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Messaggio del Presidente Mattarella per la Conferenza “Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza”

C o m u n i c a t o

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Seconda Conferenza Internazionale "Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del Diritto alla Conoscenza", ha inviato al Coordinatore del progetto, Matteo Angioli, un messaggio:
"Riconoscere e affermare i diritti fondamentali dell'uomo è un impegno continuo, che richiede intelligenza e passione, in tutti i continenti e a tutte le latitudini. Anche nelle società che hanno posto i principi di libertà, di uguaglianza, di pari dignità tra le persone alle fondamenta dei propri ordinamenti giuridici. Queste conquiste non sono mai acquisite una volta per tutte, ma vanno continuamente inverate e rese vitali. Per queste ragioni è particolarmente meritoria l'iniziativa del Partito Radicale e degli altri organizzatori della Seconda Conferenza Internazionale su "Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del Diritto alla Conoscenza", a cui rivolgo il mio cordiale incoraggiamento. Il programma della conferenza pone in stretta connessione fra loro il tema del diritto con quello della pace. E' certamente uno dei crocevia decisivi del nostro tempo. Non ci sarà distensione tra gli Stati, né riusciremo a scongiurare la guerra, il terrorismo e la sopraffazione se non compiremo uno sforzo verso la costruzione di un ordine mondiale, che si fondi su valori umani condivisi e non soltanto su logiche di potenza o su sfere di influenza. L'ordinamento giuridico, incardinato sui diritti inviolabili e sullo sviluppo integrale della persona, è una leva irrinunciabile della pace. Una leva che va posta a servizio del dialogo tra i popoli. Difficile davvero immaginare che le ragioni dello stato di diritto e della democrazia possano essere esportate sulla punta delle baionette. Il lavoro di costruzione di una rete del diritto sovranazionale richiede pazienza, coerenza, buon esempio, cooperazione, rispetto per le culture e le religioni. Laddove crescono le fratture sociali e le paure, laddove l'economia produce scarto anziché inclusione, il rischio di ogni involuzione è in agguato. Bisogna scommettere sul dialogo e sul diritto. Bisogna investire sulla cultura della legalità. Auguro buon lavoro a tutti i relatori e a quanti daranno seguito alla ricerca avviata con questa conferenza. C'è un lavoro di conoscenza che non va mai interrotto e che è intimamente connesso con l'azione politica. La conoscenza - e il diritto alla conoscenza - è un tema emergente della nostra epoca, che merita attenzione a livello dello stesso sistema delle Nazioni Unite. Viviamo il tempo della globalizzazione e dell'informazione veloce, in apparenza senza confini. Le nuove reti e i network sociali sono strumenti straordinari, con enorme potenziale democratico, ma al tempo stesso non si deve dimenticare che l'informazione globale può cadere in tentazioni di rinnovato machiavellismo. E' un'altra frontiera della giustizia e del diritto da esplorare con passione civile e sguardo rivolto al futuro. Confido che il vostro dialogo sia d'aiuto al dibattito pubblico su questi temi a livello internazionale e alla conseguente crescita civile".

 

Roma, 27 luglio 2015

 

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