle riforme e alle scelte da adottare finalmente in Italia per risalire in tempi non troppo lunghi ai livelli di attività precedenti la caduta del 2008-2009 e per imprimere alla nostra economia e alla nostra società quel dinamismo che sono venute perdendo da oltre un decennio.
Ci preoccupano nell'immediato la riduzione dei consumi delle famiglie e il peggioramento del mercato del lavoro - come si è detto nella Giornata del risparmio, rilevandosi lì anche il tardare di una robusta ripresa degli investimenti.
Ci preoccupano, in prospettiva, i limiti persistenti nello sviluppo della ricerca, chiave decisiva per l'innovazione e per la crescita futura (non a caso vi si è riferito poco fa l'impegnato intervento del Presidente Benedini) : e apprezzo su questo punto l'impegno della Confindustria, promotrice di un Convegno, cui domani presenzierò, che associa al tema della ricerca quello - altrettanto essenziale per il nostro futuro - del Mezzogiorno.
Mi auguro a questo proposito che nelle prossime edizioni di questa cerimonia sarà possibile dare il segno anche di un maggior numero di imprenditori del Mezzogiorno - così come, lo ricordo, di donne imprenditrici - nominati Cavalieri del Lavoro.
Concludo rivolgendo a Cavalieri ed Alfieri i miei più sinceri complimenti ed auguri e assicurando voi tutti che continuerò a richiamare tenacemente il paese e le forze che lo rappresentano, tutte le forze che lo rappresentano, alla necessità - cui so quanto anche voi siate sensibili - di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in giuoco per il nostro paese in questa complessa, cruciale fase storica. Liberiamoci di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti e di contrapposizione dei punti di vista, che può compromettere il nostro domani.