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DISCORSO

Intervento del Presidente Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con una delegazione di rappresentanti e volontari del Servizio Civile Nazionale nel 15° anniversario dell’istituzione del Servizio Civile Nazionale


Palazzo del Quirinale, 03/03/2016

Signor Ministro del Lavoro,

Signor Presidente della Consulta nazionale per il Servizio civile,

Cari giovani che state svolgendo o avete svolto il servizio a beneficio della nostra comunità,

sono lieto di accogliervi al Quirinale nel giorno in cui celebriamo il 15° anno di vita del Servizio civile nazionale. Vi ringrazio per ciò che fate, per questa occasione di incontro e per le riflessioni che sono scaturite dalle vostre testimonianze.

Si tratta di riflessioni preziose anche in vista degli opportuni cambiamenti per rendere il Servizio civile sempre più utile allo sviluppo solidale della nostra società, alla formazione dei giovani e al rafforzamento di quella cittadinanza attiva, che è il presupposto vitale di ogni democrazia.

Il Servizio civile ha una lunga storia, che affonda le radici nei valori della pace e della solidarietà, e che ha contribuito a formare coscienze e senso civico in diverse generazioni di giovani. Prima ancora che il Servizio civile nazionale fosse istituito con la legge del 2001, sono stati gli obiettori di coscienza al servizio militare obbligatorio ad aprire la strada, riuscendo, talvolta con contrasti e incomprensioni, a ampliare il significato e le modalità di servizio alla Patria.

Sottolineo questo punto: approfondire, estendere l'idea di difesa della Patria, non contrapporre il sentimento che anima uno strumento di difesa ad un'altra sensibilità, con l'intento di delegittimarlo.

Il Servizio civile è sinonimo di inclusione, di apertura, di tensione morale, di frontiera mobile in una società che pone sempre nuove domande e manifesta nuovi bisogni, a cui è doveroso cercare di rispondere.

Il nostro Paese, la nostra stessa sicurezza sociale, le nostre finalità costituzionali si possono servire in molti modi, e di certo grande importanza hanno l'impegno in favore delle persone più deboli, la salvaguardia del patrimonio artistico, la tutela dell'ambiente, la protezione civile, l'attività di cooperazione all'estero, l'educazione e la promozione culturale. Salvaguardare il tessuto connettivo di una comunità e avere cura dei beni comuni sono condizioni indispensabili affinché il corpo sociale possa costantemente rigenerarsi e avere un futuro positivo.

Del resto, il futuro del nostro Paese e dell'Europa è costituito dai giovani. Occorre in questo maggiore attenzione, è necessario correggere l'inerzia che rischia di accorciare pericolosamente i nostri orizzonti e ridurre tutto al tempo presente e agli interessi particolari. Quando invece si riesce a pensare al domani, viene più facile usare il "noi" e guardare all'interesse comune anziché a quello personale.

Questo spirito caratterizza l'impegno di Servizio civile. Oggi è una grande questione ripensare le strategie economiche e istituzionali in funzione del futuro che dobbiamo assicurare ai nostri figli e nipoti.

Il Servizio civile è, e può esserlo sempre di più, un luogo concreto di protagonismo dei giovani - lo abbiamo avvertito poco fa dalle loro testimonianze - dove matura la loro piena cittadinanza, intesa come diritti e come doveri, e dove possono crescere le loro opportunità.

E' molto positivo che si sia riusciti ad inserire progetti di Servizio civile all'interno del programma europeo di Garanzia Giovani: questo consente di raggiungere aree di esclusione e di marginalità, con l'obiettivo di coinvolgere in iniziative di carattere sociale un certo numero di giovani oggi fuori dal circuito scolastico e lontani anche dal mondo del lavoro. Mi auguro che la buona pratica si diffonda, e magari che l'esperienza italiana venga raccolta da altri. Non possiamo rassegnarci all'esclusione di porzioni di società e di gioventù, perché questa favorisce l'insicurezza e l'illegalità.

Il Servizio civile può diventare, oltre che un'opportunità per la società, anche un'opportunità per chi lo svolge. Un'occasione di conoscenza, di maturazione, di inclusione. Nel fare qualcosa per gli altri, per chi ha bisogno, per il bene comune, si diventa più consapevoli, più responsabili. E si apprendono cognizioni che possono diventare molto utili per il lavoro, anche per inserirsi nel circuito dell'occupazione.

Nella generosità dell'impegno c'è sempre un ritorno, il cui valore a volte è persino moltiplicato. Si tratta di una ricchezza reale, concreta, che determina la qualità della vita, la sicurezza, la fiducia, la stessa cultura di un popolo.

Proprio il tempo dedicato alle attività di servizio civile - e più in generale all'impegno volontario - affina il senso della cittadinanza.

Il cittadino non è qualcosa di separato, senza alcuna relazione con i corpi intermedi, in attesa del riconoscimento dei diritti da uno Stato lontano, distante. La cittadinanza attiva è partecipazione, è costruzione di una rete di coesione sociale, è impegno insieme agli altri per cambiare in meglio le cose. La cittadinanza attiva sviluppa i diritti perché è cosciente dei relativi doveri, e dunque rafforza le istituzioni rendendole espressione di una democrazia autenticamente rappresentativa.

