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Introduzione

Archivio storico

L’istituzione dell'Archivio storico

L’istituzione dell’Archivio storico, nell’ambito del Servizio Archivio storico documentazione e biblioteca, risale al 1996 ed è stata formalizzata con legge dell’anno successivo. Nel dicembre 2007 all’Archivio storico viene conferita autonomia organizzativa, alle dirette dipendenze del Segretario generale. Dal giugno 2009 ha sede nel Palazzo Sant’Andrea.

Cenni storici

Il 2 giugno del 1946 gli italiani sono chiamati a votare per il referendum che porta alla nascita della Repubblica e per l’elezione dell’Assemblea costituente. Dopo la proclamazione dei risultati del referendum, nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Alcide De Gasperi, in qualità di Presidente del Consiglio in carica, esercita “ope legis” le funzioni di Capo dello Stato fino al 30 giugno. Il 28 giugno l’Assemblea elegge il Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, che assume la carica il 1° luglio.

Il 27 dicembre 1947 viene promulgata la Costituzione italiana. A norma della prima delle disposizioni finali e transitorie, il Capo provvisorio dello Stato assume la denominazione di Presidente della Repubblica dal 1° gennaio 1948. In questa data entra in vigore la nuova Costituzione che, nel titolo II della Parte II, relativa all’Ordinamento della Repubblica, dedica gli artt. 83-91 al Presidente della Repubblica.

Le prime elezioni politiche si svolgono il 18 aprile 1948. L’11 maggio 1948 Luigi Einaudi viene eletto Presidente della Repubblica dal Parlamento e presta giuramento il giorno successivo. Durante la Presidenza Einaudi il Palazzo del Quirinale diventa sede della Presidenza della Repubblica. Nell’agosto del 1948, con L. 9 agosto, n. 1077, viene istituito il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, in cui "sono inquadrati tutti gli uffici e i servizi necessari per l'espletamento delle funzioni del Presidente della Repubblica e per l'amministrazione della dotazione".

La formazione dell'Archivio storico

L'esigenza di conservare e riordinare gli archivi storici si delinea subito dopo l'insediamento della Presidenza nel Palazzo del Quirinale, nel 1948, anche se in concreto inizialmente si deve fare riferimento alla documentazione della Real Casa ancora qui conservata. Successivamente l’archivio della Real Casa è trasferito all’Archivio centrale dello Stato, salvo quelle serie, per lo più attinenti al personale, al patrimonio artistico, agli edifici e alle tenute della Presidenza della Repubblica, necessarie per la prosecuzione dell’attività di gestione amministrativa e tecnica e di conservazione e manutenzione dei beni artistici.

Di fatto, in una prima fase, l’archiviazione dei documenti prodotti e acquisiti dal Segretariato generale, nel corso dello svolgimento delle funzioni del Presidente della Repubblica e della gestione del patrimonio, è venuta a formarsi nell’ambito dei rispettivi uffici, mentre una generica competenza sugli archivi storici è affidata al settore dell’Amministrazione e patrimonio.
Nel 1978, durante la Presidenza Leone, gli archivi storici risultano inclusi nel Servizio biblioteca, studi e documentazione.

Nel 1981, sotto la Presidenza Pertini, viene istituito l’Archivio di deposito del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, nel quale sarebbero dovuti confluire gli atti di tutti i servizi relativi a pratiche concluse. L’iniziativa, però, non ha seguito. Sotto il profilo formale, le funzioni relative alla conservazione dei documenti e al loro ordinamento risultano affidate al Servizio biblioteca e documentazione, presso cui si costituisce un Ufficio biblioteca e archivi. Inoltre, viene istituita la Commissione di sorveglianza sugli archivi del Segretariato generale, di cui fa parte, tra gli altri, il sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato. Il decreto istitutivo della Commissione fa esplicito riferimento alla legge archivistica del 1963 (D.P.R. 30 settembre, n. 1409) e successive integrazioni o modifiche.

Durante la Presidenza Cossiga – in cui viene distinta nettamente l’organizzazione del Segretariato generale in Uffici e Servizi, assegnando ai primi le attività riconducibili alle funzioni del Presidente e ai secondi quelle relative all’amministrazione della dotazione e agli altri compiti amministrativi e tecnici - l’Ufficio biblioteca e archivi diviene Divisione biblioteca e archivi, sempre nell’ambito del Servizio biblioteca e documentazione.

