Maestà,
Autorità,
Signore e Signori,
La ringrazio, Maestà, per le espressioni di stima e amicizia verso l'Italia e per il cordiale benvenuto che ha voluto riservare a me, a mia figlia e alla delegazione italiana.
Siamo lieti di essere nell´amica terra di Svezia, una nazione alla quale ci legano eccellenti relazioni politiche, economiche e culturali.
I popoli dei nostri Paesi, le loro Istituzioni e le loro società coltivano gli stessi ideali ed operano quotidianamente per l'affermazione dei valori di libertà, democrazia, solidarietà e pace.
Sono valori che trovano espressione compiuta, autorevole, e quanto mai attuale nella nostra comune appartenenza all’Unione Europea ed ai numerosi ambiti multilaterali ai quali partecipiamo.
Maestà,
la Svezia ha aderito quasi un quarto di secolo fa al progetto Europeo e Stoccolma è un partner fondamentale nell’individuazione dei nuovi sentieri sui quali continuare a garantire pace, stabilità economica e benessere sociale.
Compito di ognuno di noi, cittadini europei, è mantenere viva la visione dei Padri fondatori, passandola intatta e sempre più solida, in una simbolica staffetta, alle generazioni future.
Maestà,
sono certo che l’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, e la Svezia, modello esemplare di convivenza civile continueranno, insieme, a contribuire a questa aspirazione.
I nostri cittadini invocano sicurezza, prospettive concrete di crescita e maggiore coesione sociale.
È il modello europeo concretizzatosi nei decenni e al quale guarda con rispetto e considerazione il resto del mondo.
La consapevolezza che valori come la pace e i diritti umani sono indivisibili ha visto l’Italia impegnata senza riserve su questo terreno, non mancando di assolvere a un ruolo di primo piano nei confronti delle crisi che si sono affacciate a livello internazionale, a partire dalla drammatica emergenza dei salvataggi in mare e degli sbarchi di centinaia di migliaia di migranti.
La portata storica di questi fenomeni vede il Regno di Svezia attento e consapevole, come dimostra – in linea con il suo tradizionale impegno sul fronte della cooperazione allo sviluppo - la particolare sensibilità per l’accoglienza e il sostegno ai Paesi di origine e transito dei flussi migratori.
Ci auguriamo che i Membri dell’Unione Europea – tutti - riescano a identificare e perseguire politiche sempre più comuni, volte a governare con coraggio un fenomeno non certo destinato ad esaurirsi.
Maestà,
la cultura unisce strettamente i nostri popoli.
La Casa Reale, in particolare, ha sempre manifestato con passione il suo interesse per l’Italia. Il contributo alla conoscenza archeologica di Re Gustavo VI ha lasciato in eredità nel nostro Paese centri culturali di grande rilievo, come l’Istituto di Studi Classici di Roma, che si affianca alla meravigliosa Villa Axel Munthe a Capri, ulteriore significativa testimonianza del fecondo intreccio culturale fra Svezia e Italia.
Non è soltanto il patrimonio classico e umanistico, tuttavia, ad avvicinarci.
Vorrei ricordare, in occasione del centenario della nascita, uno dei grandi maestri della cinematografia mondiale, Ingmar Bergman, e l’enorme influenza che la sua opera ha avuto in Italia. Così come la comune vocazione alla ricerca, che trova espressione nelle collaborazioni scientifiche e tecnologiche animate dalle nostre università e centri di eccellenza.
Esperienze che danno vita, nel quadro anche del progetto Erasmus e dell’Accordo bilaterale di cooperazione scientifica e tecnologica, a un flusso costante di studenti, giovani ricercatori e scienziati affermati, ponendo il sapere scientifico al servizio della crescita comune e dello sviluppo sostenibile.
Maestà,
una grande personalità svedese, Dag Hammarskjold, ha detto che “Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino, ma ciò che vi poniamo dentro è nostro”.
La cornice del destino dei nostri Paesi è chiara e tracciata da lungo tempo: abbiamo posto al suo interno il rispetto dei valori universali degli esseri umani, lo sviluppo della conoscenza, il benessere dei nostri popoli, la pace ed il ripudio di ogni forma di violenza.
Il presente e il futuro delle nostre relazioni saprà certamente arricchire di traguardi ancora più ambiziosi il contenuto della comune cornice dei nostri destini.
Nel rinnovare l’auspicio di un’ulteriore intensificazione dell'amicizia fra i nostri popoli e le nostre Istituzioni, nella comune casa europea, levo il calice al benessere di Vostra Maestà, di Sua Maestà la Regina e alla prosperità dei nostri popoli.