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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del pranzo di Stato offerto al Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, Võ Văn Thưởng

Signor Presidente,

Autorità,

Signore e Signori,

esprimo il più caloroso benvenuto a Lei, Signor Presidente, alla Sua gentile Consorte e a tutta la delegazione vietnamita.

È con sentimenti di sincera amicizia che l’Italia riceve questa Sua visita, la prima di Stato che Ella effettua nel continente europeo.

A livello personale, sono onorato e lieto di poterLa accogliere al Quirinale a pochi mesi dall’assunzione del Suo alto incarico.

Il 2023 è l’anno di un anniversario cui entrambi annettiamo grande importanza.

Cinquant’anni fa, il 23 marzo del 1973, poco dopo la firma degli accordi di pace di Parigi, i nostri due Paesi stabilivano le relazioni diplomatiche.

Hanoi e Roma mossero così i primi passi di un cammino positivo che si è sviluppato ampiamente.

Possiamo essere giustamente fieri del percorso compiuto.

Al contempo, siamo entrambi consapevoli che il lavoro avviato in questi cinque decenni merita di essere ulteriormente sviluppato per approfondire e rendere sempre più articolato un rapporto bilaterale che già oggi abbraccia un ampio ventaglio di settori.

Vorrei ricordare anche un altro importante anniversario.

Dieci anni fa, in occasione della visita di Stato in Italia del Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam, i nostri Paesi hanno concordato l’avvio di un Partenariato strategico. È questa la cornice politica che ha consentito di portare le relazioni tra Hanoi e Roma al livello di eccellenza che rivestono.

Oggi celebriamo l’anniversario del riconoscimento diplomatico.

È però opportuno ricordare che questo rapporto porta anche il segno di un sincero sentimento di solidarietà nei confronti del Vietnam allora profondamente avvertito dalla società civile italiana e tutt’oggi patrimonio dei nostri popoli.

Da allora il vincolo che ci unisce si è tradotto in un’efficace e multiforme collaborazione e – nei momenti più difficili – in manifestazioni di reciproca, concreta amicizia.

È in questo spirito, ad esempio, che i nostri Paesi si sono offerti mutua assistenza nel pieno della pandemia da Covid-19 con donazioni di mascherine e di vaccini.

Come ho potuto constatare in occasione della mia visita di Stato in Vietnam – che resta per me indimenticabile – e come hanno nuovamente confermato i colloqui odierni, il dinamismo vietnamita e le eccellenze raggiunte in numerosi campi dall’Italia hanno incoraggiato i rispettivi settori produttivi ad avviare iniziative congiunte che oggi producono risultati di grande rilevanza.

Aziende italiane operano con successo in Vietnam, contribuendo alla sua crescita.

L’interscambio ha raggiunto livelli senza precedenti.

Esprimo grande soddisfazione, in particolare, per il rafforzamento della collaborazione scientifica e culturale. Sempre maggiore è il numero di studenti vietnamiti che scelgono l’Italia per proseguire gli studi universitari e che apprendono la lingua di Dante e Manzoni nelle università di Hanoi e di Ho Chi Minh City.

Numerose e proficue sono le intese tra istituzioni accademiche, formative e di ricerca che mettono a sistema le migliori energie e gli spunti di vivace creatività dei nostri studenti.

I rapporti bilaterali tra Vietnam e Italia guardano quindi al futuro con fiducia e ottimismo per cogliere tutte le potenzialità esistenti.

Energia, ambiente, sicurezza, turismo, giustizia, difesa: sono nuove, molteplici frontiere della cooperazione tra i nostri Paesi.

Signor Presidente,

in questi cinquant’anni il contesto internazionale è radicalmente cambiato, alternando fasi di forte integrazione a periodi di acute tensioni. Oggi il mondo, non soltanto l’Europa, è in tempesta a causa della scellerata e ingiustificabile aggressione russa contro l’Ucraina. Scatenando la guerra, Mosca ha violato regole poste a presidio della convivenza tra gli Stati, della loro indipendenza e integrità territoriale, della loro pari dignità quale che ne sia la dimensione.

Questo scenario ci consente di apprezzare con ancor maggiore chiarezza lo spessore del rapporto che ci unisce. Hanoi e Roma sono entrambe guidate nella propria azione internazionale dai valori della pace e del multilateralismo, valori essenziali per affrontare le grandi sfide dell’oggi e del domani, dalla lotta alla povertà e all’insicurezza alimentare ai fenomeni migratori, dal contrasto alla criminalità internazionale al cambiamento climatico.

L’Italia riconosce e apprezza l’efficacia dell’azione internazionale del Vietnam, che si esprime anche attraverso il significativo contributo alle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite.

Insieme restiamo impegnati a favore di un approccio costruttivo ed equilibrato sulle grandi questioni dell’agenda globale; insieme intendiamo offrire idee e contributi per costruire un orizzonte di stabilità, crescita sociale ed economica, sviluppo equo e sostenibile.

Il Vietnam è un interlocutore cruciale per gli equilibri e il progresso dell’Indo-Pacifico, un quadrante cui l’Italia guarda con crescente attenzione, in coerenza con la Strategia dell’Unione Europea.

Ne è un esempio la recente visita a Ho Chi Minh City del Pattugliatore d’Altura della Marina Militare italiana “Francesco Morosini”, la cui missione testimonia l’impegno italiano a favore della libertà di navigazione nella regione.

Siamo grati al Vietnam, membro attivo e influente dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico, per la collaborazione che ci offre nel contesto del Partenariato di Sviluppo che, dal 2020, unisce l’Italia all’ASEAN e che dischiude opportunità sempre più approfondite di dialogo e di confronto.

In questo senso, la proposta di ospitare a Roma i Ministri degli Esteri dei paesi dell’Associazione, come già facciamo con gli amici di Africa e America Latina, si prefigge l’obiettivo di rafforzare i vincoli di amicizia e solidarietà alla vigilia della Presidenza italiana del G7.

Signor Presidente,

con questi auspici rinnovo a Lei, alla Sua signora e alla delegazione che l’accompagna, il più caloroso e sentito benvenuto in Italia. Auguro benessere e prosperità al popolo vietnamita, con la certezza che il ricco tessuto di interazioni costruito in questi cinquant’anni rappresenta il patrimonio comune di due Paesi che desiderano di continuare a lavorare insieme, oggi e in futuro.

Xin-cam-on! Grazie!

Palazzo del Quirinale, 27/07/2023 (II mandato)

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