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Nella Sala della Rotonda si conservano quattro gioielli unici. Si tratta delle prestigiose berline di gran gala che provengono da Torino. L’esemplare più antico è il Berlingotto del 1789, commissionato in occasione delle nozze del duca di Aosta Vittorio Emanuele con Maria Teresa d’Asburgo Este; è un esempio raffinato di coupé con la cassa decorata ad opera di Vittorio Rapous da figure allegoriche rappresentanti le virtù.
Al periodo della Restaurazione appartengono le altre berline conservate nella Sala: la berlina detta “di Maria Teresa” o “degli Sposi”, realizzata nel 1817 per le nozze di Carlo Alberto principe di Carignano con Maria Teresa d’Asburgo Lorena, fu decorata dal pittore di corte Giovanni Vacca; l'altra, la berlina detta “Il Telemaco”, venne prodotta per la stessa occasione e dipinta sempre dal Vacca con le Storie del viaggio di Telemaco. Entrambe le carrozze derivano da un progetto unitario concepito e realizzato dall’architetto e decoratore Giacomo Pregliasco, aiutato da un gruppo di artisti di altissimo livello fra i quali il Bonzanigo per gli intagli e il Dughet per i bellissimi bronzi. La berlina “degli Sposi” sarà usata ancora per le nozze di Vittorio Emanuele II e per quelle di Umberto I.
Nel 1819 il Pregliasco e lo stesso gruppo di artisti impegnati per la fabbricazione delle altre due vetture realizzano anche la cosiddetta “Egiziana”, costruita per il carnevale del 1819 su ordine di Carlo Felice di Savoia, duca del Genevese, e offerta a sua moglie Maria Cristina di Borbone. In seguito furono tinteggiati in nero gli originari fondi color avorio e la vettura venne utilizzata per i solenni trasporti funebri. La carrozza decorata in stile “egiziano” intende rappresentare il tempio della dea Iside.