percorso pagina
Brindisi del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella in occasione della visita di Stato nel Principato di Monaco
Altezze Serenissime,
desidero esprimerVi profonda gratitudine, anche a nome di mia figlia Laura e della delegazione che mi accompagna, per la calorosa accoglienza che ci è stata riservata.
È per noi tutti un autentico privilegio prendere parte alla prima visita di Stato italiana nel Principato di Monaco.
Una Visita di Stato che sono onorato di effettuare a quasi settant’anni da quella a Roma delle Loro Altezze Serenissime il Principe Ranieri III e la Principessa Grace.
Sono trascorsi vent’anni dalla decisione dell’Italia di elevare il proprio Consolato Generale al rango di Ambasciata.
Oggi, la vicinanza storica e culturale che ci unisce trova massima espressione nella Vostra ospitalità, in questa splendida cornice del Palazzo dei Principi, dove l’influenza del Rinascimento italiano è tanto visibile quanto emozionante.
Il Principato e l’Italia sono uniti da una Storia secolare.
Vi sono radici storiche che legano le nostre terre costiere, già protagoniste nell’era dei Fenici, dei Greci e dei Romani e dalle quali ereditiamo la comune civiltà latina.
Vi è, soprattutto, un nesso indissolubile creatosi la notte dell’8 gennaio 1297.
L’audacia e la sagacia del genovese Francesco Grimaldi non segnarono soltanto l’origine della lunga e prospera vita del Principato, ma anche l’intreccio tra la storia monegasca e quella ligure.
Vi sono, infine, i legami tra la famiglia sovrana e i tanti Comuni italiani, uniti da una sincera amicizia, alimentata dalla encomiabile opera di Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II, anche in qualità di Presidente dell’Associazione dei Siti Storici Grimaldi.
Uno spirito che anima anche la comunità italiana che risiede nel Principato, radicata sin dalla fine dell’Ottocento e che oggi contribuisce allo sviluppo economico, sociale e culturale del Principato.
E, proprio con riferimento alla cultura, desidero ringraziarVi, Altezze, per la rappresentazione che ci è stata offerta questa sera all’Opéra Garnier, autentico gioiello di bellezza monegasca e la cui direzione, affidata a Cecilia Bartoli, prima donna nella storia dell’istituzione, è per noi motivo di orgoglio.
Un vero e proprio connubio culturale che rievoca la straordinaria bellezza vissuta a Roma poco più di un anno fa grazie alla mostra “Barocco globale. Il mondo a Roma nel secolo di Bernini”, per la quale è ancora vivo il sentimento di riconoscenza per il prestito della celebre opera “Annibale che attraversa le Alpi a dorso di elefante”.
Altezze Serenissime,
La storia dei nostri Paesi è proseguita congiuntamente, purtroppo, anche negli orrori dei conflitti mondiali. Capitoli bui, dai quali abbiamo tuttavia saputo emergere forti di consapevolezze, che hanno aperto importanti stagioni politiche, sociali e culturali per tutti gli Stati del continente europeo.
Il Principato di Monaco e la Repubblica Italiana hanno parimenti riflesso la loro dedizione ai valori della libertà, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto nei rispettivi testi costituzionali.
Oggi i nostri Paesi difendono questi stessi principi in seno al Consiglio d’Europa. Desidero cogliere l’occasione per congratularmi vivamente con il Principato per l’eccellente operato nell’esercizio della Presidenza dell’Organizzazione, la prima della sua storia.
In un panorama globale in continuo cambiamento, attraversato da forti crisi e dal riemergere di dinamiche di dominio che ritenevamo appartenenti al passato, il Principato e i suoi rapporti internazionali rappresentano un esempio virtuoso.
Da ormai settecento anni, il Vostro Paese ha saputo conciliare la volontà di mantenere la propria sovranità con la ricerca della convivenza pacifica.
Secoli di storia confluiscono nella moderna immagine internazionale del Principato: uno Stato in prima linea nello sviluppo economico, nella promozione culturale e nella ricerca scientifica.
Il perdurante impegno del Principato nella protezione dell’ambiente rappresenta un contributo inestimabile alla causa che, più di qualunque altra, delineerà il futuro del mondo e delle generazioni che lo abiteranno.
Una missione di tutela che accomuna da molto tempo, del resto, anche i nostri due Paesi, uniti dall’Accordo “RAMOGE” che, nei suoi cinquant’anni di storia, ha sancito il nostro comune impegno alla sensibilizzazione e alla protezione del Mediterraneo.
Quel Mare Nostrum, scosso oggi da conflitti, violenze, crisi migratorie e che noi aspiriamo a far tornare, malgrado i troppi venti contrari, fonte di civiltà, mare di pace e di cooperazione tra popoli.
Al riguardo, sono sinceramente lieto e onorato di poter visitare domani il Museo Oceanografico, simbolo tra i più visibili e noti, anche a livello mondiale, del tradizionale impegno monegasco a favore della tutela internazionale dell’ambiente.
Un ruolo universalmente riconosciuto, di cui il Principe Alberto I, fervido oceanografo e scienziato, è stato pioniere e che trova fondamento anche nell’Organizzazione Idrografica Internazionale, basata qui a Monaco e oggi guidata dal Contrammiraglio della Marina Militare italiana Luigi Sinapi.
Altezze Serenissime,
Desidero concludere nel segno delle nostre tradizioni e della amicizia italo-monegasca, citando Louis Notari, cittadino esemplare del Principato che per primo, nel 1927, scrisse in lingua monegasca “La leggenda di Santa Devota”.
Guardando alla bandiera del Principato, così enunciò nel suo “Sonetto monegasco”:
Magari fosse che una buona volta
tutte le bandiere del mondo intero
parlassero come te, che sei la più antica:
la pace regni in ogni luogo!
Con questi sentimenti, brindo alla salute delle Loro Altezze Serenissime, al benessere della Famiglia Principesca e alla prosperità, Deo Juvante, del popolo del Principato di Monaco.
Monaco, 02/10/2026 (II mandato)