Signora Presidente del Comitato olimpico internazionale,
Signore e Signori Capi di Stato e di Governo,
Illustri partecipanti,
L’Italia è onorata di ospitare la XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali.
Sono lieto di potermi rivolgere a coloro che curano la dimensione sportiva della vita internazionale, quella che rappresenta valori di collaborazione e promuove eventi globali di incontri all’insegna della lealtà nelle relazioni tra popoli e persone.
Ne risulta testimoniata l’unicità della famiglia umana e fa sorgere l’auspicio che i valori olimpici divengano ispirazione concreta nella vita internazionale e vengano praticati e non soltanto ammirati.
Come è noto, l’Assemblea Generale dell’ONU, approvando la Tregua Olimpica, ha esortato i Paesi membri a cooperare con il Comitato Olimpico Internazionale e con il Comitato Internazionale Paralimpico per promuovere la pace e la comprensione umana, il dialogo, la tolleranza, la riconciliazione.
È questo il significato del motto olimpico: “Citius, altius, fortius, communiter”, più veloce, più in alto, più forte, insieme. Lo dimostreranno nei Giochi gli atleti, accomunati da talento, impegno, sacrifici per migliorarsi costantemente.
Quelle parole non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere - sono - un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro.
È quel che tutti i popoli desiderano e attendono. Ne è stata manifestazione l’entusiasmo che, in Italia, ha accolto la Fiamma Olimpica nel viaggio fin qui lungo strade, piazze, borghi.
L’Italia rivolge un caloroso benvenuto alle atlete e agli atleti provenienti da tanti Paesi, con la più ampia partecipazione femminile di sempre.
Lo sport è espressione di libertà. La libertà di misurarsi con sé stessi, di mettersi alla prova, di confrontarsi con gli altri sulla base di valori e di regole condivise. Una grande lezione per tutti.
A tutte le atlete e gli atleti rivolgiamo l’augurio di eccellere nei Giochi olimpici.
Benvenuti in Italia!