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In questo ambiente il Presidente della Repubblica tiene gli incontri a carattere ufficiale. In particolare nello studio si svolgono i colloqui con i Capi di Stato ospiti e con i segretari di partito in occasione delle consultazione per la formazione del Governo.
In origine questa stanza, collocata in posizione d’angolo, era compresa nell’appartamento papale estivo e nel Settecento veniva indicata come la “Stanza ove dorme Sua Santità l’estate”. Durante la breve stagione napoleonica la stanza fu destinata a sala da pranzo dell’imperatore e, alla fine dell’Ottocento, entrò a far parte dell’appartamento di re Umberto I (1878-1900), che qui aveva il suo studio comunicante con la camera da letto, l’odierna Sala di Druso.
L’arredo dell’appartamento del re era improntato ad un eclettico revival rinascimentale, come è ancora evidente nel soffitto a cassettoni, che reca gli stemmi Savoia, e nel fregio pittorico con coppie di angioletti che sorreggono dodici “imprese” cavalleresche.
Nell’arredo spicca la scrivania francese del 1750 circa, proveniente dalla Reggia di Parma.
Dietro la scrivania è sistemata una console d’angolo sulla quale poggia un orologio dell’inizio del Settecento, firmato dall’artigiano parigino Jacques Panier. A sinistra della console e delle bandiere si susseguono un tavolino fiorentino della fine del Settecento e una console rococò romana del terzo decennio dello stesso secolo. Su quest’ultima console poggia un busto in marmo raffigurante un imperatore bambino, composto da una testa antica (III secolo d.C.) montata su di un busto seicentesco.
La scrivania a ribalta in radica di noce, collocata tra le finestre, è di manifattura lombarda della metà del Settecento. Al di sopra della scrivania è un trittico con sculture in avorio, frutto del montaggio di un Calvario del Quattrocento e di una Annunciazione e Santi di epoca più tarda. Sulla stessa parete è posta una pendola francese della metà del Settecento.
Tra il restante mobilio si segnalano i quattro sgabelli, di manifattura francese della metà del Settecento.
Alle pareti sono appesi tre grandi quadri. Le due tele con animali sono opera di Angelo Maria Crivelli, detto il Crivellone (1650 circa - 1730), pittore attivo per le residenze dei Savoia. Il dipinto dietro la scrivania, databile dopo la metà del Seicento, è di Jacques Courtois detto il Borgognone e raffigura un episodio accaduto nel 1570: tre navi che conducono un gruppo di missionari gesuiti sono attaccate nelle Canarie dai pirati e quaranta religiosi vengono uccisi e gettati in mare.