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Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in occasione della Visita di Stato nel Principato di Monaco
Desidero anzitutto rinnovare a sua Altezza Serenissima, il Principe Alberto II, il ringraziamento per il clima di amicizia con cui sono stato accolto insieme a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna.
Sono lietissimo di aver effettuato questa Visita di Stato dopo quasi settant’anni dalla visita storica del principe Ranieri III e della Principessa Grace a Roma.
È stata una una visita che tenevo a fare e ringrazio il Principe per l’invito a realizzarla.
In questi due giorni abbiamo registrato quello che sapevamo, ma abbiamo toccato in maniera più intensa la profondità dei vincoli che legano il Principato di Monaco e l’Italia; e che legano i nostri popoli, uniti anche - come Lei ha ricordato, Altezza - da una lunga storia di contatti e di vicinanza, non soltanto geografica, ma di vicinanza culturale e umana.
Come Lei ha ricordato, questa vicinanza è arricchita dalla presenza della comunità italiana qui a Monaco, ne ho poc’anzi incontrato un buon numero di componenti che vive a Monaco, accolta con grande disponibilità, e contribuisce dinamicamente alla vita del Principato.
Vorrei ringraziare anche Sua Altezza per la serata di ieri: il concerto all’Opéra Garnier è stato uno straordinario momento di arte all’interno di un gioiello, come l’ Opéra Garnier; Cecilia Bartoli è stata protagonista, insieme all’orchestra e al coro, di questa occasione ed è – ripeto - per l’Italia motivo di orgoglio che le sia affidata la direzione del teatro.
Desidero ringraziare anche il Principe Alberto II per l’opera di rafforzamento dei rapporti culturali con tanti Comuni italiani, anche attraverso l’adesione alla comunità dell’italofonia, e attraverso il rapporto con i tanti luoghi Grimaldi in Italia, che sono un legame non soltanto storico, ma di amicizia, una costellazione di luoghi di amicizia tra il Principato e l’Italia.
Vorrei anch’io ricordare - come ha fatto il Principe - l’importante lavoro svolto dalla Commissione mista, che ha affrontato temi di comune interesse: la sicurezza sociale, i trasporti, gli investimenti. Una cooperazione che è anche arricchita dalla dimensione transfrontaliera.
Ed è importante la partecipazione del Principato come osservatore al Comitato di cooperazione transfrontaliera, previsto dal Trattato di Roma, tra la Francia e l’Italia.
Vorrei anche esprimere un grande apprezzamento per la rafforzata cooperazione fra i nostri Paesi in materia di contrasto alla criminalità organizzata economico-finanziaria, con la firma nello scorso aprile di un Memorandum d’intesa con la Guardia di finanza. È un altro piano su cui collaboriamo con grande efficacia e con grande valore.
Come Lei ha ricordato, Altezza, i rapporti economici sono intensi, crescenti, c’è un’integrazione rilevante tra le nostre economie. E c’è una integrazione collaborativa tra le nostre imprese, ed è un aspetto di grande rilievo, che si giova del clima di amicizia che vive tra i nostri Paesi.
Vorrei anche sottolineare una cosa che ritengo particolarmente importante, e che è stata sottolineata dalla presenza del principe Alberto II, della Principessa Charlène e dei figli alle Olimpiadi invernali e ai Giochi del Mediterraneo. Il valore che il Principato, così come l’Italia, annette allo sport sul piano sociale, sul piano della formazione dei giovani, sul piano delle relazioni internazionali sane e corrette. È una condizione importante e l’impegno del Principe e della Principessa Charlène su questo piano è particolarmente rilevante.
Abbiamo poi parlato ieri con il Principe di alcuni aspetti generali, registrando - lo ha ricordato ieri il Principe - la nostra comune convinzione della indispensabilità del multilateralismo e delle sue forme, che vanno garantite per una corretta, positiva modalità di relazione nella vita internazionale.
Abbiamo parlato anche dei tanti problemi che vi sono in questo momento nella vita internazionale, registrando una costante, piena sintonia e convergenza, ispirate ai valori della pace, della libertà, della pari dignità di ogni Stato e della tutela dello stato di diritto e dei diritti umani.
Sono lieto di concludere questa visita, per per cui sono grato – ripeto - al Principe qui al Museo Oceanografico, che è un punto di riferimento mondiale, non soltanto perché vi è qui, a Monaco, l’Istituto internazionale che si occupa del mare, ma anche perché è un luogo di scienza che raccoglie testimonianze ed esorta ad approfondire quello che in realtà conosciamo ancora ben poco, cioè il fondo marino, e l’impegno del Principato di Monaco su questo piano è particolarmente prezioso nella comunità internazionale. Così come lo è la sensibilità alla tutela dell’ambiente, che ha visto non soltanto sul mare, ma nelle delle varie sfaccettature, un grande impegno del principe Alberto I, che è stato uno scienziato che ha spinto la vita del mondo alla conoscenza del mare e alla tutela del mare e dell’ambiente. E non a caso abbiamo anche ricordato questa mattina, poc’anzi, i cinquanta anni dell’accordo Ramoge: tra Saint Raphael, Monaco e Genova si è creata una un’intesa, che è un’intesa esemplare rispetto alla tutela del mare, in questo caso del Mediterraneo, che - come abbiamo detto ieri - concordemente il Principe ed io, desideriamo che torni a essere un mare di civiltà e di unione e non un mare attraversato da crisi e da difficoltà di carattere umanitario particolarmente gravi.
In conclusione, Altezza, vorrei ringraziarLa ancora dell’accoglienza di questi due giorni, degli incontri che abbiamo avuto. Esprimere la convinzione che i legami tra i nostri Paesi ne saranno ulteriormente rafforzati e dirL che, naturalmente, spero di poterLa rivedere presto in Italia.
Grazie, Altezza.
Monaco, 03/10/2026 (II mandato)