Signor Presidente della Repubblica di Polonia,
Vostra Altezza,
Signora Presidente del Senato di Polonia,
Signore e Signori Rappresentanti diplomatici di Paesi amici, alleati,
Cari veterani,
rivolgo anzitutto il mio saluto caloroso al Presidente Duda, ringraziandolo molto per le parole che poc’anzi ha pronunziato nei confronti dell’Italia.
Rivolgo un pensiero particolare ai veterani qui presenti, memoria vivente del sacrificio compiuto al servizio dei nostri Paesi.
Ringrazio le delegazioni che rappresentano i Paesi alleati e tutti i convenuti a questo momento di celebrazione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di Montecassino. Un insieme di combattimenti che si svolsero interrottamente dal gennaio al maggio 1944, e che - per la ferocia e l’intensità dei combattimenti - è ricordata come la battaglia di maggiore rilievo della campagna d’Italia.
Oggi rendiamo omaggio ai protagonisti di quei drammatici eventi. Voi veterani, che avete combattuto qui con il Generale Anders, insieme ai vostri commilitoni caduti; gli altri combattenti alleati; i soldati del ricostituito Esercito italiano e le popolazioni civili, vittime innocenti di quei drammatici eventi.
In questo sacrario riposano mille e cinquantun caduti, perenne testimonianza di quanto avvenne in questo luogo per sconfiggere la tirannia nazifascista.
Queste terre ospitano cimiteri di guerra, statunitensi, francesi, del Commonwealth e - a Mignano Montelungo - quello italiano.
I valori universali di libertà e la dedizione all’indipendenza della propria nazione, guidarono l’operato dei soldati polacchi e italiani in quel lontano inverno di ottant'anni or sono. Nella ricerca di un futuro comune di pace e di libertà.
Signor Presidente Duda, signore e signori, la stele posta alla sommità del Sacrario reca incisa una frase nitida e semplice: “Noi soldati polacchi, per la nostra e vostra libertà, abbiamo dato l’anima a Dio, i corpi al suolo d’Italia e i cuori alla Polonia”.
Di fronte a queste parole, ci inchiniamo con rispetto. Nella memoria del contributo che quei soldati diedero alla sconfitta del nazifascismo e alla libertà dell’Italia.
Gli ottant’anni trascorsi non hanno cancellato la riconoscenza del popolo italiano. L’amicizia tra i nostri popoli, nata prima dalle comuni vicissitudini risorgimentali, e cementata su queste pendici di Montecassino, negli anni si è accresciuta, portando una collaborazione sempre più intensa, culminata nella comune appartenenza all’Unione europea e all’Alleanza atlantica. Ambiti in cui si intende difendere i valori di libertà e democrazia.
La situazione geopolitica internazionale, purtroppo sconvolta dall’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione russa, ha riportato in Europa quel che uniti combattemmo.
L’orrore della guerra, la tragedia inumana del popolo ucraino, riconduce alla memoria le devastazioni che colpirono i Paesi europei e ci richiamano a un rinnovato impegno nella difesa della pace, della libertà, dello stato di diritto - contro le dittature - valori per i quali i caduti onorati in questo cimitero donarono la vita.
Nasce da tutto questo l’impegno a sostegno dell’indipendenza dell’Ucraina e della salvezza del suo popolo.
Un’efficace cooperazione dell’Unione europea, in materia di difesa - in stretta sinergia con l’Alleanza atlantica - è l’elemento di garanzia della mutua sicurezza e di ricostruzione delle regole della comunità internazionale.
La popolare canzone polacca, che poc’anzi ricordava il presidente Duda - I papaveri rossi su Montecassino” - nella sua ultima strofa recita:
“Questa terra appartiene alla Polonia,
anche se lontana da qui,
perché la libertà si misura con le croci,
questo è l’unico errore della storia”.
Un’immagine drammatica che ci parla di sacrifici estremi, per un valore universale: la libertà.
A questi sacrifici dobbiamo rendere sempre coerente omaggio. Una riflessione che ci induce a onorare i vostri e i nostri figli, qui caduti per la libertà di tutti.
Oggi, nel momento in cui l’Europa si appresta a compiere scelte importanti, per un futuro che ci preservi dagli errori che gli uomini commettono nella storia.