Signor Presidente,
Signora Peng Liyuan,
Autorità,
Signore e Signori,
con sentimenti di amicizia esprimo il più caloroso benvenuto al Presidente Xi Jinping, alla Signora Peng Liyuan e alla delegazione cinese, che sono lieto di ricevere al Quirinale.
La Sua presenza in Italia, Signor Presidente, ci offre l’occasione di un nuovo incontro, a poco più di due anni di distanza dalla visita di Stato in Cina, e costituisce una testimonianza significativa delle eccellenti relazioni che uniscono i nostri Paesi. Relazioni che sempre più si caratterizzano per l’intensità del dialogo politico, l’ampiezza della collaborazione in tutti i settori e il profondo desiderio di reciproca conoscenza dei nostri popoli.
Ritengo che proprio la parola “conoscenza” esprima la natura del legame robusto e fecondo che da secoli unisce la Cina all’Italia.
Lungo la storica «Via della Seta», di cui i nostri Paesi furono i principali terminali, si mossero avventurose carovane che trasportavano nei due sensi, oltre a tessuti e spezie, merci ancor più preziose: idee, invenzioni, innovazione e cultura. Il contributo per il progresso umano fu eccezionale.
Come allora, anche nel terzo millennio scambio e condivisione di conoscenze sono i pilastri delle «nuove Vie della Seta».
Abbiamo il compito di costruire un complesso e multiforme insieme di interconnessioni, per le quali transiteranno imponenti flussi di capitali, merci, servizi e infrastrutture materiali e immateriali, che generino progresso umano e sociale, crescita economica, un ampliamento degli orizzonti culturali e opportunità di sviluppo tecnologico per tutti i Paesi che ne sono attraversati.
Lungo questo cammino cinesi e italiani sono ideali compagni di viaggio.
Ci accomuna l’appartenenza a due civiltà laboriose, creative e ingegnose.
Due civiltà dotate di immensi patrimoni culturali, attente alla qualità e alla bellezza.
Due sistemi economici, produttivi e manifatturieri complementari, chiamati a generare sinergie sempre più stimolanti.
Di questo vivo, reciproco interesse sono testimonianza tanto le odierne riunioni del Forum Culturale, del Business Forum, del Forum sulla collaborazione in Paesi terzi e del nuovo Forum sulla filantropia appena costituito, quanto le numerose intese istituzionali e commerciali che saranno firmate domani.
Va continuato l’intenso sforzo di questi decenni per un incremento continuo della reciproca comprensione e autentica conoscenza, in modo da evitare involontari travisamenti e sconsigliabili rallentamenti nella crescita della considerazione vicendevole.
Signor Presidente,
alla vigilia del settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, la Cina è giustamente orgogliosa dei traguardi raggiunti. L’Italia ha sempre accompagnato con attenzione e sentimenti di prossimità questo storico processo e guarda con grande interesse alle aspirazioni del popolo cinese per un modello di crescita che attribuisca priorità alla qualità dello sviluppo.
Attenzione e interesse sono manifestazioni di un rapporto bilaterale articolato e vibrante, che va oltre la sfera economica, pur rilevante e caratterizzata da un interscambio destinato a crescere e ad armonizzarsi. Mi riferisco ai molteplici settori della cultura, delle arti, dell’istruzione, della sanità, della salvaguardia ambientale, della ricerca scientifico-tecnologica, del turismo e dello sport.
In ciascuno di questi ambiti la collaborazione bilaterale italo-cinese ha compiuto enormi progressi. Basti pensare alla realizzazione congiunta di un satellite per lo studio delle perturbazioni nel campo elettromagnetico terrestre per finalità sismologiche, straordinaria dimostrazione della nostra capacità di unire gli sforzi per un bene comune e superiore.
Tutto ciò è segno di una relazione matura, improntata a sincera amicizia e rispetto reciproco, che trova espressione anche in ambito multilaterale.
I nostri Paesi sono convinti della centralità del ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e della stabilità a livello internazionale e condividono un primato nel meritorio campo delle operazioni dei “caschi blu”: la Cina è il principale contributore di truppe tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, mentre l’Italia è al primo posto tra i membri del G7.
In alcuni teatri di crisi, militari cinesi e italiani, fianco a fianco, sotto la bandiera dell’ONU, condividono responsabilità importanti e il mandato a tutela delle popolazioni locali.
Cina e Italia, con l’Unione Europea, sono anche chiamate a lavorare insieme per rafforzare un modello di sviluppo globale, ordinato e aperto, del commercio internazionale, basato su una sempre maggiore adesione ai valori del multilateralismo e di uno scambio libero, equo e onesto.
Una efficace governance dell’economia mondiale può contribuire a ridurre distorsioni non più accettabili, prima fra tutte la ineguale distribuzione del reddito fra i popoli, causa non secondaria del drammatico fenomeno delle migrazioni.
In questo contesto, sono certo che i nostri Paesi continueranno a operare congiuntamente per affrontare con successo le principali sfide globali, a partire da quella fondamentale del contrasto al cambiamento climatico e dall’attuazione dell’agenda per lo sviluppo inclusivo e sostenibile.
Signor Presidente,
le relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi, di cui nel 2020 celebreremo il 50° anniversario, sono naturalmente destinate a intensificarsi.
La Repubblica italiana, Paese dotato di un’importante industria manifatturiera e vocato al commercio internazionale, Stato fondatore dell’Unione Europea, intende, nelle relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, rendere sempre più forte il fecondo legame che ci unisce, approfondendo il partenariato bilaterale in tutti i settori strategici di comune interesse e consolidando ulteriormente l’intesa a livello multilaterale.
Rinnovando il più sincero benvenuto a Lei, alla signora Peng Liyuan e alla delegazione che l’accompagna, alzo il calice alla prosperità dei popoli cinese e italiano, al Suo benessere personale e all’amicizia tra la Cina e l’Italia.