Benvenute e benvenuti al Quirinale!
Questo è un giorno di festa. Spero lo sia anche per voi, lo è certamente per me e per il Quirinale.
Credo che tutte voi e tutti voi, quando avete avuto la notizia di essere stati designati come Alfieri, siate rimasti sorpresi, qualcuno forse anche incredulo. Questo conferma la bontà delle scelte fatte, perchè la vostra reazione ha dimostrato che considerate quel che avete fatto, le iniziative assunte, le scelte fatte, i comportamenti adottati, come normali. E questa è la verità: siete persone normali, che interpretano la normalità in maniera positiva.
Come voi, in Italia, tante altre ragazze e ragazzi lo fanno. Voi qui li rappresentate, ne siete espressione, perché si tratta di interpretare la vita in maniera positiva, in maniera in cui si avverte la necessità e la capacità di superare le difficoltà proprie - quelle di salute o di altro genere - di aiutare gli altri a superarle, di spendersi per aiutare chi è in difficoltà, di impegnarsi per il bene comune, per la ricerca di condizioni migliori per tutti.
Vedete, quello che avete fatto qui viene sottolineato e trasmesso come messaggio.
C’è un vecchio detto, secondo il quale le cattive notizie corrono più veloci di quelle buone. In realtà è vero in parte, Aldo Moro, oltre 50 anni fa, scriveva che "il bene non fa notizia ma c'è". E questo è vero, ma noi qui vorremmo, questa mattina, come altre volte è avvenuto, evitare che ci si rassegni a questa sorta di supremazia delle cattive notizie e indicare che - quale che sia la velocità con cui trasmettono - quelle positive sono più solide, perché appunto consolidano la società, la vita comune, la irrobustiscono, consentono di progredire.
Questa è la forza, la grande dimostrazione di senso della vita positivo, che i comportamenti premiati esprimono.
Vedete, in quello che avete fatto - e che, ripeto, come voi tante e tanti ragazzi e ragazze fanno - c’è il rifiuto a una concezione diversa, alternativa nella vita, che c’è sempre stata nella storia umana: quella di chi pensa che la società, la vita sociale, si esaurisca nell’affermare il proprio personale interesse, indifferenti alle esigenze altrui, anzi sovente calpestando le esigenze altrui.
Questo è un modello alternativo che c’è sempre stato nella storia umana, ma quello che la fa progredire è quello a cui voi avete ispirato i vostri comportamenti e, ripeto, come voi tante ragazze e tanti ragazzi, fortunatamente, nel nostro Paese.
Quello che fa progredire, appunto, perché quell’altra versione, quell’altra visione della vita, inaridisce la vita sociale e, in realtà, inaridisce anche chi la pratica e la persegue, perché riduce la vita umana, la condizione umana nella società, a una somma di solitudini che si scontrano fra di loro e questo davvero rende arida la società e le persone.
Per questo io vorrei ringraziarvi molto.
Come è stato detto poc’anzi, quest’anno tra i comportamenti posti in evidenza e trasmessi come messaggio di comportamento, iniziative, scelte, comportamenti, interventi, fatti nell’immediatezza di emergenze o fatti organizzando stabilmente delle attività, ne sono alcune che sono definibili, appunto, “strade nuove, in tempi nuovi”.
Che i tempi cambiano, come sapete voi, alla vostra età, molto meglio delle persone anziane come me; i tempi cambiano, cambiano gli strumenti che la scienza pone a nostra disposizione. Quindi cambiano anche le modalità di vita, di comunicazione, di utilizzo di strumenti.
Bene, molti di voi hanno utilizzato questi strumenti nuovi o hanno fatto un uso nuovo di strumenti che esistevano già, o hanno perseguito delle forme espressive nuove, per stringere rapporti di solidarietà generosamente aperti agli altri.
Vi sono state, in questo utilizzo di strumenti nuovi, esigenze ambientali da tutelare, esigenze sociali da affrontare per risolvere problemi comuni. Vi è stata, cioè, una serie di iniziative che ha utilizzato strumenti nuovi. E questo è importante perché dimostra che, accanto alle sempre perenni e presenti tradizionali forme di generosità, di solidarietà, di aiuto reciproco, ci sono strumenti nuovi, che sono veicolo per gli stessi valori di vita che avete perseguito.
Quindi grazie per quanto avete fatto. Complimenti a tutti voi e, ripeto, insieme a voi a tante ragazze e ragazzi che fanno lo stesso nel nostro Paese, e questo è quello che garantisce per l’Italia che amiamo un futuro positivo che ci incoraggia.
Grazie ragazzi.