Signor Presidente della Repubblica,
Gentile Signora Kornhauser–Duda,
Signore e Signori,
ringrazio Lei e la Sua gentile consorte, anche a nome di mia figlia e della delegazione che ci accompagna, per la squisita e calorosa accoglienza e per le parole di profonda amicizia nei confronti della Repubblica Italiana che Ella ha voluto esprimere.
Il rapporto tra Italia e Polonia, tra i nostri popoli, è saldo e profondo. Si nutre della comune condivisione dei valori risorgimentali di indipendenza e identità nazionale, bene incarnati da una figura, quella del Colonnello Francesco Nullo, garibaldino - protagonista delle 5 Giornate di Milano e dell’impresa dei Mille - che 160 anni fa diede la vita per questa terra alla guida di una legione internazionale.
Reciprocamente, “Per la nostra e per la vostra libertà” recitano, del resto, le parole incise sul marmo nel cimitero polacco di Montecassino. A ricordo del valoroso contributo e del sacrificio del Secondo Corpo d’armata polacco per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo durante il secondo conflitto mondiale.
Espressione di valori e di un destino comune.
Una prova di amicizia che l’Italia non dimentica.
Oggi il continente europeo si trova nuovamente a fronteggiare una insensata guerra di aggressione, mossa dalla Russia all’Ucraina.
Italia e Polonia sono unite nella solidarietà a un popolo attaccato, nella comune convinzione che, a essere in gioco, sono le ragioni e i valori che condividiamo nell’Unione Europea.
L’unità di intenti tra gli Stati membri è preziosa.
Rappresenta la forza di nazioni e popoli eguali, contro ogni impulso imperialista frutto di esasperazioni nazionalistiche.
La complessa e mutevole realtà che ci circonda richiede, proprio per questo aspetto, passi in avanti.
Esige che le Istituzioni Europee sappiano crescere e dotarsi di tutti gli strumenti necessari per consentire all’Unione di continuare a rappresentare una realtà di stabilità e progresso, in grado di influenzare positivamente il contesto internazionale e di contrapporsi con efficacia a un ritorno indietro della storia, verso autocrazie illiberali e politiche di aggressione contro altri Stati.
Signor Presidente,
desidero qui rendere omaggio allo straordinario sforzo della Repubblica di Polonia e dei suoi cittadini nel tragico frangente che insanguina l’Europa.
I miei concittadini e io personalmente siamo colpiti e ammirati per l’esempio offerto dal popolo polacco nell’assistenza ed accoglienza ai cittadini ucraini in fuga dalle devastazioni della guerra.
Lo sforzo che l’Unione Europea e i nostri due Paesi stanno compiendo nel sostegno a Kiev, nell’assistenza militare all’Ucraina nel quadro della comune e convinta appartenenza all’Alleanza Atlantica, sono elementi indispensabili del processo che deve far pervenire a una pace giusta.
È in questo contesto che si alimentano e sviluppano i nostri rapporti bilaterali, trainati anche dalla solidità dei legami economici, come testimoniato anche dalla intensità del nostro interscambio commerciale e dalla presenza in Polonia di oltre 2.500 imprese italiane. I nostri rapporti sono inoltre felicemente caratterizzati da solidi e storici legami culturali.
Significativa è la spinta che arriva dai nostri giovani: sono moltissimi infatti quelli che scelgono di visitare, studiare o vivere nell’uno e nell’altro Paese. Cittadini di una casa comune.
Alimentano un continuo scambio di influenze e suggestioni reciproche tra l’arte e la cultura dei nostri due Paesi, rinverdendo un’esperienza secolare: basti pensare all’accoglienza delle opere di Chopin, con il pubblico dell’Italia risorgimentale che si rispecchiava nella narrazione di un esule che canta le sorti di un paese oppresso.
Con riferimento ai giorni nostri, sottolineo l’ammirazione per la poetessa Szymborska, testimoniata dai numerosi eventi organizzati anche in Italia per celebrare il “2023 Anno di Wisława Szymborska”.
Il 2023 è stato proclamato anche “Anno della memoria delle eroine e degli eroi del ghetto di Varsavia”. Il 19 aprile tutto il mondo onorerà gli eroi della rivolta: mi unisco nel ricordo.
Domani sarò in visita ad Auschwitz dove, insieme a giovani di tutto il mondo, alla Marcia dei Vivi, ripeteremo: “mai più”.
Nella Sua stupenda città di Cracovia sarò poi ospite dell’Università Jagellonica, per rendere omaggio ad una delle più antiche istituzioni universitarie europee, simbolo della cultura polacca, della libertà della cultura e della ricerca, della resilienza del suo popolo.
Signor Presidente,
oggi i nostri due Paesi, saldi Membri della Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica, sono chiamati a difenderne e promuoverne i valori fondanti, in primo luogo, libertà, pace, diritti umani, democrazia.
Lavorando assieme, Italia e Polonia, possono guardare al futuro con fiducia: consapevoli di potere sempre contare, nel cammino verso la costruzione di un mondo più libero e giusto, sul profondo legame che li unisce.
Con questi sentimenti, levo il calice all’amicizia tra i nostri Paesi e i nostri due popoli e a un’Europa in pace, unita e prospera.