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Monticone Ten. Gen. Franco

Luogo di nascita: Asti (AT)

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Tenente Generale

Data del conferimento: 17/07/2006

motivazione:

"Ufficiale Generale in possesso di spiccate qualità intellettuali e professionali nonché di un bagaglio culturale di particolare valenza, ha saputo gestire e risolvere, in ogni circostanza, le molteplici problematiche connesse con gli alti incarichi da lui ricoperti, tra i quali emergono quelli di Capo Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Esercito, di comandante della Brigata Paracadutisti "Folgore", di comandante della forza di intervento rapido e di capo nucleo di coordinamento forze speciali. Ha servito per oltre quaranta anni l'Esercito Italiano ed il Paese, dimostrando altissimo senso del dovere e incondizionato attaccamento alle istituzioni". Roma, 1 gennaio 1998.

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Data del conferimento: 02/06/1999

Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Data del conferimento: 27/12/1992

Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Croce d'argento al merito dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Generale di Brigata

Data del conferimento: 06/09/1991

motivazione:

“Comandante delle Forze Operative del Contingente Italiano in IRAK settentrionale, operava con instancabile tenacia e ferrea determinazione, realizzando in tempi brevissimi, nonostante le difficoltà dell'ambiente, una organizzazione di soccorso e protezione a favore della popolazione curda quanto mai efficiente. Con un'azione di comando caratterizzata da eccezionale spirito di sacrificio e di dedizione, riusciva a garantire costantemente un elevato livello di sicurezza ai rifugiati curdi, che accettavano di rientrare in massa nelle loro case in territorio irakeno posto sotto il controllo delle Forze Italiane. Il sentito riconoscimento e l'ammirato plauso palesati in numerose circostanze dalla popolazione curda e l'incondizionato apprezzamento dichiarato dagli Alleati, hanno costituito la più valida dimostrazione di tale operato. Comandante di grande valore ha contribuito, con l'esemplare affermazione delle Forze da lui comandate, ad elevare il prestigio e l'onore dell'Esercito Italiano in ambito internazionale”. ZAKHO (Irak) maggio-luglio 1991.

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