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Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con il Presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö

Desidero ringraziare il Presidente Niinistö per l'accoglienza così amichevole e sono onorato di svolgere la Visita di Stato nell'anno in cui ricorre il centenario dell'indipendenza della Finlandia: è un atto di omaggio al ruolo che la Finlandia ha saputo assumere in Europa e nella comunità internazionale ed è anche un segno di grande amicizia tra i nostri due Paesi.

Il tema che la Finlandia ha scelto per quest'anno centenario è 'insieme' ed è anzitutto un'esortazione all'interno della società finlandese che, del resto, ha sempre manifestato grande coesione e grande senso di unità nazionale. Ma è anche un messaggio all'esterno, nell'Unione europea e nella comunità internazionale. In questa stagione di tensioni che portano anche a degli scontri armati- in Europa, intorno all'Europa, in altri continenti, in estremo oriente - le tensioni sono un motivo di allarme.

L'Italia apprezza e condivide il richiamo che la Finlandia rivolge e avverte l'esigenza che venga ascoltato.

Finlandia e Italia intrattengono rapporti bilaterali di straordinaria eccellenza: sul piano politico, su quell'economico e culturale. Abbiamo manifestato nei colloqui - di cui sono molto grato al Presidente Niinistö - l'intenzione di sviluppare ulteriormente queste collaborazioni.

Finlandia e Italia registrano anche ampie convergenze su temi globali, avendo entrambi i Paesi come obiettivi da coltivare la pace, la libertà, la democrazia, il dialogo, il multilateralismo e condividendo entrambi l'auspicio che si riaffermi il principio della non proliferazione nucleare.

Finlandia e Italia registrano anche sintonia piena rispetto alle nuove sfide di oggi sul piano ambientale.

Il Presidente Niinistö ha detto all'Assemblea generale dell'Onu che se perdessimo l'Artico perderemmo il mondo. Ed è realmente così. Se si alterasse l'equilibrio dell'Artico, si altererebbe l'equilibrio del clima in tutto il mondo.

La difesa del clima nel mondo vede Finlandia e Italia assolutamente d'intesa nel ritenere che occorre attuare gli Accordi della Conferenza di Parigi e fare ulteriori passi avanti in quella direzione.

Anche sul piano del terrorismo Finlandia e Italia hanno una visione comune, con l'esigenza di sviluppare una collaborazione sempre maggiore in Europa e nella comunità internazionale. A tal proposito ho ribadito al Presidente la solidarietà dell'Italia per l'attentato avvenuto a Turku.

Il fronte comune richiede una sempre maggiore integrazione di informazione e una sempre maggiore collaborazione fra tutti i Paesi dell'Unione europea e della comunità internazionale.

Abbiamo parlato della sicurezza e difesa comune dell'Unione europea auspicando (come si sta avviando) di realizzare in Europa una crescita di questa dimensione, una sua realizzazione effettiva, anche perché l'Europa possa dare un contributo protagonista ed efficace nel mondo per la pace e la stabilità.

Abbiamo affrontato il discorso del fenomeno migratorio che si è manifestato in tante direzioni e in tanti luoghi, anche qui in Finlandia nel 2015, nei Balcani e verso il centro Europa. Ma nel Mediterraneo, da anni ormai, vi è un flusso consistente di migranti che si è riusciti a contenere negli ultimi mesi estivi.

L'Italia è riconoscente alla Finlandia per aver accolto, nel suo territorio, 779 migranti, l'intera quota decisa per la Finlandia dalla Commissione europea.
Quello migratorio è un fenomeno che non ci può illudere di rimuovere, ma va governato, per quanto riguarda il continente europeo, dall'Unione europea, insieme, stroncando il traffico di esseri umani, aprendo canali di immigrazione legali e sostenibili, con aiuti per i Paesi da cui nascono i flussi migratori: esperimento che l'Europa ha iniziato a condurre.

Vorrei concludere sottolineando i grandi rapporti culturali tra Finlandia e Italia, di lunga data, che vedono una vasta collaborazione fra le nostre Università e che costituiscono un legame di amicizia profondo tra finlandesi e italiani.

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Domanda: La domanda è sullo stato generale di salute dell'Unione europea. Abbiamo sentito l'intervento del Presidente Macron, abbiamo visto i risultati del voto tedesco. Dobbiamo preoccuparci o no in Europa per l'ingresso della destra antieuropea, anti immigrati in Parlamento e per i populisti che queste forze politiche cercano di propagare? La mia domanda è capire se l'Italia, ora che la Germania ha una pausa di riflessione e di incertezza, può e deve giocare un nuovo ruolo per l'integrazione in Europa e per combattere i populisti.

Presidente: tutti i Paesi sono chiamati a svolgere un ruolo importante, insieme, come dice il tema del centenario della Finlandia.

Nel corso del colloquio abbiamo ricordato l'affermazione di Jacques Delors sul fatto che l'Europa è andata avanti e si è sviluppata attraverso le crisi.
Il discorso di ieri del Presidente Macron è di grande interesse, come lo è stato il discorso il Presidente Juncker al Parlamento europeo alcuni giorni fa e alcune affermazioni fatte nelle ultime settimane e negli ultimi mesi dalla Cancelliera Merkel al governo tedesco.

Si è aperto nuovamente il cantiere di avanzamento dell'integrazione europea: è un percorso impegnativo che ha di fronte difficoltà, che vede l'esigenza di comporre sensibilità e opinioni differenti ma che sembra davvero avviato con determinazione.

Sono convinto che questo avverrà positivamente perché la logica della storia è più forte di difficoltà contingenti.

 

Domanda: È contento della soluzione sul trasferimento dei migranti firmata ieri? Che atteggiamento ha nei confronti della Libia? È duratura la soluzione con la Libia e degli accordi concordati con la Libia?

Presidente: Uno dei principi importanti dell'Unione europea è rispettare le regole in ogni campo.Tra questi vi è quello del fenomeno migratorio, e quindi vanno rispettate le decisioni prese dalla Commissione.

Per quanto riguarda la Libia, l'obiettivo è quello di ripristinarvi una vera condizione di governo che possa con efficacia e con normalità governare il territorio libico.

L'Italia sta facendo la sua parte, ma tutta l'Unione europea sta collaborando con l'Onu in questo sforzo impegnativo ma possibile di ripristinare una vera autorità di governo in Libia.

Questo è un obbligo anzitutto nei confronti dei libici che hanno diritto di avere finalmente la fine di una condizione di contrapposizione interna e un'ordinata convivenza; hanno il diritto di utilizzare le loro fonti di ricchezza e le loro fonti industriali per poter avere una condizione benessere che, in questo momento, è fortemente condizionata dalla mancanza di un governo.

Far nascere un governo in Libia è anche necessario per stroncare l'inumano traffico di esseri umani che viene condotto ormai da troppi anni in maniera assolutamente contrastante con la coscienza mondiale.

Ciò richiede naturalmente un aiuto nei confronti dello sforzo che compiono le Nazioni Unite, sia attraverso l'inviato speciale per risolvere il problema della governabilità in Libia, sia attraverso le sue due Agenzie che si occupano di profughi e di diritti umani, per garantire nei campi profughi in Libia una condizione civile e dignitosa.

L'Italia è pronta a fare la sua parte in questa direzione - e lo sta facendo - perché non è immaginabile che si consegni la chiave d'ingresso in Europa ai trafficanti di essere umani.

 

 

Helsinki, 27/09/2017 (I mandato)

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