Tra breve celebreremo il 70 esimo compleanno della Repubblica, nata per volontà del popolo italiano e che ha completato il ritrovamento della democrazia. Fu un cambiamento epocale, ma il passaggio da sudditi a cittadini - che è il contenuto moralmente e socialmente più forte di quella scelta - non è avvenuto una volta per tutte, e va continuamente inverato nelle condizioni nuove che il tempo ci offre. E' questa la responsabilità che le generazioni si trasmettono l'un l'altra e che devono continuare a fare.

Il Servizio civile è un ponte. Abbiamo bisogno di ponti, non di barriere. Dobbiamo fare in modo che questo ponte sia edificato da un numero sempre maggiore di giovani donne e di giovani uomini.

Pur in un tempo di risorse pubbliche limitate, è stato previsto per quest'anno uno stanziamento che consentirà di incrementare il numero dei giovani in Servizio civile. Sono stanziamenti che non soddisfano tutte le richieste avanzate, tuttavia mi auguro che questa crescita indichi una direzione di marcia, una tendenza che si possa sviluppare ancor di più in futuro.

Governo e Parlamento sono impegnati ora nel completamento della riforma del Servizio civile. L'idea di fondo è conferire una dimensione universale al Servizio. Universale perché pienamente aperto al contributo di donne e uomini. Universale perché non solo i giovani cittadini italiani possono animarlo, ma con loro anche i giovani non italiani che amano il nostro Paese e che vogliano contribuire a rendere più bella e più solidale la nostra società.

Abbiamo ascoltato poc'anzi che questo percorso è già tracciato: un'esperienza di integrazione positiva, che potrebbe anche aprire per i protagonisti ulteriori percorsi di cittadinanza.

Credo che universale, infine, voglia dire anche che i progetti non possano essere chiusi in ambiti settoriali: la sfida di una società più accogliente, più giusta, e perciò più competitiva, attraversa e va oltre i campi dell'assistenza, della cultura, della protezione dell'ambiente e del patrimonio artistico, della formazione, dell'intervento per ridurre il disagio e contrastare l'emarginazione. La sfida tocca, ad esempio, anche la cooperazione internazionale, nei cui progetti i giovani del Servizio civile operano a fianco di amministrazioni pubbliche, di enti non governativi, di associazioni no profit.

Anche su questo terreno si deve continuare a seminare. La cooperazione internazionale è uno dei volti della pace. Proprio la fedeltà del Servizio civile alle sue origini lo pone in sintonia con questa sensibilità. Il mondo, e la nostra Europa per prima, hanno bisogno di sviluppare il dialogo e la cooperazione per combattere il terrore e smentire i fautori dello scontro di civiltà.

Le responsabilità, che le nazioni devono e dovranno assumersi per impedire che il fanatismo e la violenza prevalgano, non possono non poggiare su una base di rispetto e su una ricerca di umanità e giustizia, di cui il volontariato è espressione.

Il Servizio civile ha una relazione stretta con il volontariato, e con le associazioni che lo promuovono e lo sostengono. Anche questa è una linfa vitale per la società. I volontari ci arricchiscono e, soprattutto, tengono in vita la speranza contro la rassegnazione. Il testimone che passa di mano in mano, nella vostra esperienza, è prezioso. Nei mesi del Servizio civile questo testimone è nelle vostre mani. E le esperienze che avete portato questa sera qui danno una grande carica: grazie per il vostro impegno!

Il governo si è dato come obiettivo quello di promuovere un Servizio civile europeo: può darsi che la strada sia lunga, come dimostra anche il percorso difficile di una condivisione della difesa continentale. Eppure si tratta di un obiettivo ambizioso e giusto. O l'Europa è una società solidale oppure non è Europa. O l'Europa è capace di dare ai propri giovani un traguardo più avanzato oppure rischia di mortificare i suoi giovani.

Viviamo oggi un momento di affanno della nostra Unione. Non saranno soltanto i negoziati, pur decisivi, sui temi all'ordine del giorno a decidere il nostro destino: l'Europa ha bisogno di valori, di ideali, di investimenti per il futuro, di solidarietà, di cultura. Voi ne siete espressione: continuate a dare il meglio di voi stessi, fatevi sentire e apprezzare.
Vi auguro buon lavoro. L'Italia vi è grata e crede nella vostra formazione di cittadini. Oggi ci sono più donne che uomini nel Servizio civile nazionale. E ci sono più giovani del Sud. Segnali in controtendenza rispetto ai dati occupazionali, che ancora non permettono di superare le sofferenze esistenti.

Il Servizio civile esprime una luce di speranza, una voglia di riscatto personale e collettivo. Si può generosamente servire gli altri e crescere come cittadini. L'unità e lo sviluppo del nostro Paese, cari giovani, passa anche da qui. E sempre più dipenderà dal vostro impegno.