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IL PALAZZO DEL QUIRINALE

La Sala dei Bussolanti

foto d'ambiente della salaQuesta sala si contraddistingue dalle altre dell’appartamento di Paolo V Borghese (1605-1621) poiché era collegata, sulla parete sinistra, con il piccolo oratorio privato del pontefice situato sulla parete della Cappella Paolina.

La sala presenta la consueta struttura decorativa voluta da Paolo V e fu ornata, come la Sala delle Logge, dal pittore genovese Bernardo Castello che eseguì le Virtù cardinali e Angeli nel fregio e, ai lati dello stemma pontificio sulla volta, le figure allegoriche della Carità terrena e della Carità divina.

Sotto il pontificato di Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878) vennero eseguiti, come nelle sale precedenti, cospicui lavori di restauro condotti dal pittore ferrarese Alessandro Mantovani che nel 1851 decorò la volta e inserì nel fregio paesaggi con Storie di san Benedetto, nei quali tentò di adeguarsi al gusto seicentesco.

La denominazione della sala deriva dagli assistenti all’anticamera papale che erano detti “Bussolanti”, ma prese tale nome solo intorno alla metà degli anni Cinquanta del Novecento in quanto in età pontificia l’ambiente veniva menzionato come “Sala della guardia nobile”.

Arredi

Nella sala sono esposti diversi quadri che ornano le pareti.

Il dipinto ad olio su tela con il Trionfo della Divina Sapienza, sulla sinistra, è opera di Giovan Battista Gaulli detto Baciccia e costituisce il bozzetto preparatorio dell’affresco per il soffitto della biblioteca della Casa Professa del Gesù a Roma, databile al 1675.

Segue, sulla parete al cospetto della finestra, la riproduzione a mosaico del famoso quadro di Raffaello La Madonna della Seggiola, conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. Il mosaico fu donato alla regina Elena (1873-1952) da Pio XI Ratti (1922-1939), in occasione della visita dei sovrani in Vaticano dopo la ratifica dei Patti Lateranensi (1929). Le cifre del pontefice sono applicate nella cornice del tondo.

Il dipinto sul lato corto della sala è una copia seicentesca del San Sebastiano di Guido Reni, conservato nella Pinacoteca Capitolina di Roma.

La serie di quadri termina, sulla parete opposta, con l’opera di Bernardo Castello che raffigura San Giovanni Battista accompagnato nel deserto dall’angelo e proviene dal Palazzo Reale di Torino.

L’orologio posto sul tavolo parietale è firmato sul quadrante “Thurel a Paris” ed è databile entro il primo quarto del Settecento.

I due vasi a fondo blu con disegni vegetali in oro sono opera di manifattura cinese di epoca Chien-Lung (1736-1795).