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Fabbiano Cap. Pierluigi

Luogo di nascita: Voghera (PV)

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Capitano

Data del conferimento: 12/12/2008

motivazione:

"Ufficiale incursore dell'esercito, comandante di distaccamento operativo incursori, in servizio presso il Joint Special Operations Task Group "Condor-A" in Afghanistan nell'ambito dell'operazione "Sarissa" ha svolto il proprio incarico con professionalità e impegno, sapendo far fronte alle innumerevoli incognite con esemplare lucidità ed evidenti capacità operative, gestionali e di comando. Chiamato ad operare in condizioni ambientali dure e disagevoli, in un contesto altamente rischioso si dimostrava sempre saldo nelle proprie motivazioni, si adoperava in ogni modo nell'espletamento di tutti i difficili e delicati compiti affidatigli, esercitando una leadership brillante ed autorevole sui propri uomini. In particolare, durante una difficile operazione speciale, denominata "Tiger Achille", condotta congiuntamente da una sezione Ranger e dal proprio distaccamento operativo incursori in zone del territorio afgano particolarmente rischiose, data la forte presenza di elementi ostili filo-talebane nella provincia di Farah, si distingueva per ottime capacità di comando, competenza tecnico-professionale, senso del dovere e spirito di iniziativa. Durante la condotta della suddetta operazione, il giorno 20 marzo 2007, al calar della sera, il suo distaccamento operativo veniva attaccato da elementi ostili con armi portatili e controcarro. Il capitano pierluigi fabbiano, dopo aver risposto prontamente al fuoco, gestiva e dirigeva le azioni dei propri uomini in maniera esemplare, mantenendo la calma e impartendo ordini precisi, permettendo lo sganciamento in tempi rapidi ed il coordinamento con la sezione dei ranger in modo assolutamente efficace. Benché la sua unità avesse riportato il ferimento di un operatore incursore, con estrema lucidità, suggeriva al comando superiore efficaci soluzioni tattiche che permettevano di condurre la formazione fuori dalla zona di pericolo riportandola verso la base operativa di farah con il minimo delle perdite in termini di uomini, mezzi e materiali. In ogni circostanza, il suo senso del dovere, la responsabilità e la convinta dedizione al servizio gli consentivano di superare le difficoltà esistenti e di risolvere, sempre positivamente, le problematiche che ne scaturivano. Splendido esempio di ufficiale incursore in possesso di eccezionali virtù che con il suo agire, il suo coraggio, il suo comportamento sempre esemplare e con il suo splendido senso del dovere ha contribuito in modo determinante al pieno successo della missione, ad accrescere il prestigio delle forze speciali dando lustro all'esercito ed alle Forze Armate italiane in ambito internazionale". Herat, 19 aprile 2007.

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