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Con questa sala ha inizio la lunga ala prospiciente il giardino che ospita gli ambienti di rappresentanza, edificata agli inizi del Seicento da Flaminio Ponzio per volontà di Paolo V Borghese (1605-1621). La sala era costituita in origine da due stanze adiacenti, una delle quali comunicava attraverso un piccolo passaggio con la cappella privata del papa, dedicata alla Vergine Annunziata.
Nel periodo napoleonico dalle due stanze fu creato il grande “Salone dell’Imperatore” (o “Sala dei Ministri”) e fu realizzata la imponente volta lignea. Del ricco programma iconografico, celebrativo della dignità imperiale, si conserva oggi solo il fregio a bassorilievo in stucco di Carlo Finelli, del 1812-1813, con il lungo corteo del Trionfo di Giulio Cesare che si conclude con il rito sacrificale in Campidoglio, posto sull’ingresso.
Con l’avvento dei Savoia, dopo un uso di “Gabinetto a fumare”, l’ambiente fu adibito a “Sala da pranzo giornaliera” e, tra il 1883 circa e il 1888, fu allestito con cornici e specchi per accogliere cinque arazzi preziosi. Nel 1888 Annibale Brugnoli realizzò la scenografica allegoria dell’Aurora sulla volta, i segni dello Zodiaco – che si susseguono in senso orario, a partire dalla parete senza finestre – con il Sole e la Luna al centro dei lati lunghi, sulle vele e, infine, scene ispirate alla musica e al riposo sulle lunette. Dal tema astrologico deriva la denominazione della sala.
L’arredo include cinque splendidi arazzi della serie Le Nuove Indie, tessuti a Parigi nella manifattura Gobelins tra il 1771 e il 1786 su cartoni di François Desportes. Gli arazzi fanno parte di un gruppo di sei panni donato nel 1786 da Luigi XVI di Francia all’arciduca Ferdinando III d’Austria e alla moglie Maria Beatrice d’Este. A partire dall’ingresso, le spettacolari scene con il Combattimento degli animali (1784-1786), i Pescatori (1781-1783), il Cammello (in realtà un dromedario) (1771-1772), il Cacciatore indiano (1771-1773) e l’Elefante (1784-1786) illustrano l’ambiente tropicale del “Nuovo Mondo”, con piante e animali di straordinario verismo accostati in composizioni fantasiose. I soggetti sono in gran parte desunti dal ricchissimo repertorio scientifico raccolto per impulso del principe Giovanni Maurizio di Nassau, e da disegni e dipinti che egli fece realizzare nel Brasile olandese alla metà del Seicento.
Davanti alla parete lunga interna trova posto un prezioso finimento di manifattura francese, proveniente dalla Villa Ducale di Colorno, costituito da un divano con poltrone e sgabelli del 1750 circa, con raffinate tappezzerie in arazzo di Beauvais decorate con la caccia al cervo, volatili e altri animali, entro bordure floreali.
Le due consoles, sulle quali sono poggiati vasi di porcellana dipinta di manifattura giapponese, sono frutto del rimontaggio di pezzi del secolo scorso con materiali più antichi.
Fanno parte dell’allestimento sabaudo le appliques in bronzo dorato del 1770 circa, provenienti da Parma e Colorno.