Benvenuti al Quirinale.
Poc'anzi, incontrando il Capo di Stato Maggiore, gli ho espresso gli auguri per questo giorno importante e la riconoscenza della Repubblica per il compito che l’Esercito svolge e per come lo svolge.
Centocinquantotto anni sono una lunga storia, importante, che ha accompagnato la storia del nostro Paese e che si è identificata con l'identità del nostro Paese. Questo è stato il significato dell'impegno che l’Esercito ha sempre spiegato in oltre mezzo secolo di vita, con il senso dell'onore, del dovere, dell'attaccamento alla Patria, con la dedizione e con i sacrifici conseguenti che spesso ha purtroppo comportato, con i caduti, con i feriti, con coloro che portano i segni delle sofferenze per gli eventi dolorosi che hanno contrassegnato la vita dell'Esercito e la sua storia.
Saluto i familiari dei caduti qui presenti, del Sergente Maggiore Stefano Paolicchi - la madre e la sorella - e del Sottotenente Mauro Gigli - la mamma e la moglie - con molto affetto, quello che la Forza Armata non fa mancare.
Vorrei rivolgere i miei complimenti a coloro che sono stati oggi destinatari di riconoscimenti meritati per il senso del dovere e per l'impegno spiegato. Vorrei salutare il Tenente Colonnello Paglia e con lui il Sergente Adorno, Medaglie d’oro al Valor militare, con la riconoscenza costante del nostro Paese.
Il volume che poc'anzi il Capo di Stato Maggiore mi ha cortesemente donato ha un titolo indicativo, di grande significato. Essere soldato esprime un'espressione nata con l'Esercito: il soldato è il militare dell'Esercito, ma è un termine che è fatto anche per tutte le altre Forze armate.
Tutti coloro che fanno parte delle nostre Forze armate sono dei soldati; ‘soldato’ è un termine che unifica, che abbraccia dal più giovane dei militari di truppa al capo di Stato Maggiore, ed esprime quella condizione - che prima cercavo di rammentare - di dedizione, di impegno, di onore, di amor di patria. Questa condizione ha contrassegnato la storia dell'Esercito e tuttora la contrassegna, nelle missioni militari all'estero in cui abbiamo registrato - come i due che rammentiamo – dei caduti e dei feriti; nelle missioni in cui si esprime, da parte del nostro Paese, attraverso il suo Esercito e le altre Forze armate, il valore per la difesa della pace, della stabilità, della tutela dei diritti umani ovunque; nella lotta al terrorismo.
È un compito di grande importanza che rende onore e conferisce prestigio al nostro Paese. Il grande senso di umanità che viene impiegato e messo in pratica dai nostri militari è altamente apprezzato in tutta la comunità internazionale.
Vi sono una serie di impegni in cui l'Esercito si colloca al centro della sensibilità del nostro Paese: nelle calamità naturali o in altre calamità, come il crollo del ponte di Genova o dopo i terremoti, nell’immediatezza, e successivamente nella ricostruzione, come sta avvenendo in maniera esemplare nelle zone dell’Italia centrale.
Ho constatato tante volte quanto sia preziosa e di grande valore quest'opera dell'Esercito, ma quello che l’Esercito impersona, insieme ad altre Forze armate, è la rappresentazione plastica nel nostro Paese dell'affetto per le istituzioni, del senso del valore della Patria.
Qui vi è una rappresentanza articolata e completa della Forza armata, vi sono le scuole, dalla Nunziatella al Teulié, dalla scuola sottufficiali all'Accademia militare; vi sono rappresentanti di vari reparti: questo è un punto fondamentale del sistema del nostro Paese, per il quale è necessario avere grande cura anche nell'ammodernamento degli strumenti a disposizione dell'Esercito.
Ieri a Napoli, con il Re di Spagna e il Presidente del Portogallo, ho concluso un convegno sul digitale nelle pubbliche amministrazioni: una proiezione nel futuro dei vari rami del sistema del nostro Paese. Quella di proiettarsi sul futuro e di avere gli strumenti adeguati è un'esigenza costante di aggiornamento, di ammodernamento che naturalmente è importante anche per le Forze armate; è importante per l’Esercito e le istituzioni devono assicurarla.
Vi è un'importante fusione tra tradizione e modernità che l'Esercito raffigura: la modernità che la tecnologia e i nuovi mezzi consentono, e la tradizione dei valori che l'associazionismo impersona conservandoli e trasmettendoli.
Vorrei salutare anche i rappresentanti degli atleti dell'Esercito e quelli dell'Invictus Games che si sono fatti onore in Australia tempo fa e che ho avuto il piacere di incontrare prima con il Colonnello Paglia.
Vi faccio molti auguri. Quello che fate è opera preziosa, importante non soltanto per la vostra personale realizzazione, ma per il nostro Paese e la Repubblica vi è riconoscente.
Viva l’Esercito, viva le Forze armate, viva l’Italia!