percorso pagina

Dichiarazioni alla stampa del Presidente Mattarella al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor

Ringrazio molto il Presidente Pahor per l'accoglienza che ha avuto anche, al momento del mio arrivo, la cornice dei bambini, delle scuole e dei turisti italiani in grande numero, come il Presidente ha ricordato.

Abbiamo avuto un colloquio altamente costruttivo che ha fatto emergere quanto siano intensi i rapporti tra Slovenia e Italia. Ripeto le parole del Presidente Pahor : due paesi vicini e amici, legati da una quantità di elementi nella storia di tanti secoli, ma proiettati nel futuro che abbiamo in comune. Questo si riverbera su tante cose, naturalmente, su azioni bilaterali, sui rapporti che abbiamo insieme in quest'area, nell'Unione europea e nella comunità internazionale, a partire dal tema delle minoranze - che il Presidente ha ricordato e che anch'io condivido - che costituiscono una ricchezza per i nostri due Paesi. Incontrerò nelle prossime settimane, con molto piacere, i rappresentanti della minoranza slovena nel mio Paese.

Abbiamo registrato una comunanza di vedute sulla responsabilità che avvertiamo per la stabilizzazione e lo sviluppo della Regione dei Balcani occidentali, anche con un'esigenza nella comune visione europeistica che è duplice : quella di rilanciare il processo di integrazione dell'Unione europea e quella di rilanciare il processo di allargamento dell'Unione con le tappe necessarie nei Balcani occidentali.

Sul piano dell'Unione europea abbiamo anche condiviso una valutazione su quel che sta avvenendo nel mondo intorno all'Europa, in tante aree di crisi, e l'Unione europea, in omaggio anche alla sua storia, ai suoi caratteri, anche in questo periodo, è chiamata a difendere, a sviluppare, a promuovere i valori di pace, di libertà e di democrazia. Questo naturalmente la chiama ad alcune responsabilità specifiche : la prima è nei Balcani occidentali per contribuire alla crescita dei suoi paesi, al loro sviluppo, alla loro serenità, alla loro stabilizzazione ; un secondo fronte è nei confronti di quel che sta avvenendo nel Mediterraneo. Il Presidente Pahor ha ricordato bene che domani vi è un vertice, un Consiglio europeo straordinario che è stato convocato dopo il tragico evento di domenica scorsa davanti alle coste della Libia, che ha manifestato in maniera crudelmente evidente quanto sia grave il fenomeno di tante, ma tante persone che fuggono da condizioni disperate e che, sfruttate da indegni mercanti di esseri umani, finiscono, dopo essere stati depredati, a morire nel Mediterraneo. Questa è una condizione che chiama l'Unione europea alle sue responsabilità, anzitutto perché nei luoghi dove si originano questi fenomeni migratori nati da disperazione, da guerre, da carestie, da persecuzioni, si rimuovano queste condizioni ; in secondo luogo perché si ponga fine allo sfruttamento ignobile di esseri umani che viene fatto dai trafficanti che spesso li conducono a morire nel Mediterraneo ; in terzo luogo perché l'Europa si faccia carico, insieme alla comunità internazionale, della situazione drammatica in cui versa la Libia, aiutando la mediazione dell'Onu perché si trovi lì una soluzione che faccia uscire dalla guerra civile quel Paese, per diverse ragioni. La prima ragione nell'interesse dei libici che hanno diritto di vivere in un Paese senza guerra civile e senza insediamenti crescenti del terrorismo ; la seconda perché quella condizione di disordine che è in atto sta consentendo l'inserimento sempre maggiore di formazioni terroristiche che costituiscono un pericolo per la Libia, per i paesi confinanti con la Libia, per l'intera Europa ; la terza ragione perché in questo modo sarà possibile porre un freno al fenomeno di sfruttamento di gente disperata che viene messa, a proprio rischio, nelle acque del mare.

Abbiamo registrato anche quanto sia intensa la collaborazione tra Slovenia e Italia. Lo è stata già, come il Presidente ha ricordato, sul piano di Mare Nostrum : la Slovenia è stato il Paese più sensibile nel farsi carico, insieme all'Italia, di questo drammatico problema. Vi è un'eccellente collaborazione in materia di difesa tra Slovenia e Italia, e abbiamo registrato una condivisione su tutti i problemi più rilevanti che abbiamo di fronte, quelli bilaterali, quelli dell'Unione europea e quelli nell'ambito dell'area in cui operiamo, nell'Alto Adriatico, nell'intera Europa e nell'intera comunità internazionale.

Questa comunanza di vedute e questa condivisione di esigenze rafforza i rapporti tra Slovenia e Italia e consente di vedere il futuro dei nostri rapporti sempre più intenso, contrassegnato dall'amicizia che, credo di poter dire personalmente, il Presidente Pahor ed io oggi registriamo.

Lubiana, 22/04/2015 (I mandato)

x