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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Pranzo di Stato offerto alle Loro Maestà il Re e la Regina di Spagna

Maestà,
Autorità,
Signore e Signori,
desidero rinnovare il più caloroso benvenuto alle Loro Maestà.
Sono molto lieto di poterLa accogliere in visita di Stato, assieme alla delegazione che L’accompagna, a pochi anni dalla mia visita in Spagna, visita di cui conservo un magnifico ricordo per la squisita ospitalità riservatami e, soprattutto, per la testimonianza che ho potuto personalmente raccogliere della vastità e profondità dei nostri legami.
Legami che discendono dalla storia, dalla comune radice latina delle nostre culture, dalla straordinaria vastità delle nostre relazioni.
La storia che condividiamo, Maestà, è un percorso contraddistinto da intensi rapporti bilaterali tra i nostri popoli, che possiamo far risalire alla preistoria, quando, nel megalitico, tra la costa mediterranea della Spagna, le Baleari e la Sardegna prosperavano i commerci e si sviluppava un linguaggio artistico comune.
La ricchezza di questa relazione antichissima è oggi testimoniata dall’imponente statua del “Pugilatore” di Mont’e Prama - ritrovato a Cabras e risalente alla civiltà nuragica – esposto per alcuni mesi al Museo Archeologico Nazionale di Madrid.
L’intenso dialogo tra le società civili, le istituzioni, l’economia dei nostri Paesi, è testimoniato, oggi, dalla crescita e dall’integrazione delle relazioni commerciali e degli investimenti, basti pensare alla intensità della rete di trasporti aerei in atto. All’attività delle istituzioni culturali collocate in Spagna e Italia. Al dialogo prezioso offerto da occasioni come il Foro di Dialogo Italia-Spagna e il Foro parlamentare che, recentemente, ha opportunamente rilanciato il tema dell’Unione per il Mediterraneo.
Domani, a Napoli, il cui cuore barocco custodisce una parte essenziale delle nostre comuni vicende, avremo modo di cogliere insieme alcuni segni di tali legami e dei sentimenti di fraterna amicizia che l’Italia nutre per il Suo Paese insieme all’alta considerazione per la Sua persona, come testimonia il Dottorato honoris causa che l’Università Federico II ha deciso di riconoscerLe.
Un gesto che consente anche di sottolineare la tradizione di collaborazione tra gli Atenei dei nostri Paesi.
In Spagna operano più di 4000 docenti e ricercatori italiani, e vantiamo insieme i più alti flussi di mobilità in entrata di studenti, grazie al programma Erasmus.
I giovani spagnoli e italiani, non dobbiamo dimenticarlo, sono motore di idee, di sviluppo, di innovazione.
Maestà,
Spagna e Italia sono unite dall’appartenenza a un orizzonte geografico e culturale che al contempo è europeo e mediterraneo.
Dalla nostra collocazione geografica derivano impegni e condizioni similari, responsabilità condivise, opportunità da cogliere, insieme.
Questo spazio euromediterraneo di incontro e di scambio, che ha permeato la civiltà umana, è oggi al centro di un insieme di sfide - politiche, migratorie e ambientali – profondamente interconnesse.
Viviamo in un’area fragile, esposta più di altre agli effetti nefasti dei cambiamenti climatici.
Ne è testimonianza la tragica alluvione che il 29 ottobre ha colpito duramente la Comunità valenciana, alla quale rinnovo la nostra più partecipe solidarietà.
L’Italia conosce bene quali devastazioni portano i fenomeni atmosferici provocati dai cambiamenti climatici.
Questa è senza dubbio una delle cruciali condizioni che i nostri due Paesi possono affrontare uniti.
Madrid e Roma sono in prima linea nel rapporto con il continente africano e hanno il compito di saper impostare i termini del dialogo che l’Unione Europea deve avere con i Paesi di questa parte del sud del mondo.
Spagna e Italia, nella relazione strategica che le unisce, condividono le aspirazioni alla salvaguardia dell’ordinamento internazionale e ai passaggi necessari per la sua riforma.
Ci unisce una valutazione comune dei conflitti che stanno infiammando territori ai confini dell’Europa, come in Ucraina e in Palestina.
Le drammatiche vicende in Medio Oriente sono fonte di profonda preoccupazione e richiedono un’urgente soluzione con l’impegno di tutte le parti.
Conflitti, instabilità, crisi climatiche, unitamente alle forti diseguaglianze, alimentano crescenti flussi migratori che continuano a rappresentare una prova per tutti. Ne vengono interpellati i valori più profondi su cui si basa la nostra civiltà e la vita delle nostre comunità.
“Calamitas virtutis occasio est” sosteneva Seneca, il grande filosofo nato a Cordova, la più importante città della Spagna romana, e vissuto a Roma, divenendo simbolo della nostra comune civiltà.
Ci ricorda che i momenti di grave difficoltà rappresentano un banco di prova per il valore delle persone e dei popoli.
Le crisi odierne sono occasione per dimostrare volontà di comunanza di intenti, di visione, di iniziative.
Spagna e Italia unite possono favorire l’indispensabile rinnovamento e il rafforzamento dell’Unione Europea, realtà imprescindibile per non cadere nell’irrilevanza e assicurare al mondo un contributo protagonista della civiltà europea.
Il comune impegno sviluppato per promuovere e realizzare il programma Next Generation EU è testimonianza di quel che è possibile fare insieme.
L’Europa è progetto irrinunciabile.
L’attuale frammentazione e i segni di sfaldamento della comunità internazionale, l’offensiva contro i principi di libertà, pace e giustizia rendono impellente la necessità di conferire massima forza all’Unione Europea quale fattore di stabilità e di prosperità, in grado anche di incidere nell’attuale contesto globale con una politica estera e di difesa coesa e credibile.
L’Unione Europea non può rinunciare al compito storico di rilanciare il principio cogente della soluzione pacifica delle controversie: solo cooperando, l’umanità potrà affrontare il futuro.
Maestà,
è con questi sentimenti che brindo all’amicizia tra i nostri Paesi, mentre formulo alle Loro Maestà e a tutto il popolo spagnolo i migliori auguri di ogni benessere e prosperità.

Palazzo del Quirinale, 11/12/2024 (II mandato)

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