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Messaggio del Presidente Mattarella in occasione della X Conferenza Nazionale dal titolo "Italia e cultura. Trent'anni di storia degli istituti: punti di arrivo e nuove sfide"

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente AICI - Associazione delle istituzioni di cultura italiane - Flavia Piccoli Nardelli, in occasione della X Conferenza Nazionale dal titolo "Italia e cultura. Trent'anni di storia degli istituti: punti di arrivo e nuove sfide", il seguente messaggio:

«La cultura è da sempre, ovunque, leva di crescita personale e sociale, contributo sostanziale alla costruzione del capitale sociale di cui un Paese è dotato.
La storia dell’Italia ha fatto sì che la cultura fosse - oltre che fondamento di civiltà con il suo vasto patrimonio di arte, di memoria, di conoscenze - il tratto identitario più forte di una piattaforma di dialogo con il mondo e per il mondo, nella universalità del suo messaggio.
Il titolo scelto per la vostra Conferenza nazionale “Italia è cultura” ne è esemplare testimonianza.
L’Associazione delle istituzioni di cultura italiane svolge un ruolo prezioso tanto nella tutela e nella valorizzazione dei tesori documentali custoditi nei vari archivi, quanto nella costruzione di nuovi ambiti di relazione, di partecipazione attiva, di ricerca storica, di educazione alla democrazia.
Ruolo ancor più significativo in questo anno celebrativo degli 80 dalla scelta della Repubblica.
Le fondazioni, le accademie, gli istituti culturali hanno trovato nella legge n. 534 del 1996 riconoscimento fondamentale e il sostegno pubblico che ne derivò ne riconosce la funzione autonoma a favore della crescita della comunità nazionale.
A trent’anni di distanza, il principio su cui si reggeva, l’autonomia, manifesta e conferma tutta la sua centralità.
Alle istituzioni spetta il compito di sostenere le iniziative di ricerca culturale: il loro lavoro, le loro attività, sono segno della vitalità democratica di un Paese e respiro di libertà.
La stagione delle tecnologie digitali in atto, che suscita tanta doverosa attenzione per evitare che possano essere funzione di riduzione e manipolazione di spazi del libero confronto, può essere occasione per dare nuovo impulso alla ricerca e al sapere collettivo, incrementando opportunità e protagonisti della ricerca, mettendo in rete e agevolando l’accesso a fondi archivistici e raccolte bibliografiche e audiovisive, rafforzando sempre più il legame con le università e i centri di cultura, favorendo, quindi, la cooperazione europea e internazionale.
Le pluralità di filoni di pensiero e di progetti di cui sono espressione fanno degli istituti, nella loro ricca articolazione, una forza che fa sì che storia e memoria possano continuare ad alimentare la nostra democrazia, dando linfa al nostro futuro».

Roma, 09/10/2026 (II mandato)

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