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Cavacini Emanuele
Luogo di nascita: Roma (RM)
Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito
Cenni storici e normativa dell'onorificenza
Mar. Ord.
Data del conferimento: 05/09/1995
motivazione:
“Sottufficiale in servizio presso il Nucleo Porto del Reparto Logistico di Contingenza”, in qualità di operatore di mezzi speciali, venuto a conoscenza, in ore serali, che due militari del reparto erano stati feriti ad opera di cecchini somali, si poneva alla testa di un nucleo di soccorso costituito da altri due Sottufficiali e da un caporale paracadutista. Con tempestività si portava a bordo di un'autovettura da ricognizione nei pressi del luogo in cui giacevano i commilitoni colpiti. Continuando il fuoco nemico, appiedava a distanza di sicurezza e dirigeva il movimento del nucleo, a coppie ed al riparo dei veicoli ivi parcheggiati. Giunto in vista dei commilitoni feriti che giacevano a terra, in area scoperta, valutava rapidamente la situazione e disponeva l'effettuazione del fuoco di copertura da parte dei componenti del nucleo. Raggiungeva quindi personalmente i due feriti allo scopo di portarli in luogo riparato dove prestare loro le cure mediche necessarie. Incurante del fuoco che i cecchini avevano ripreso, ed esponendo la propria vita a manifesto rischio, persisteva caparbiamente nell'azione (anche dopo aver constatato il decesso di uno dei due commilitoni colpiti) e, trascinato al riparo il secondo commilitone, anch'egli gravemente ferito, lo rincuorava e lo assisteva fino all'arrivo del personale medico e di quello giunto in rinforzo. Esempio di spiccato coraggio, generosità incondizionata, singolare perizia, determinazione indomita, alto livello di addestramento e di professionalità”. MOGADISCIO (Somalia) 15 settembre 1993.
Medaglia d'argento al valore dell'Esercito
Cenni storici e normativa dell'onorificenza
Mar. Ord.
Data del conferimento: 05/09/1995
motivazione:
“Sottufficiale in servizio presso il Nucleo Porto del Reparto Logistico di Contingenza”, in qualità di operatore di mezzi speciali, venuto a conoscenza, in ore serali, che due militari del reparto erano stati feriti ad opera di cecchini somali, si poneva alla testa di un nucleo di soccorso costituito da altri due Sottufficiali e da un caporale paracadutista. Con tempestività si portava a bordo di un'autovettura da ricognizione nei pressi del luogo in cui giacevano i commilitoni colpiti. Continuando il fuoco nemico, appiedava a distanza di sicurezza e dirigeva il movimento del nucleo, a coppie ed al riparo dei veicoli ivi parcheggiati. Giunto in vista dei commilitoni feriti che giacevano a terra, in area scoperta, valutava rapidamente la situazione e disponeva l'effettuazione del fuoco di copertura da parte dei componenti del nucleo. Raggiungeva quindi personalmente i due feriti allo scopo di portarli in luogo riparato dove prestare loro le cure mediche necessarie. Incurante del fuoco che i cecchini avevano ripreso, ed esponendo la propria vita a manifesto rischio, persisteva caparbiamente nell'azione (anche dopo aver constatato il decesso di uno dei due commilitoni colpiti) e, trascinato al riparo il secondo commilitone, anch'egli gravemente ferito, lo rincuorava e lo assisteva fino all'arrivo del personale medico e di quello giunto in rinforzo. Esempio di spiccato coraggio, generosità incondizionata, singolare perizia, determinazione indomita, alto livello di addestramento e di professionalità”. MOGADISCIO (Somalia) 15 settembre 1993.