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Brindisi del Presidente della Repubblica in occasione del pranzo di Stato offerto dalle Loro Maestà il Re e la Regina dei Paesi Bassi

 

Maestà,

Altezze reali,

Signore e Signori,

ringrazio Sua Maestà il Re delle parole che ha inteso rivolgere a me, a mia figlia e alla delegazione italiana, e della calorosa accoglienza che insieme a Sua Maestà la Regina ci ha riservato. 

Nell’ascoltarle, il mio pensiero è corso alla visita di Stato che le Loro Maestà compirono in Italia nel 2017, nel corso della quale visitarono Roma, Palermo e Milano. Ne serbo un lieto ricordo.

Quest’anno avrò io l’onore di toccare tre importanti città dei Paesi Bassi. 

 

Maestà, 

stasera, in questo splendido Palazzo della vostra capitale, così magicamente poggiata sui canali, tutto ci conduce a evidenziare l’amicizia e la collaborazione tra i nostri Paesi.  

Nel ripercorrere la storia dei nostri rapporti ci si rende conto che i legami non si limitano alla condivisione – pur importantissima – di un ricco patrimonio di contatti e scambi, anche antichissimi, come dimostrano gli scavi romani che avrò il piacere di visitare a Heerlen.

Ciò che appare particolarmente significativo è che per secoli olandesi e italiani si siano più volte idealmente passati il testimone nel guidare il progresso nel commercio, nelle grandi esplorazioni, nel diritto, nella filosofia, nella ricerca scientifica, nella medicina, nell’arte, ma anche nella finanza, nelle infrastrutture.

Possiamo interrogarci se il contributo fondamentale al telescopio sia stato dato da Galileo Galilei o da Christiaan Huygens, ma è indubbio che, parallelamente, mentre in Italia operavano Michelangelo, Raffaello e Tiziano, nei Paesi Bassi si stava preparando la generazione dei Rembrandt e dei Vermeer. 

Oggi condividiamo significative esperienze sul terreno della ricerca e delle tecnologie di punta.

 

Maestà, 

i nostri Paesi, membri fondatori del percorso di integrazione europea e delle prime esperienze comunitarie, nel corso degli anni hanno contribuito in modo decisivo a definirne lo sviluppo.

Abbiamo camminato fianco a fianco per sette decenni. Abbiamo discusso e, quando siamo stati portatori di punti di vista diversi, ci siamo confrontati con la franchezza che è privilegio dell’amicizia leale e sincera.

Soprattutto, non abbiamo mai perso di vista il comune, profondo, convincimento che l’orizzonte europeo sia l’unico in grado di garantire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e libertà ai nostri popoli.

Lo compresero gli statisti lungimiranti che sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale seppero avviare il processo di integrazione.

Soltanto una sempre più articolata e dinamica dimensione europea consente di esprimere pienamente il potenziale dei nostri Paesi, a fianco degli altri partner dell’Unione.

Per questa ragione, nell’accogliere con gratitudine l’invito che le Loro Maestà mi hanno rivolto, ho espresso il desiderio di poter visitare Maastricht, in coincidenza con il trentesimo anniversario della firma del Trattato che definì l’Unione Europea.  

Ricordando quel momento, mi sia consentito di rivolgere un particolare saluto a Sua Altezza Reale la principessa Beatrice, testimone di uno storico evento che costituì un vero e proprio “nuovo inizio” per la famiglia europea. 

Paesi Bassi e Italia hanno condiviso anche il percorso dell’Alleanza Atlantica.

L’orizzonte della sicurezza nel nostro Continente appare oggi fosco.

L’ingiustificabile e antistorica guerra di aggressione che la Federazione Russa ha scatenato contro l’Ucraina ha drammaticamente mutato le coordinate che ci erano consuete fino al 24 febbraio scorso.

Ancora una volta Paesi Bassi e Italia si trovano vicini nel comune impegno a difesa di principi fondamentali e irrinunciabili della comunità internazionale, apertamente violati in questi mesi di guerra.

La fermissima condanna dell’aggressione russa restituisce alla mente le parole di uno tra i più brillanti pensatori di sempre, anch’egli figlio eminente di questa terra.  

Nella sua celeberrima “Querela Pacis” il grande Erasmo da Rotterdam denuncia la guerra quale “oceano di tutte le sventure esistenti”.

Si tratta di un pensiero ancora attuale su cui fondare la comune aspirazione a cercare, nelle difficili circostanze attuali, il ristabilimento di una pace giusta, fondata sul rispetto dei diritti del popolo ucraino, nonché della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza di quel Paese.

 

Maestà,  

Paesi Bassi e Italia sono due solide e vivaci democrazie, due esempi di società aperte, accoglienti, articolate e complesse, due realtà all’avanguardia in molteplici settori, in grado di affrontare, in spirito di operosa solidarietà, anche le sfide più ardue.

 Potremo guardare con fiducia al futuro se sapremo affrontarlo con la determinazione e la resilienza di cui il popolo olandese ha fornito per secoli uno straordinario esempio, a partire dalla sua eccezionale capacità di plasmare il territorio strappandolo alle insidie delle acque. 

Con questi sentimenti, levo il calice all’amicizia tra i nostri Paesi e i nostri popoli, mentre formulo, a nome della Repubblica Italiana, i migliori auguri di benessere alle Loro Maestà, alla famiglia reale tutta e ai cittadini dei Paesi Bassi.

Amsterdam, 09/11/2022 (II mandato)

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