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Messaggio del Presidente Mattarella in occasione della 48^ edizione delle Settimane Sociali dei Cattolici

C o m u n i c a t o

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all'Arcivescovo di Taranto, Monsignor Filippo Santoro, il seguente messaggio:

«In occasione della 48^ Settimana Sociale dei Cattolici desidero rivolgere agli organizzatori, ai relatori e a tutti i partecipanti al convegno di Cagliari il saluto più cordiale, e insieme l'auspicio che il confronto a cui darete vita possa contribuire alla crescita civile e culturale dell'intero Paese.

Al centro della vostra ricerca e del vostro impegno è il lavoro. Un lavoro che cambia velocemente, un lavoro che manca ancora a troppe persone e a troppi giovani, un lavoro che talvolta non riesce a emancipare dalla marginalità e dal bisogno.

Sul lavoro si fonda la Repubblica Italiana. E si fonda anche la democrazia, che non può vivere senza il responsabile apporto dei propri cittadini al bene comune e senza l'affermazione di un diritto eguale. Dobbiamo compiere ogni sforzo affinchè trovi piena attuazione il dettato costituzionale.

Il lavoro è una componente essenziale della costruzione dell'edificio sociale ed è tema che non riguarda soltanto la produzione, il mercato, l'economia: è anche condizione di piena dignità dell'uomo, di partecipazione attiva alla vita sociale, quindi di sviluppo integrale della personalità.

E' questa una sfida cruciale per le nostre società, che escono dalla crisi più lunga dal dopoguerra e sono chiamate ad affrontare trasformazioni assai profonde.

L'incontro di Cagliari - che rinnova una tradizione ultracentenaria della Chiesa italiana di apertura e condivisione dello sviluppo sociale della comunità - guarda al futuro.

Possiamo diventare protagonisti del domani, e per farlo dobbiamo continuamente attualizzare e rinvigorire i valori che sono alla base della nostra convivenza, di fronte a sfide di dimensione planetaria in cui l'intero continente europeo deve saper essere decisivo.

L'era dei robot e della telematica inciderà sulla occupazione, ma quella del lavoro non è una battaglia dagli esiti segnati. Cresce, infatti, il bisogno di un modello di sviluppo sostenibile, accompagnato da un modello sociale sempre più attento alla persona e alla comunità. Cresce il bisogno di una migliore armonia con l'ambiente, di una manutenzione e trasformazione dei paesaggi urbani e rurali in modo da accrescere la qualità del vivere, e con essa anche le potenzialità economiche, le quali tendono invece a esaurirsi quando prevalgono ragioni di sfruttamento e diseguaglianza rispetto alla responsabilità verso le generazioni di domani ».

 

Roma, 26 ottobre 2017

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