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IL PALAZZO DEL QUIRINALE

La Sala delle Logge

Foto d'ambiente della salaLa decorazione del fregio e del centro della volta è attribuita al pittore genovese Bernardo Castello che la eseguì nell’ambito dei lavori voluti da papa Paolo V Borghese (1605-1621) e datati al 1616. Al pittore sono attribuite le figure allegoriche della Giustizia e della Temperanza e quelle degli Angeli che sorreggono lo stemma papale. Questo venne sostituito da Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878) nel corso del restauro e del rifacimento delle decorazioni realizzati alla metà dell’Ottocento.

La nuova decorazione ottocentesca della sala si deve al pittore e scenografo Annibale Angelini che, dando sfoggio della sua abilità come artista specializzato nelle rese prospettiche, s’ispirò agli affreschi della Sala Regia e realizzò un finto loggiato dal quale si affacciano guardie svizzere.

Arredi

Nella sala sono conservati cinque affreschi strappati che facevano parte della decorazione murale di un corridoio nell’ala occidentale del palazzo, voluta da papa Urbano VIII Barberini (1623-1644) ed eseguita da Marco Tullio Montagna e Simone Lagi per ricordare le ‘fabbriche’ e i restauri realizzati durante il pontificato del Barberini.

I cinque affreschi con vedute, casualmente riscoperti agli inizi degli anni Cinquanta del Novecento e in seguito strappati dal muro, raffigurano da sinistra: Orvieto,il Pantheon, Castel Sant’Angelo, il porto di Civitavecchia ela chiesa di San Caio. Ognuno di questi monumenti e di questi luoghi era legato agli interventi attuati dal Barberini. Orvieto viene raffigurata per le fortificazioni e le opere murarie costruite dal papa e Civitavecchia per i lavori al porto e le opere di fortificazione. Il Pantheon è  rappresentato con i due campaniletti eretti nel 1626 su progetto di Carlo Maderno e poi demoliti; Castel Sant’Angelo per gli importanti lavori promossi dal pontefice per erigere nuovi e più funzionali bastioni difensivi. La chiesa di San Caio, ora non più esistente, fu rinnovata nel 1631 e annessa al monastero delle Carmelitane voluto dal pontefice nell’antica via Pia, attuale via XX settembre.

L’insieme composto da tavolo parietale, specchiera e orologio è della fine dell’Ottocento.

La serie di sgabelli fa parte del set di due tavoli parietali e dodici sgabelli realizzati alla metà dell’Ottocento da un ignoto intagliatore romano.

I quattro grandi vasi orientali settecenteschi sono posti su basi intagliate dell’epoca di Benedetto XIV Lambertini (1740-1758), il cui stemma fu poi sostituito con la croce sabauda.