Rivolgo un saluto molto cordiale. Le Autorità istituzionali e accademiche presenti mi consentiranno di sottolinearlo nei confronti soprattutto dal Corpo docente, del personale amministrativo di questo Ateneo e particolarmente nei confronti delle studentesse, degli studenti. E dei giovani ricercatori: di ogni età, perché la ricerca è sempre giovane.
Desidero ringraziare il Rettore e l'Ateneo per il Sigillum Magnum. È un onore riceverlo e, essendo stato a lungo partecipe di vita universitaria, ne apprezzo in pieno l'importanza e il significato e vi sono molto riconoscente.
Vorrei aggiungere che, per una persona di formazione giuridica, quale io sono, l'Alma Mater conduce il pensiero - tra i tanti maestri che in questi secoli hanno contrassegnato la storia di questo Ateneo - a Irnerio. Tra i fondatori di questa Università, è stato un maestro che con il suo insegnamento ha contribuito in maniera decisiva a restituire al Diritto la dignità di scienza autonoma, pur nella consapevolezza dell'unicità del sapere, allora molto forte come percezione, e che oggi si recupera.
Quell'insegnamento di Irnerio ha avviato la scuola dei glossatori che, sempre qui a Bologna, dopo un secolo e mezzo, ha visto il suo momento più compiuto con la Magna Glossa di Accursio.
Quella scuola ha avviato il Diritto comune che per molti secoli è stato il diritto condiviso dalla pressoché totalità dell'Europa continentale.
Il Rettore ha poc'anzi sottolineato che Bologna è sempre stata europea, perché qui è nata un'Università europea. In quell'epoca Bologna, per il Diritto, come per le altre branche del sapere, è stata un punto di incontro decisivo dell'Europa. E per molti secoli quel Diritto, nato qui dall'avvio della scuola dei glossatori e continuato con quella dei commentatori, ha unificato l'Europa nei principi fondamentali del Diritto.
Oggi vorrei ricordarlo, perché siamo in presenza, in questo periodo, di un altro, diverso, Diritto comune europeo. Siamo tutti consapevoli che la normativa dell'Unione europea penetra sempre di più negli ordinamenti giuridici del nostro come degli altri Paesi europei, rendendo sempre più omogenei gli ordinamenti dei vari Paesi dell'Unione, influenzando anche fortemente gli ordinamenti dei Paesi europei ai confini dell'Unione. È un fenomeno di grande portata, un nuovo e diverso Diritto comune europeo.
Allora quell'esperienza fu attenuata e interrotta dal sorgere e dal rafforzarsi progressivo degli Stati nazionali, inevitabile. Un progresso della storia, vedendolo oggi.
Oggi il nuovo Diritto comune europeo potrebbe essere messo in discussione da un ritorno nazionalistico che sarebbe una retroguardia della storia, un arretramento. Contro questo arretramento la cultura è decisiva.
Non è un caso che, in coerenza con lo spirito europeo di questa città e di questo Ateneo, quasi trent'anni fa, con la Magna Charta Universitatum qui si sia dato vita, con oltre quattrocento atenei europei, a un momento di incontro che ha reso plasticamente visibile l'avvicinamento, la collaborazione e la progressiva integrazione culturale del nostro continente.
E il fatto che quei quattrocento e più atenei si siano, nel corso del tempo, quasi raddoppiati, dà l'idea del contributo che Bologna continua a fornire in questa direzione per la collaborazione, la pace, lo sviluppo comune del nostro continente e, in realtà, per quella cultura senza confini che è la cultura in sede internazionale. Questo, in coerenza con la giornata dedicata al futuro per i giovani, è un contributo di grande importanza che il vostro Ateneo offre al nostro Paese e all'Europa.
Di questo vorrei ringraziarvi molto.