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Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita di Stato nel Regno del Belgio

Maestà,

desidero esprimere sentimenti di gratitudine a Lei e alla Regina Mathilde, anche a nome di mia figlia e della delegazione che mi accompagna, per la calorosa accoglienza che ci è stata riservata sin dal nostro arrivo.

È un privilegio essere ospiti al Palazzo Reale durante la nostra visita di Stato, un segno tangibile dellamicizia che le Loro Maestà ci riservano.

È unamicizia che ricambiamo e che trae fondamento e vigore dalla nostra storia comune: dallincontro tra lImpero Romano e la Gallia Belgica, ponendo basi della comune civiltà latina e delleredità culturale che ancor oggi ci accomuna.

Tra il XIII e il XV secolo, lintreccio di relazioni commerciali fra le città delle Fiandre e le Repubbliche marinare italiane diede vita a una fitta rete di scambi che superava lambito del traffico di merci, veicolando capitali, dando vita a tecniche bancarie davanguardia e a vivaci fermenti culturali.

Una sinergia che favorì un mecenatismo illuminato, motore dello splendore del Rinascimento. Due scuole, quella fiamminga e quella italiana che, in contemporanea, tanto hanno contribuito alla cultura europea.

I pittori fiamminghi, con la loro innovativa arte a olio e il raffinato realismo, lasciarono un'impronta profonda sullestetica italiana, influenzando maestri come Antonello da Messina e Leonardo da Vinci.

Il Palazzo del Quirinale, a Roma, custodisce - ed espone al pubblico che tutti i giorni visita il Palazzo - splendidi arazzi fiamminghi.

Due stupendi esemplari, i Pergolati con scene mitologiche, tessuti per Margherita di Parma, allepoca Governatrice delle Fiandre, sono nel mio studio di lavoro quotidiano e ho quindi il privilegio di ammirare ogni giorno quei sapienti intrecci di filo e oro, che raccontano di un continente dove arte, cultura e scienza si diffondevano oltre i confini degli Stati, favorendo la nascita di un sentire comune.  

Un continente, dunque, che, poco meno di settanta anni fa, i nostri due Paesi hanno contribuito a unire - anche grazie ai nostri leader politici dellepoca - nel nome di valori comuni, di prosperità condivisa e di un futuro di pace.

Maestà,

oggi le Istituzioni Europee, che Bruxelles si è assunta il compito di accogliere, si confrontano con sfide esistenziali.

Regno del Belgio e Repubblica Italiana, forti dei loro valori e della loro storia democratica, possono sostenere lUnione Europea in una fase storica in cui sfide globali vogliono porre in discussione principi fondanti della nostra stessa Unione e della convivenza pacifica tra i popoli.

Non possiamo permetterci cedimenti.

LUnione è garanzia della libertà e del progresso dei nostri popoli. Sono intollerabili narrative e atti che vorrebbero indebolire la sovranità e la libertà del popolo europeo e degli altri popoli.

Il premio Nobel per la pace, Henri la Fontaine, nel suo discorso alla prima Assemblea della Società delle Nazioni - che aveva contribuito a fondare - disse la guerra è il diritto che i popoli si sono arrogati di essere giudici, parti e carnefici nella propria causa. Questa idea dobbiamo eliminarla non solo dal nostro diritto nazionale, ma anche dal diritto internazionale, e ogni nazione che farà ricorso alla guerra, anche se la sua causa è giusta, dovrà essere considerata colpevole di aver commesso un crimine.

In questi quasi settantanni di vita lUnione Europea ha difeso e promosso i nostri valori e i diritti dei nostri cittadini, creando larea più vasta di democrazia e progresso sociale sin qui conosciuta.

Ed è nellambito della impegnativa e affascinante costruzione di questo percorso che si sono susseguiti momenti felici e tragedie.

Sono grato alle Loro Maestà per aver deciso di essere domani a Marcinelle. Per tutto ciò che la tragedia del Bois du Cazier rappresenta per il Belgio e lItalia, per lintera storia europea.

Un luogo simbolo dellanimo e della dedizione di quanti, giunti dallItalia e da altri paesi europei, lottavano attraverso il duro lavoro - per risollevare sé stessi e le loro famiglie dalla devastazione del Secondo conflitto mondiale.

Il Belgio è stato terra di accoglienza e le comunità di origine italiana hanno saputo corrispondere con laboriosità e creatività.

Giorno dopo giorno Bruxelles e Roma - unite dalla nostra amicizia e da un solido rapporto bilaterale - hanno continuato a offrire il proprio contributo per dar vita a unEuropa di pace e prosperità diffusa.

Con questi sentimenti brindo allamicizia fra i nostri due Paesi e formulo a Lei Maestà, alla Regina Mathilde e a tutto il popolo belga, i migliori auguri di benessere, prosperità e pace.

Bruxelles, 20/10/2025 (II mandato)

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