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Brindisi del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in occasione del pranzo offerto dal Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Jacinto Nyusi
Signor Presidente,
Gentile Signora Isaura,
Signori Ministri,
Autorità e illustri Ospiti,
desidero ringraziarLa per le cordiali espressioni di stima e considerazione che ha voluto dedicare all’Italia e al suo popolo e per l’accoglienza, così calorosa, riservata a me, a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna.
Sono particolarmente lieto che questa visita di Stato, che avviene dopo quella compiuta nel 1989 dal Presidente Cossiga, possa aver luogo in un momento così significativo della storia del Mozambico, nella felice ricorrenza del 30° anniversario della firma dell’Accordo generale di Pace, a Roma.
Quegli accordi furono il frutto della sincera aspirazione di pace del popolo mozambicano, cui l’Italia offrì il proprio contributo adoperandosi per facilitare l’intesa.
A tre anni di distanza dal nostro incontro al Quirinale mi è gradito, Signor Presidente, rinnovare qui i sentimenti di amicizia che legano i nostri due popoli.
Una prima presenza italiana si insediò in Mozambico nel XIX° secolo, contribuendo da allora allo sviluppo civile e sociale del Paese.
Se l’Italia non dimentica il soccorso e la accoglienza che i mozambicani offrirono ai superstiti del piroscafo Nova Scotia - affondato durante il secondo conflitto mondiale, al largo delle coste del Mozambico, mentre trasportava diverse centinaia di prigionieri di guerra italiani e di civili destinati ai campi di internamento in Sud Africa - va sottolineato che il nostro legame si è ulteriormente consolidato, sin dagli anni della decolonizzazione, grazie alle iniziative di cooperazione di cui sono state protagoniste tante realtà italiane – dalle università ai numerosi Comuni e alle Organizzazioni Non Governative - che con il loro impegno hanno reso concreta la vicinanza dell’Italia e della sua società civile al Mozambico.
La forte simpatia registrata nella Repubblica italiana verso i movimenti di liberazione dei Paesi africani dell’area lusofona, si è manifestata nelle Conferenze di solidarietà e nel riconoscimento, fra i primi Paesi, della indipendenza. Fu così per il Mozambico.
Un impegno – come confermato oggi con la firma del Piano Indicativo Pluriennale in materia di cooperazione allo sviluppo - destinato a continuare.
Signor Presidente,
le nostre relazioni sono state sempre caratterizzate da mutuo rispetto e da significativa affinità culturale.
L’Italia fu capace di essere piattaforma di dialogo con la cultura e l’espressione dei sentimenti autentici del vostro popolo, contribuendo alla costruzione di un modello di pace - con il significativo concorso della Comunità di Sant’Egidio - apprezzato dalle stesse Nazioni Unite.
I nostri rapporti rappresentano l’esempio fecondo di quanto Africa ed Europa possono costruire insieme.
E della pace è giusto parlare.
In questa parte dell’Africa avete saputo dimostrare come la composizione dei conflitti e la conciliazione siano obiettivi a portata di mano e consentano di raggiungere traguardi per tutta l’umanità. Il dialogo è prevalso, così come la disposizione a dotarsi di organismi internazionali utili a raggiungere obiettivi comuni.
Il Mozambico è stato partner intelligente e attivo su numerosi temi: dalla lotta alla povertà al clima. E penso alla dichiarazione comune che Lei e io abbiamo sottoscritto - unitamente ad altri Capi di Stato - in occasione del Summit Onu del settembre 2019.
I destini dell’umanità sono indivisibili: non vi può essere indifferenza verso chi manca dei mezzi essenziali di sussistenza e verso chi soffre per amore della propria libertà e indipendenza. Non vi può essere, ogni volta che la dignità di ciascun uomo e di ciascun popolo viene oltraggiata.
Signor Presidente,
l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina vede il riemergere di dottrine, come il militarismo e l’imperialismo, condannate dalla storia e che eravamo persuasi avessero lasciato spazio alla pacifica convivenza fra i popoli e alla collaborazione internazionale. Non si può tollerare che – come avvenuto in passato – Paesi più piccoli e deboli vengano considerati prede dagli Stati più grandi e potenti.
Tutto questo accade in Europa, ma le conseguenze colpiscono l’intero pianeta e lo stesso continente africano, dove milioni di persone rischiano di soffrire della crisi alimentare causata dall’invasione.
L’Africa, con la sua scelta lungimirante di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i singoli Stati, grandi e piccoli, può senza dubbio offrire un importante contributo per promuovere il dialogo.
Non possiamo né dobbiamo arrenderci al costume della guerra.
La recente elezione del Mozambico quale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - per la quale desidero esprimere le più vive congratulazioni - porterà il Suo Paese ad assumere nuove e importanti responsabilità, alle quali, sono certo, farà fronte con successo, con beneficio della comunità internazionale.
Signor Presidente,
il nostro colloquio di questa mattina ha confermato l’eccellente stato delle relazioni fra i nostri Paesi, anche sul piano economico, gettando le basi per un loro ulteriore ampliamento a settori promettenti, dai servizi alle infrastrutture, dal turismo all’agricoltura.
Con le sue importanti risorse energetiche il Mozambico può diventare – e diverrà certamente - uno dei principali protagonisti del progresso del Continente.
L’Italia, ancora una volta, è pronta a mettere a disposizione le proprie eccellenze scientifiche, tecnologiche e industriali, così da concorrere alla crescita del tessuto imprenditoriale locale, nel processo di sviluppo del Suo Paese.
Signor Presidente,
ho colto, nelle Sue parole, il dinamismo di un Paese che sta consolidando la propria coesione sociale e modernizzando il proprio sistema produttivo, con l’obiettivo di offrire ai giovani mozambicani un avvenire prospero.
Nel suo percorso, il Mozambico potrà sempre fare affidamento sulla Repubblica Italiana quale partner leale e perseverante.
In questo spirito, invito i presenti a levare i calici al benessere Suo e della Sua Consorte, alla collaborazione tra il Mozambico e l’Italia e all’amicizia tra i nostri popoli.
Maputo, 05/07/2022 (II mandato)