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DISCORSO

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della visita al Collegio d’Europa di Bruges ha risposto alle domande di alcuni studenti artefici di un progetto multimediale.


Bruges , 26/10/2011

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della visita al Collegio d'Europa di Bruges ha risposto alle domande di alcuni studenti artefici di un progetto multimediale. Questo il testo integrale del colloquio:


Domanda
: Presidente Napolitano, nel contesto della crisi economica globale ed in particolare, guardando da vicino il mercato del lavoro in Europa, qual è a suo avviso l'importanza della ricerca e degli istituti di formazione post-universitaria, come ad esempio il College of Europe?
Risposta: La ricerca e la formazione post-universitaria, specialmente se in istituti prestigiosi come il Collegio d'Europa, sono fondamentali per il nostro modello economico e sociale. L'Europa ha bisogno di guardare al futuro e di promuovere una crescita più equilibrata, basata sul sapere e sulla formazione continua. Paghiamo oggi il fallimento della strategia di Lisbona che fu lanciata nel 2000 con l'ambizione di fare in tempi rapidi dell'Europa l'economia più competitiva al mondo, puntando sull'innovazione e la ricerca. Quella strategia nacque per rimediare all'alto tasso di disoccupazione, in particolare dei giovani, in molti Paesi europei. Poi mancarono strumenti sufficienti per incoraggiare gli Stati membri a seguire questa strategia. Oggi non dobbiamo ripetere quell'errore. I successi dei Paesi europei che più di altri hanno investito in ricerca e istruzione dimostrano che il sostegno alla ricerca e alla formazione è la via da seguire.

Domanda: Il nostro paese sta prendendo le misure necessarie per garantire una formazione post-universitaria d'eccellenza come quella offerta da questa istituzione?

Risposta: L'Italia è impegnata in un processo di riforma del suo sistema di ricerca, i cui effetti si vedranno probabilmente con il tempo. Dico volentieri a voi quanto ho detto in molte altre occasioni: anche in un contesto di sacrifici economici, possano essere stabilite delle priorità per il futuro del Paese. E nessuno può dubitare che lo studio non sia tra queste priorità. Ricordo volentieri, infine, l'Istituto universitario europeo, che ha sede a Fiesole, e che ha caratteristiche non troppo diverse dal Collegio d'Europa. So bene quanti European Civil Servants si siano formati in questi Istituti, nel segno di una rigorosa professionalità e di una assoluta indipendenza, associate al senso del limite e al rispetto della sfera delle decisioni politiche. Sono condizioni essenziali per l'autorevolezza e l'efficacia che le amministrazioni europee debbono mantenere ed accrescere.

Domanda: In merito al tristemente noto fenomeno della "fuga dei cervelli", qual è la sua opinione riguardo agli studenti italiani che decidono di andare a studiare all'estero e soprattutto, a suo avviso gli anni di formazione all'estero sono un valore aggiunto alla formazione che riceviamo in patria, o sono esperienze necessarie per evitare di incrementare il già preoccupante tasso di disoccupazione italiano?

Risposta: Credo fermamente nell' importanza di periodi formativi all' estero. Anzi, dobbiamo abituarci sempre più all'idea dello Spazio europeo della ricerca, di una mobilità di studenti, ricercatori, insegnanti e impegnarci per realizzarlo pienamente. E' il futuro, è l'Europa dei giovani, e allo stesso tempo è la storia stessa d'Europa, la sua più profonda ricchezza. Ma certo dobbiamo anche operare affinché la mobilità possa esserci in tutti i sensi, con opportunità reali. Ritengo poi giusto valorizzare i programmi che già esistono ma dei quali si parla forse troppo poco, quali ad esempio il programma europeo di sostegno alla ricerca o quello che è ritenuto il "flagship programme" per l'eccellenza dell'UE, il programma Erasmus, al quale è giusto assegnare risorse adeguate alla sua importanza anche simbolica. A proposito: è importante che anche le nostre università siano capaci di attrarre competenze dall'estero. Questo implica non pochi sforzi di organizzazione, ma è sempre più indispensabile!

Domanda: Presidente Napolitano, considerando il momento di crisi economico-finanziaria e la palese mancanza di leadership a livello comunitario, qual è la sua opinione riguardo il futuro del progetto di integrazione europea? In altre parole, quando l'esistenza dell'Euro sembra essere a repentaglio e l'Unione Europea deve affrontare attori internazionali sempre più competitivi, ha senso continuare a credere nel progetto di integrazione europea e a studiarne il processo?

Risposta: Non solo, ma dobbiamo anche ritrovare l'orgoglio di essere europei. E lasciatemi dire questo : ho saputo con piacere che l'anno prossimo, per decisione delle Istituzioni comunitarie, sarà l' "anno europeo della solidarietà inter -generazionale". Spero che ci siano iniziative importanti, anche nel nostro paese. Ecco, auspico che la solidarietà inter-generazionale ispiri le decisioni di queste ore volte a dotare l'Unione Europea di migliori strumenti per fronteggiare la difficile situazione economica e sia anche la stella polare delle difficili decisioni che devono essere prese a livello dei singoli Stati. Possiamo anche dire che fu per solidarietà intergenerazionale che nacque la Comunità. Ed è per questo che esiste oggi.