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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Pranzo di Stato offerto dal Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides
Signor Presidente,
Gentile Signora Christodoulides,
Autorità,
Signore e Signori,
desidero esprimere sentimenti di gratitudine, anche a nome di mia figlia Laura e della delegazione che mi accompagna, per la calorosa accoglienza che ci è stata riservata sin dal nostro arrivo nella Repubblica di Cipro.
Questa visita a Nicosia – la prima di un Presidente della Repubblica Italiana - colma un ritardo e una lacuna, considerata la comune appartenenza all’Unione Europea e le nostre eccellenti relazioni bilaterali.
L’auspicio è che l’incontro odierno sia non solo conferma dell’intensità del nostro rapporto, ma anche volano per un suo ulteriore sviluppo.
L’appartenenza al Mediterraneo, gli storici e antichissimi legami fra le culture dei nostri due Paesi, la cui traccia si trova in alcuni termini dell’idioma cipriota oltre che nell’importante patrimonio archeologico dell’Isola, sono testimonianza di un rapporto fecondo.
Signor Presidente,
la Sua città natale, che domani avrò modo di visitare, ne è concreta espressione. I mosaici, patrimonio dell’UNESCO, conservati a Pafos, trovano corrispondenza in quelli della Villa del Casale, in Sicilia, la mia regione. E la stessa Pafos viene descritta come luogo idilliaco da uno dei maggiori poeti italiani, Ludovico Ariosto.
Gli scambi tra i nostri popoli si sono intensificati nei secoli, sino ad oggi: la comunità italiana che qui si è stabilita, le imprese, i giovani italiani che hanno scelto di trasferirsi a Cipro, dove sono felicemente integrati, contribuiscono alla conoscenza, alla comprensione reciproca, e al rafforzamento dei nostri rapporti.
Sono consapevole di giungere nella Repubblica di Cipro in un anno che richiama alla memoria tanti eventi: dolorosi ricordi e ricorrenze significative.
Venti anni fa Cipro, contribuiva con altri Paesi – tra questi, Malta nel Mediterraneo - alla crescente realizzazione dell’Unione Europea, compiendo un passo in avanti verso un futuro di pace e sviluppo. Conferma di quella scelta fatta nel 1960 - con l’ingresso alle Nazioni Unite - di primazia dello Stato di diritto e della pacifica convivenza fra i popoli quali capisaldi delle proprie relazioni internazionali.
A conferma che ciascuno dei Paesi dell’Unione contribuisce in maniera essenziale al successo dell’intera comunità, la Repubblica di Cipro si trova a svolgere un ruolo fondamentale, proponendosi come hub a garanzia della sicurezza energetica dell’Unione. La sicurezza energetica futura dell’intera Ue passa, in questo senso, anche dall’Isola e le sue risorse possono costituire un veicolo di incontro e concordia con i Paesi del Mediterraneo Orientale, invece che di competizione e scontro.
Ne abbiamo bisogno.
Sfide inimmaginabili fino a pochi anni fa si sono affacciate: dall’aggressione russa all’Ucraina, allo scellerato attacco dei terroristi di Hamas, con le sue drammatiche conseguenze in termini umanitari - con l’inaccettabile morte di tanti innocenti in Israele e nella striscia di Gaza - alla spirale di instabilità che sta colpendo tanta parte del continente africano.
Tutto questo ci induce a rafforzare il nostro impegno per un ruolo sempre più profilato dell’Unione Europea, indispensabile strumento per la difesa dei diritti umani e della pace.
Il Suo Paese, Signor Presidente, è particolarmente esposto, per la sua collocazione geografica, in questo prezioso compito, in un’area attraversata da grandissime tensioni suscettibili di arrecare incalcolabili danni non solo alle popolazioni delle aree colpite da conflitti e dell’intero Mediterraneo allargato, ma anche a principi fondamentali dell’ordinamento internazionale, come il rispetto delle leggi del mare e, in esse, della libertà di navigazione.
Si rischia oggi di minare quel progresso, frutto della stabilità, che abbiamo conosciuto in questi anni.
Un ruolo particolarmente delicato per il Suo Paese - luogo di confini e di incontri - che intrattiene storici rapporti preziosi per favorire il dialogo e la distensione.
In questo contesto così complesso, la Repubblica di Cipro rappresenta un punto di riferimento, un avamposto della capacità europea di reagire alle crisi con lungimiranza, generosità e prontezza.
A questo proposito desidero ringraziarla per aver reso disponibili le vostre strutture di accoglienza in occasione delle evacuazioni di civili stranieri dalle aree di crisi, fra i quali anche cittadini italiani.
Le Navi della nostra Marina militare, particolarmente impegnate negli ultimi mesi per la sicurezza del Mediterraneo Orientale, nel prestare soccorso alla popolazione di Gaza, hanno sempre trovato a Cipro ospitalità e collaborazione. Anche per questo le esprimo la riconoscenza della Repubblica Italiana.
Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario di presenza della missione delle Nazioni Unite, istituita per porre fine alle violenze allora manifestatesi nella vita dell’Isola. Missione che, successivamente ai tentativi di colpo di Stato e all’invasione turca - che, dieci anni dopo, dava un colpo durissimo alle speranze di una giovane repubblica nata dalla decolonizzazione, provocando dolore e instabilità - si sarebbe trovata a presidiare la “linea verde”, ultimo muro presente in Europa.
Gli eventi del 1974, con il loro tragico portato di lutti, sparizioni e devastazioni, migrazioni forzate, fanno parte della memoria europea.
Domani visiterò il Comitato per le Persone Scomparse: per rendere omaggio a tutte le vittime di questa tragedia che non ha ancora conosciuto una definizione e a quanti lavorano a favore del dialogo, per guardare e costruire un futuro basato sul rispetto e non sul risentimento e la contrapposizione.
Merita apprezzamento e ammirazione il Suo personale impegno per la ripresa del colloquio fra le due Comunità dell’Isola e per richiamare a uno sforzo comune tutti gli attori coinvolti nella ricerca di una soluzione definitiva della questione cipriota, nel quadro delle Nazioni Unite e con il contributo dell’Unione Europea.
Signor Presidente,
l’Italia le è vicina nel suo sforzo per fare avanzare l’agenda della riconciliazione inter-comunitaria, da lungo attesa non soltanto dai ciprioti ma dall’intera comunità internazionale.
In un mondo frantumato da tensioni, conflitti e diseguaglianze, le ragioni della solidarietà, della comprensione reciproca, della cooperazione devono prevalere sulle ragioni dell’odio e della guerra.
Ne va della nostra autentica condizione umana.
È con questi sentimenti di speranza che brindo all’amicizia fra i nostri due Paesi e formulo a Lei, alla Sua gentile consorte e a tutto il popolo cipriota, i migliori auguri di benessere, prosperità e pace nella comune casa europea.
Nicosia, 26/02/2024 (II mandato)