Signor Presidente,
Signori Ministri,
Autorità,
Ambasciatori,
Signore e Signori,
È con profonda riconoscenza e amicizia che desidero ringraziarLa per la straordinaria accoglienza che ha voluto riservare a me e alla mia delegazione in occasione della prima Visita di Stato di un Presidente della Repubblica italiana nel Suo Paese. Le espressioni di caloroso apprezzamento che ha voluto rivolgere all'Italia e a me, vengono ricambiate con sentimenti di stima e di vicinanza per l'amico popolo camerunese.
È un onore essere ricevuto al Palazzo dell'Unità, un simbolo del cammino compiuto dal Camerun sin dall'indipendenza per raggiungere la sua più grande conquista: l'unità e la coesione del Paese, conseguite e tenacemente preservate attraverso un dialogo fecondo che ha garantito negli anni pace e stabilità. Una conquista che auspico che il Camerun e il popolo camerunese possano continuare a difendere e promuovere come modello di convivenza, armonia e valorizzazione delle differenze.
È questa un'occasione di alto significato che conferma i forti legami che uniscono i nostri popoli. Il nostro è un rapporto "particolare", diverso dagli altri, che affonda le proprie radici nelle rispettive società civili, che sono state - e rappresentano ancora oggi - il motore di un'amicizia autentica, discreta e rispettosa, basata su valori condivisi, come il dialogo, la solidarietà e la tolleranza, che la rendono solida, radicata e duratura.
Signor Presidente,
Camerun e Italia sono due Paesi di "frontiera", che vedono nella valorizzazione delle diversità una fonte di ricchezza e un pilastro fondante delle rispettive società. Valori oggi messi in discussione da minacce e barriere che sono soprattutto culturali, che vogliono colpire i principi fondamentali del nostro vivere insieme nella solidarietà e nel rispetto degli altri. Il Camerun è riuscito a trasformare il variegato mosaico di culture, religioni e etnie che caratterizzano il suo tessuto sociale in un'opportunità straordinaria di stabilità e di crescita, in un ambiente regionale spesso difficile. Questi valori sono più che mai necessari nell'attuale contesto internazionale, segnato da tensioni e conflitti generati proprio dalla paura e dalla incapacità di comprendere, accettare e rispettare le diversità. Camerun e Italia devono collaborare ancor più strettamente affinché una visione della società basata sulla tolleranza e il dialogo possa trovare completa affermazione in Africa come in Europa.
Signor Presidente,
la minaccia del terrorismo internazionale è oggi una delle principali aggressioni ai valori fondanti in cui i nostri due Paesi si riconoscono. Nessuno è oggi al riparo da questa minaccia. Il dialogo fra popoli, fedi e culture assume su questo sfondo una valenza centrale. La lotta alle disuguaglianze e l'inclusione delle differenze in un modello condiviso di crescita e sviluppo politico, sociale, economico e culturale rappresenta la più efficace delle armi per contrastare la propaganda dell'odio e, al tempo stesso, combattere la povertà che ne è spesso la radice.
Il Camerun ha dato una straordinaria prova di impegno contro l'estremismo. In questa battaglia siamo insieme, "on est ensemble", con il Suo Paese e con il Suo popolo, per riaffermare quei principi di libertà, rispetto e dialogo, senza i quali non c'è crescita e non ci può essere un futuro, libero e giusto, per le nuove generazioni. È nostro compito reciproco sottrarre i nostri giovani, in Africa e in Europa, al disagio e al richiamo della propaganda estremista, rafforzando in loro il senso di appartenenza e la fiducia nei nostri valori rendendoli partecipi e protagonisti del loro e del nostro domani. Sono certo che su questi temi, così importanti per il Camerun e l'Italia, per l'Africa e per l'Europa, sapremo lavorare insieme efficacemente.
La società camerunese è un modello di solidarietà per l'accoglienza di centinaia di migliaia di profughi in fuga dalle violenze e dall'intolleranza nei Paesi vicini. Risposte a emergenze umanitarie come quelle dei migranti e dei rifugiati, con le quali oggi Africa ed Europa si confrontano, richiedono un'assunzione e una condivisione di responsabilità, una capacità di visione e di leadership che sappia coniugare sicurezza, solidarietà e rispetto dei valori e della dignità umana. Erigere muri e barriere non rappresenta una soluzione. Camerun e Italia lo hanno ben compreso.
Signor Presidente,
la rinnovata forte volontà dell'Italia tutta di sviluppare una più intensa relazione con l'Africa mi hanno spinto a scegliere il Suo Paese, per il ruolo che gioca, per le grandi sfide che ha davanti, per il potenziale intellettuale di cui dispone, come tappa della mia prima visita nel continente africano. Gli scambi economico-commerciali, le relazioni culturali, i rapporti umani tra Camerun e Italia, sono una chiara testimonianza dei legami naturali che ci uniscono. Gli Accordi firmati oggi alla nostra presenza vanno nella direzione di un rafforzamento di questi vincoli che potranno contribuire alla crescita dei rapporti e alla comprensione reciproca tra i nostri Paesi e i nostri continenti.
Auguro a Lei e al Suo Paese di restare fedele e di continuare a crescere nel segno di quel patrimonio di valori, di impegno, di dialogo inclusivo e di unità nazionale racchiuso nel motto del Camerun, "Pace, Lavoro, Patria", Auguro ai nostri popoli, ai camerunensi e agli italiani, di continuare a sviluppare un'amicizia basata su valori condivisi, di lavorare insieme nel nome degli stessi ideali di pace, lavoro, giustizia, solidarietà e senso del bene comune. Solo questo ci consentirà di avanzare e di rispondere, insieme, alle sfide che ci attendono.
L'Italia, Signor Presidente, è presente. Con l'azione umanitaria dei suoi tanti operatori del sociale e del volontariato, con i suoi numerosi imprenditori, con le sue università che oggi formano congiuntamente a quelle camerunesi tanti giovani, confidando che possano contribuire a costruire il futuro del Suo e loro Paese. L'Italia c'è, Signor Presidente, con un'amicizia che si misura con i valori umani più che numerici, con la prima comunità studentesca africana presente nei nostri atenei, con centinaia di studenti che ogni anno si iscrivono nelle nostre Università, con una collettività camerunese di altissimo livello, che sempre più segue il tragitto inverso dei migranti in cerca di opportunità, per rientrare e partecipare allo sviluppo del Suo, del loro Paese, e al rafforzamento delle relazioni tra Camerun e Italia, tra Camerun ed Europa.
Nella certezza che il nostro incontro di oggi costituisce l'inizio di un percorso congiunto, e che lo scambio di rapporti politici, economici e culturali tra le nostre società continuerà a crescere nell'interesse dei nostri popoli, invito tutti a levare i calici e brindare all'amicizia tra Camerun e Italia.
Viva il Camerun, viva l'Italia e viva la nostra cooperazione.