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Saluto del Presidente della Repubblica alle atlete e agli atleti dell’Italia Team nel Villaggio Paralimpico

Sono lietissimo di essere con voi, insieme ai Ministri Abodi e Locatelli.

E vorrei capovolgere quello che ha detto il Presidente Pancalli, che ringrazio molto: sono io che vi ringrazio; per la vostra presenza così numerosa e qualificata, che è già un traguardo raggiunto, come ha detto il presidente Pancalli. Un traguardo importante.

Essere presenti alle Olimpiadi è un risultato, un obiettivo coltivato da tanti, come sogno; essere qui a rappresentare l’Italia è una cosa per cui vi ringrazio.

Ogni quattro anni, le atlete e gli atleti da tutto il mondo offrono all’umanità dei momenti particolari, preziosi, indispensabili. Quelli con cui si realizza una occasione di incontro, di dialogo, di conoscenza con atlete e atleti venuti da ogni parte del mondo. Credo che in questi giorni sarà entusiasmante vivere, incontrarsi, dialogare, interloquire con altre ragazze e ragazzi che vengono da ogni parte del mondo.

Bene, questo appuntamento - ogni quattro anni -, questo evento, questa occasione di atlete e atleti, è un momento che, in questo particolare periodo della storia, è di accresciuta importanza per sottolineare quanto sia rilevante far prevalere il versante della conoscenza, del dialogo e della collaborazione, non della contrapposizione o, addirittura, degli scontri o delle guerre.

Quindi è importante quello che fate. L’essere qui è importante, perché lancia un messaggio al mondo da parte vostra e di tutte le altre e gli altri atleti, che vengono da ogni parte del mondo.

È stato bello ieri, nella splendida cerimonia che abbiamo visto, in cui Bebe Vio ha tenuto la fiaccola – un momento emozionante – è stato molto bello vedere tante delegazioni, anche di Paesi prima non presenti alle Paralimpiadi; anche quelli che avevano due, tre atleti soltanto che sfilavano; che dimostra come sia sempre più ampio l’ambito di raccolta di atlete e atleti, di incontri che le Paralimpiadi rappresentano insieme alle Olimpiadi.

Questo appuntamento, questi momenti quadriennali così importanti per il mondo hanno due tempi: le Olimpiadi e le Paralimpiadi.

Il primo tempo è quello che avvia, che alimenta l’entusiasmo; il secondo tempo – quello delle Paralimpiadi - è quello della raccolta, delle conclusioni, dei risultati.

Le Olimpiadi hanno dato risultati interessanti, anche di grande soddisfazione come partecipazione, anche come successi. Sarà lo stesso per voi, certamente.

A Tokyo, Olimpiadi e Paralimpiadi hanno raggiunto risultati particolarmente lusinghieri. Ma il vero risultato in questa occasione di incontri, che si svolgono attraverso la competizione - questo è lo strumento con cui si alimenta questo incontro, la competizione -, fa ricordare che è una competizione non contro gli altri, ma una competizione anzitutto per superare i limiti che tutti insieme abbiamo, per superare le prestazioni che ognuno riesce a fare, è riuscito a fare in passato, per superare se stessi con nuovi obiettivi e nuovi limiti e nuove capacità, nuovi risultati.

In fondo, anzi non in fondo, sappiamo tutti - sapete meglio di me, voi atlete e atleti - che quelli che vengono chiamati nelle cronache “avversari” sono quelli che aiutano a trovare la spinta per superarsi, per raggiungere traguardi sempre più elevati come prestazioni.

Ecco, in questo secondo tempo si raccolgono, quindi, riflessioni e risultati.

Ed è importante sottolineare che questi due tempi - di cui raccogliamo con questo secondo tempo, alla fine, i risultati -, mostrano la capacità di espressione sportiva del nostro Paese.

Come sapete, il 23 settembre c’è un appuntamento al Quirinale, che formalmente è per riportare le bandiere che sono state portate qui dai due portabandiera, che ringrazio molto - è stato ieri un bello spettacolo vedervi portare la bandiera - ma in realtà l’obiettivo di quell’incontro è ringraziare voi e le atlete e atleti delle Olimpiadi per quanto fatto in questi due tempi di questa grande occasione.

Come forse avrete sentito, ho chiesto che venissero non soltanto coloro che hanno conquistato medaglie, ma anche chi è arrivato al quarto posto, per rappresentare, questi ultimi, tutti quelli che hanno partecipato alle Olimpiadi, perché questo è già un traguardo importante.

E anche perché la presenza dei quarti posti, degli altri ben classificati, raffigura che chi conquista una medaglia non è una espressione isolata di capacità sportiva, ma è frutto di un movimento sportivo che alimenta una quantità di prestazioni importanti. E naturalmente, poi, nella competizione amichevole con atlete e atleti di altri Paesi, vi sono anche gli altri che vincono medaglie, quindi non sempre è possibile, ma l’importante è gareggiare. Per questo è importante vedere i numeri complessivi della partecipazione, perché è questo che esprime il dato sportivo del nostro Paese.

Per questo vi ringrazio.

Seguirò con molta attenzione le vostre gare, già sono cominciate questa mattina con alcune specialità.

C’è una efficace trasmissione televisiva delle vostre prove. Io seguirò con attenzione e con grande partecipazione, come ho fatto con le Olimpiadi.

In bocca al lupo a tutte e a tutti.

E - vi ripeto, come significato della mia presenza - vi ringrazio per essere qui, per quello che avete fatto per giungere fin qui, per i sacrifici fatti, per gli impegni realizzati con allenamenti, con rinunzie, con tempo dedicato, e per quello che farete in questi giorni.

In bocca al lupo e grazie per essere qui.

Parigi, 29/08/2024 (II mandato)

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