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LE ONORIFICENZE

Medaglia al valore dell'Esercito

cenni storici

medaglia al valore dell'Esercito

Istituzione
L. 26 luglio 1974, n. 330.

Finalità
Premiare gli atti di coraggio compiuti in attività militari non belliche svolte dall'Esercito, diretti a salvare vite umane, a impedire sinistri o ad attenuarne le conseguenze, nonché imprese e studi volti allo sviluppo e al progresso dell'Esercito ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro all'Esercito Italiano.

Struttura
Il parere sulla concessione delle ricompense è espresso da una Commissione presieduta dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e composta da due Ufficiali generali dell'Esercito, un Ufficiale generale di altra Forza Armata o della Guardia di Finanza o della Polizia di Stato (quando sia da premiare un militare che non appartenga all'Esercito), da un funzionario almeno Dirigente Superiore dell'Amministrazione di appartenenza (quando si tratti di premiare un dipendente civile dello Stato). Segretario della Commissione è un Ufficiale superiore dell'Esercito.

Destinatari
Cittadini italiani e stranieri, Comandi, Corpi o Enti.

Classi o gradi
6: Medaglia d'Oro, d'Argento e di Bronzo al Valore dell'Esercito (per gli atti di valore); Croce d'Oro, d'Argento e di Bronzo al Merito dell'Esercito (per imprese, studi e azioni caratterizzati da somma perizia).

Modalità dei conferimenti
Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Difesa.

Foggia
Medaglia; croce greca.

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