Nel 1996, durante la Presidenza Scalfaro, viene istituito l’Archivio storico e il Servizio assume la denominazione di Servizio archivio storico, documentazione e biblioteca, di cui fa parte la Divisione archivio e documentazione. In base alla L. 13 novembre 1997, n. 395, che modifica in “Archivi storici degli organi costituzionali” il titolo della legge del 1971 con cui erano stati istituiti gli Archivi storici del Senato e della Camera dei deputati, anche la Presidenza della Repubblica "conserva i suoi atti presso il proprio Archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale". Viene nominato un consulente del Presidente della Repubblica per l’Archivio storico, cui è affiancato personale specializzato.

Con la Presidenza Ciampi il Demanio consegna in uso alla Presidenza della Repubblica il Palazzo Sant’Andrea, individuato su suggerimento del consulente prof. Giuliana Limiti come sede idonea per l’Archivio storico.

Durante la Presidenza Napolitano vengono affrontate secondo un progetto organico le questioni inerenti all’ordinamento e alla sede dell’Archivio storico. Con decreto presidenziale 31 dicembre 2007, n. 17/N, l’Archivio storico, scorporato dal Servizio Archivio storico documentazione e biblioteca, assume la denominazione di Archivio storico della Presidenza della Repubblica, posto alle dirette dipendenze del Segretario generale. La direzione è affidata a un sovrintendente nominato con decreto presidenziale. Con decreto in pari data, n. 18/N, è approvato il nuovo regolamento. Il 25 giugno 2009 viene inaugurata la nuova sede nel Palazzo Sant’Andrea.

Le funzioni

Il regolamento che stabilisce le funzioni dell’Archivio storico, sostituendo quello approvato nel 1998, è stato emanato con decreto presidenziale 31 dicembre 2007, n. 18/N.
Ai sensi del regolamento vigente, l’Archivio Storico, “struttura dotata di autonomia organizzativa … provvede alla conservazione, inventariazione, fruizione e valorizzazione della documentazione, su qualsiasi supporto, prodotta o ricevuta nell’ambito delle attività della Presidenza della Repubblica, relativa ad affari conclusi … promuove l’acquisizione in originale o in copia di fondi conservati in altri Archivi pubblici o privati, italiani o stranieri, di rilevante interesse per la storia dei Capi dello Stato italiano… può ricevere donazioni di fondi archivistici … ” ed è aperto al pubblico.

Il regolamento istituisce una Commissione archivistica, nominata e presieduta dal Segretario generale, con funzioni consultive; la Commissione decide altresì in merito alle proposte di scarto e approva i massimari di conservazione. L’Archivio storico è aperto al pubblico e svolge anche funzioni di supporto all’attività del Presidente della Repubblica e all’attività interna del Segretariato generale.

Con decreto del Segretario generale 26 febbraio 2009, n. 48, è stato approvato il regolamento di ammissione del pubblico all’Archivio storico.

L’accesso

I documenti conservati sono liberamente consultabili ad eccezione di quelli riservati relativi alla politica interna ed estera dello Stato, che diventano liberamente consultabili 50 anni dopo la loro data, e di quelli che contengono dati sensibili, che diventano liberamente consultabili 40 anni dopo la loro data; il termine è di 70 anni nei casi previsti dalla normativa generale (Codice dei beni culturali e del paesaggio, d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche, Codice di deontologia e di buona condotta per la ricerca storica, allegato al Codice in materia di protezione dei dati personali, d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196).

Il Presidente della Repubblica, su proposta del Segretario generale, sentita la Commissione archivistica, può autorizzare la consultazione anticipata dei documenti riservati.

Informazioni utili:

Archivio storico della Presidenza della Repubblica
Palazzo Sant’Andrea, Via del Quirinale, 30 – 00187 Roma
Telefono: 06 46992681; 06 46992386
Fax: 06 46993087

Orario di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18

Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dott.ssa Marina Giannetto
Telefono: 06 46993332

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