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La sala si trova nel nucleo più antico del Palazzo del Quirinale, costruito nel 1583-1585 per papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), e in origine era una loggia aperta verso il cortile.
La chiusura delle arcate con cinque finestroni risale al tardo Settecento e, proprio per la presenza delle grandi finestre, quest’area del palazzo è nota anche come “Vetrata”.
Le grandi lesene con capitelli ionici dorati che decorano a tutta altezza le quattro pareti della loggia ripropongono la decorazione architettonica della facciata di questa parte del palazzo.
La decorazione pittorica della volta è datata 1908 e si deve al bolognese Ernesto Ballarini, in collaborazione con Alessandro Palombi.
Il riquadro centrale è occupato da una scena allegorica nella quale spicca un giovane dai tratti apollinei che scrive sul libro della Storia sorretto dal Tempo; sul bordo della veste si leggono la firma del pittore e la data.
Nei riquadri laterali della volta sono rappresentate quattro scene che alludono alle arti e, nelle lunette delle pareti, altre allegorie delle arti e tre ritratti di artisti e architetti celebri dell’antichità.
Quando in Quirinale si tengono le consultazioni per la formazione del Governo, la Loggia d’Onore è il luogo ove i rappresentanti dei partiti politici rilasciano le loro dichiarazioni ufficiali alla stampa dopo l’incontro con il Capo dello Stato.
L’arredo della loggia è costituito solo da dodici colonne disposte lungo le pareti, quattro delle quali tortili in marmo nero del Belgio mentre le altre sono in portasanta e in origine facevano parte dell’iconostasi della Cappella Paolina, una transenna marmorea che divideva in due zone la cappella. L’iconostasi, ricollocata nel 1818, fu smantellata nel 1930, in occasione delle nozze di Umberto di Savoia e Maria José, e mai più ricostruita.