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Mascheroni Mar. Capo Claudio

Luogo di nascita: Sant'Angelo Lodigiano

Croce d'oro al merito dell'Esercito

Croce d'oro al merito dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Maresciallo Capo

Data del conferimento: 02/01/2009

motivazione:

"Incursore scelto inquadrato nel distaccamento operativo incursori CONDOR 34" operante presso il Joint Special Operations Task Group "Condor-A" nell'ambito dell'operazione "Sarissa" in Afghanistan, comandato a svolgere svariate missioni, sapeva far fronte alle innumerevoli incognite operative con esemplare lucidità ed evidenti capacità professionali. Chiamato ad operare in condizioni ambientali dure e disagevoli, in un contesto altamente rischioso si dimostrava sempre saldo nelle proprie motivazioni, si adoperava in ogni modo per il successo della missione affidatagli. Si prodigava nelle attività connesse al proprio incarico con straordinaria capacita, raro senso di responsabilità e profondo spirito di sacrifico, dimostrando una elevatissima competenza professionale ed una straordinaria predisposizione ad operare in ambito multinazionale. In particolare, durante una operazione di interdizione. D'area denominata "Tiger achilles", condotta nella valle del gulistan - distretto di farah, zona particolarmente rischiosa del territorio recano, si distingueva per competenza tecnico-professionale, senso del dovere e spirito di iniziativa e di sacrificio. Il giorno 20 marzo 2007, durante un attacco subito con armi portatili e controcarro da parte di elementi ostili, il maresciallo capo claudio mascheroni, dopo aver risposto prontamente al fuoco, soccorreva senza esitazione, in qualità di combat medic del distaccamento, un proprio collega ferito ad un braccio. Dopo aver preso parte allo sganciamento, effettuava la prima diagnosi sul ferito stabilizzandolo in maniera efficace e permettendo così la buona riuscita dell'azione di sganciamento. Inoltre, durante le oltre 5 ore dell'esfiltrazione, in qualità di forward air controller, dirigeva la copertura aerea, continuando a monitorare il ferito fino al rientro alla forward operating base di farah. Dopo aver varcato l'ingresso della forward operating base 51 adoperava nelle cure mediche al ferito unitamente al personale americano del complesso sanitario campale cui forniva tutte le indicazioni necessarie per un corretto trattamento. Considerava la propria missione terminata soltanto quando al ferito erano state dedicate le cure necessarie. Bellissimo esempio di sottufficiale incursore in possesso di eccezionali virtù che con il suo agire, il suo coraggio, il suo comportamento sempre esemplare e con il suo altissimo senso del dovere contribuiva in modo determinante al pieno successo della missione e ad accrescere il prestigio delle forze speciali dando lustro all'esercito ed alle forze armate italiane in ambito internazionale". Herat, 19 aprile 2007.

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