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Messaggio in occasione della presentazione del rapporto 2015 di 'Nessuno tocchi Caino' sulla pena di morte nel mondo

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Marco Pannella, Presidente dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino" il seguente messaggio:

"Il rapporto di "Nessuno Tocchi Caino" sulla pena di morte nel mondo è un documento di grande valore, etico e sociale, e la presentazione annuale è un evento importante, non solo per il nostro Paese. Per questo vi ringrazio e rivolgo un caloroso saluto agli organizzatori, agli autori del rapporto 2015 e a tutti i partecipanti all'incontro di oggi. La Costituzione italiana ha stabilito che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, e che devono tendere alla rieducazione del condannato. Sulla base di questi principi di umanesimo è stata abolita la pena di morte, e per l'Italia è diventato naturale orientare la propria politica estera nel senso di eliminare in ogni parte del mondo la condanna capitale e qualunque altra forma di sanzione che offenda la dignità dell'uomo, l'inviolabilità della sua vita, la possibilità di una riparazione o di un riscatto. La tutela dei diritti inviolabili dell'uomo appartiene alla nostra civiltà giuridica, oltre che a un patrimonio morale condiviso. I governi e gli organismi internazionali sono chiamati ad attuarli con coerenza, anche quando la coerenza dei principi, talvolta, contrasta con l'emotività di un momento. Proprio per questo è decisivo che la battaglia contro la pena di morte sia sostenuta anche da associazioni della società civile, come "Nessuno Tocchi Caino". Mi congratulo con voi per la scelta di conferire il premio "Abolizionista dell'anno 2015" a Papa Francesco, il cui impegno contro la pena di morte è stato limpido e costante in questi primi anni di pontificato. Le sue parole costituiscono un monito, e un motivo di impegno, non solo per i cristiani ma per tutta l'umanità. Vogliamo "un mondo libero dalla pena di morte" perché, come dice Papa Bergoglio, "non si raggiungerà mai la giustizia uccidendo un essere umano". E, mentre noi chiediamo a tutti i governanti di riflettere su queste parole, dobbiamo fare il nostro dovere affinché il nostro sistema penale e carcerario sia conforme ai valori costituzionali, consentendo ai condannati una vita dignitosa durante la pena, riducendo i tempi dei processi, dando loro la possibilità di progettare un futuro dopo aver pagato per gli errori commessi. Rivolgo a tutti voi i migliori auguri, e un incoraggiamento a proseguire. L'impegno per una moratoria universale delle esecuzioni, anche da voi auspicato, è senz'altro da perseguire con tutte le energie politiche e diplomatiche di cui disponiamo. L'affermazione del diritto e il rispetto della persona umana sono condizioni di pace".

Roma, 31 luglio 2015

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