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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del pranzo offerto dal Presidente della Repubblica del Ghana, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo

Signor Presidente,

Gentile Signora Akufo-Addo,

Onorevoli Ministri,

Autorità e illustri ospiti,

desidero ringraziarLa per le cordiali espressioni di stima e considerazione che ha voluto dedicare all’Italia e al suo popolo e per l’accoglienza, così calorosa, riservata a me, a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna.

Questa visita di Stato, a distanza di quasi diciassette anni da quella compiuta nel 2007 dall’allora Presidente Napolitano, conferma la stagione di intensi contatti fra i nostri Paesi, come è avvenuto di recente con il nostro incontro a Roma lo scorso anno e con la sua recente partecipazione al Vertice Italia – Africa.

Il Ghana fu uno dei pionieri dell’indipendenza del continente e l’Italia fu lieta di essere al suo fianco fin dall’inizio del suo percorso.

Il processo di modernizzazione e sviluppo del Paese che ne derivò, con la realizzazione di importanti infrastrutture - fra cui ricordo la costruzione della diga di Akosombo che ha dato luogo alla creazione del lago Volta - vide collaborare spalla a spalla con quelli ghanesi, ingegneri e maestranze italiane.

La comunità di origine ghanese in Italia, dal canto suo, contribuisce in modo positivo al progresso civile e sociale del mio Paese, rafforzando i nostri reciproci vincoli.

Signor Presidente,

il nostro colloquio di questa mattina ha confermato l’eccellente stato delle relazioni fra i nostri Paesi, gettando le basi per un loro ulteriore rafforzamento.

Il Ghana, con il suo consolidato attaccamento ai valori di libertà e democrazia, è uno dei principali protagonisti del progresso del Continente.

La forte tradizione panafricana legata alla autorevole eredità di una delle figure più eminenti dell’epoca della decolonizzazione, il Primo Presidente Kwame Nkrumah, assieme alla presenza di una dinamica società civile, offrono fondamenta solide per lo sviluppo di relazioni sempre più eque e intense tra l’Unione Africana e l’Unione Europea.

La Repubblica Italiana, dal canto suo, è fortemente impegnata per un partenariato equilibrato ed efficace fra i due continenti, pronta a mettere a disposizione le proprie eccellenze scientifiche, universitarie, tecnologiche, industriali, in questa direzione.

Il dinamismo del settore privato fa sì che il Ghana rappresenti, già oggi, uno tra i principali partner commerciali dell’Italia in Africa sub-sahariana e vi è un crescente interesse da parte delle imprese italiane per le opportunità presenti nel Suo Paese, dove il ventaglio delle possibili collaborazioni si prospetta ampio, dall’intera filiera agroalimentare, all’energia, alle infrastrutture, alla salute, all’istruzione, alla formazione tecnica e professionale.

Signor Presidente,

negli ultimi decenni il Ghana ha saputo coniugare democrazia,

Stato di diritto e crescita economica, proponendosi come modello nel continente.

Con il suo convinto sostegno al multilateralismo e ai processi di integrazione regionale - anche con la recente decisione di ospitare la sede del Segretariato dell’Area di Libero Scambio africana - il Ghana è un partner naturale dei Paesi dell’Unione Europea, impegnata a sostegno del suo attuale percorso di ulteriore armonizzazione, integrazione e sviluppo. Una credibilità rafforzata dai processi, in atto, di riforme e risanamento finanziario, per i quali l’Italia non farà mancare il proprio sostegno, anche nella positiva prosecuzione del dialogo con le Istituzioni Finanziarie Internazionali.

Il continente africano si trova, più di altri, a soffrire delle crisi indotte dal cambiamento climatico, delle conseguenze sul sistema degli scambi e delle relazioni internazionali provocate dall’aggressione russa all’Ucraina e dagli atti terroristici sviluppati da Hamas in Medio Oriente.

Nei confronti di queste criticità è necessario che i Paesi africani sappiano di poter contare sul concorso solidale della comunità internazionale.

Nel quadro della Presidenza del G7, l’Italia intende, in questo senso, contribuire convintamente al dialogo, nella consapevolezza che occorra fornire risposte condivise e tempestive ai persistenti squilibri che affliggono l’economia mondiale. Un contributo fondamentale verrà certamente dall’ingresso, lungamente atteso, dell’Unione Africana nel G20.

Signor Presidente,

La stabilizzazione della fascia saheliana e il contrasto alla pirateria nel Golfo di Guinea rappresentano sfide di interesse comune, su cui Ghana e Italia sono da tempo impegnate.

Con il suo sostegno alla causa della sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, il Ghana ha confermato la sua vocazione alla pace, con il rifiuto di ogni aggressione e di ogni imperialismo. Atteggiamento che rappresenta un valore universalmente avvertito come uno dei principi essenziali della pacifica convivenza a livello internazionale, a qualsiasi latitudine e senza eccezioni.

Vocazione espressa, del resto, con il generoso impegno nella missione Unifil, che ci vede insieme uniti nella complessa situazione libanese

Il recente ingresso del Suo Paese in seno al Consiglio dei Diritti Umani - per il quale desidero esprimere le più vive congratulazioni - ci offre peraltro nuove occasioni per lavorare assieme in favore della promozione di un ordine internazionale basato sul reciproco rispetto tra Stati e popoli, cioè su norme valide per tutti, a prescindere da dimensioni, ricchezza o forza militare.

Signor Presidente,

la condivisione di questi valori e di questi sentimenti rende le prospettive di sviluppo delle relazioni fra i nostri due Paesi sempre più feconde e intense.

Mi è grato, quindi, invitare i presenti a levare i calici al benessere Suo e della Sua Consorte, alla collaborazione tra il Ghana e l’Italia e all’amicizia tra i nostri popoli.

Medaase!

Accra, 05/04/2024 (II mandato)

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