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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del pranzo di Stato offerto dalla Presidente della Repubblica di Lituania Dalia Grybauskaite

 

Signora Presidente,

Signori Ministri,

Autorità,

Gentili ospiti,

vorrei – innanzitutto – ringraziarLa per la calorosa accoglienza che è stata riservata a me, a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna sin dal nostro arrivo a Vilnius.

E sono veramente lieto di poterLa rivedere qui, Signora Presidente, a poco più di due mesi dal nostro recente incontro al Quirinale.

Desidero esprimere a tutti i lituani gli auguri più sentiti, del popolo italiano e miei personali, per la lieta ricorrenza del centesimo anniversario dell’indipendenza del Vostro Paese. Un traguardo importante, che merita di essere celebrato solennemente per i suoi molteplici e profondi significati: per il ricordo di coloro che hanno lottato per l’indipendenza, per quanti hanno saputo coltivare con passione – in tempi difficili - il valore della libertà; per tutti i lituani che hanno anteposto alla propria salvezza l’ideale patrio.

L’Italia, che ha sperimentato l’arduo cammino di conquista dell’unità e il travaglio carico di lutti della guerra, è fiera di unirsi alla Lituania nel celebrare questa ricorrenza.

I nostri popoli sono molto vicini spiritualmente più di quanto non lo siano geograficamente, come dimostrano gli intensi, e secolari, rapporti artistici e culturali, un terreno fertile attraverso il quale i nostri Paesi hanno sempre saputo comprendersi ed apprezzarsi a vicenda.

Ne è un esempio, già a inizio del Cinquecento, l’operosa attività degli artisti che giunsero in Lituania al seguito della granduchessa Bona Sforza, che portò con sé, da Milano, l’eccellenza del Rinascimento presso il colto pubblico lituano.

Sono lieto che, a vari secoli di distanza, simili scambi continuino a fiorire ancora oggi, come dimostra il successo del festival “Flux” che ha portato a Roma, in occasione del centenario, i protagonisti della scena culturale lituana contemporanea.

In questo contesto, desidero menzionare anche i tanti giovani lituani che, ogni anno, partecipando al programma Erasmus, decidono di vivere un’esperienza in Italia – così come fanno in Lituania numerosi giovani italiani.

Signora Presidente,

Lituania e Italia condividono valori e ideali profondamente radicati nei rispettivi popoli, che trovano giusto coronamento nel progetto di integrazione continentale al quale Vilnius e Roma contribuiscono attivamente, a partire dalla adozione della moneta comune europea, l’euro.

Sono i principi condivisi di libertà, rispetto dei diritti, democrazia, l’autentico collante della comune appartenenza alla famiglia euro-atlantica, un legame inscindibile che ha garantito a tutti i Paesi che ne fanno parte di raggiungere vette di prosperità, pace e sicurezza, non soltanto ineguagliate ma impensabili per gran parte della storia d’Europa.

In tale ottica le diverse sensibilità che, a volte, i nostri Paesi incarnano nel dibattito europeo, costituiscono non una fragilità ma, al contrario, un’intrinseca ricchezza. Le radici di ciascuno di noi assumono infatti valore positivo, contribuendo a una feconda sintesi che consente di identificare e promuovere soluzioni più avanzate, condivise e positive per tutti.

L’Alleanza Atlantica e l’Unione Europea sono pilastri che sorreggono gli ordinamenti interni e promuovono, in comune, la proiezione internazionale dei popoli europei.

Nel loro ambito nessuno, mai, può e deve essere lasciato solo.

Con questa consapevolezza, Signora Presidente, levo il calice alla Sua salute, alla prosperità della Lituania e all’amicizia tra i nostri popoli.

Į Sveikatą! (Salute!)

Vilnius, 05/07/2018 (I mandato)

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