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Sul pianerottolo dello Scalone d’Onore si aprono le cosiddette Sale Rosse, due ambienti a pianta quadrata comunicanti fra loro, con parato di damasco rosso alle pareti. La sistemazione di questi due ambienti e del loggiato rivolto verso il giardino fu curata da Gian Lorenzo Bernini per papa Clemente IX Rospigliosi (1667-1669).
Sistemare i due ambienti adiacenti al Salone dei Corazzieri e creare un loggiato rivolto verso i giardini fu, infatti, l’intervento più rilevante che papa Rospigliosi fece realizzare da Bernini nel palazzo del Quirinale.
E’ denominata prima Sala Rossa la sala che ha accesso direttamente dallo Scalone d’Onore. La volta (prima sala) di questa sala presenta, come l’ambiente seguente, una decorazione probabilmente eseguita intorno al 1721-1722 da Pietro Paolo Cennini. Su uno sfondo di cielo con uccelli in volo la volta presenta mazzi di fiori e composizioni di frutta entro vasi e ceste; queste ultime, disposte ai quattro angoli e ricolme di frutta, alludono ai prodotti specifici di ciascuna stagione dell’anno.
Sulla parete destra, entrando dallo Scalone d’Onore, è una console con piano in marmo verde antico con sostegni anteriori a forma di leone alato monopode, eseguita a Roma agli inizi dell’Ottocento.
La seconda Sala Rossa, di dimensioni maggiori, ha tre porte-finestre sulle due pareti che danno accesso alla loggia. Al di sotto della volta (seconda sala), affrescata in modo analogo alla precedente, si trova il fregio seicentesco con tre paesaggi fluviali e una marina con vascelli in navigazione, dipinto da Giovanni Francesco Grimaldi probabilmente al tempo di Clemente IX Rospigliosi (1667-1669). Le decorazioni monocrome negli sguinci delle porte-finestre risalgono invece all’epoca di Leone XII Della Genga (1823-1829), come attesta l’iscrizione “LEO. XII” sormontata dall’aquila coronata, emblema del pontefice.
Nell’arredo spicca il camino in marmo bianco e granito verde con fregio a tre bassorilievi, realizzato da Carlo Albacini intorno al 1812, nel corso dei lavori di allestimento del palazzo in età napoleonica e originariamente destinato alla “Stanza da letto dell’Imperatrice”. La specchiera in legno intagliato laccato e dorato proviene degli arredi della Villa Reale di Monza, confluiti nella Reggia del Quirinale in seguito al passaggio della residenza lombarda al demanio nel 1919.
Il tavolo da parete tra le porte-finestre, in legno scolpito e dorato, con piano impiallacciato in marmo verde antico, fascia a scanalature e zampe rastremate e scanalate, è probabilmente di manifattura fiorentina dell’ultima decade del Settecento. La console sulla parete di fronte all’ingresso, con piano in marmo verde antico, del primo quarto dell’Ottocento, risale al periodo della restaurazione di Pio VII Chiaramonti (1800-1823).
Alle pareti, iniziando da quella a sinistra della parete d’ingresso, sono appesi ritratti di personaggi di casa Savoia: il Ritratto di Vittorio Emanuele I re di Sardegna come gran Maestro della Santissima Annunziata di Luigi Bernero, il Ritratto di Vittorio Amedeo I duca di Savoia, di anonimo pittore piemontese del Seicento e, infine, il Ritratto di Maria Adelaide di Savoia duchessa di Borgogna, figlia di Vittorio Amedeo II e moglie di Luigi duca di Borgogna a undici anni, di Pierre Gobert, del 1697.
La loggia chiusa da vetrate – forse in origine destinata a studiolo estivo del papa – gira attorno alla Seconda Sala Rossa e prospetta sul giardino. Lungo le pareti, interamente rivestite di pitture, si dispongono “paraste vegetali” intervallate da scene di paesaggio, con al centro due grandi vedute attribuite a Giovanni Francesco Grimaldi.
Alle estremità sono simulate due voliere oltre le quali si vedono, tra rami popolati da uccelli, fontane zampillanti. Sull’angolo, entro finte nicchie, sono raffigurati due stipi (o “scarabattoli”) – probabilmente di Pietro Paolo Cennini – chiusi da grate con vasi, flaconi, bottiglie. Il soffitto dello stretto ambiente è decorato come un pergolato, ricoperto da una variopinta vegetazione e animato da scoiattoli, oltre il quale è uno spazio di cielo percorso da uccelli in volo, probabilmente dello stesso Cennini.