Ringrazio molto il Presidente Yoon Suk Yeol per l’invito a effettuare questa visita di Stato qui in Corea, come ha ricordato il Presidente, alla vigilia dell’anno in cui si celebrano i 140 anni della nostra relazione diplomatica.
Sono grato al Presidente anche per l’accoglienza che ha riservato a me e alla delegazione che mi accompagna. E sono lietissimo di aver avuto l’occasione di riflettere, insieme al Presidente Yoon, non soltanto sullo stato eccellente delle nostre relazioni bilaterali e delle prospettive, dei progetti, degli intendimenti per ampliarla sempre di più, ma anche per riflettere sulle grandi crisi che in questo momento affliggono la comunità internazionale e per valutare insieme in che modo muoversi concordemente, come abbiamo sempre fatto, Corea e Italia.
Durante questo nostro colloquio, abbiamo constatato come la Corea e l’Italia, pur essendo geograficamente distanti, sono Paesi che non soltanto si sentono amici, ma avvertono tante affinità fra di essi, che sono dovute ai valori comuni, che sono i valori della democrazia, i valori della libertà e i valori che ci vedono accomunati nelle visioni geopolitiche, nelle alleanze internazionali, nel desiderio di un multilateralismo sempre più realmente inclusivo.
In questo modo abbiamo registrato anche l’intendimento di rafforzare il nostro partenariato strategico, che è in vigore dal 2018, intensificando sia il dialogo politico, sia la collaborazione nei vari settori - e sono molti - di reciproco interesse.
Per quanto riguarda gli aspetti delle relazioni economiche e commerciali, abbiamo registrato il grande livello del nostro interscambio, ma sottolineando che vi sono margini ampi per accrescerlo ulteriormente, in maniera particolarmente rilevante. Abbiamo sottolineato la possibilità sempre maggiore della collaborazione dei nostri apparati industriali, che avvertono le stesse esigenze di innovazione, di tecnologia avanzata.
D’altronde, da parte mia, ho sottolineato come in Italia si avverta grande ammirazione per le eccellenze dell’economia coreana.
L’industria coreana è protagonista in grandi punte avanzate della ricerca industriale nella comunità internazionale. E questo naturalmente rende ancora più importanti gli accordi che si sono raggiunti quest’oggi.
Sono stati firmati, alla presenza del Presidente Yoon e mia: l’accordo tra i Ministeri del commercio e industria della Corea e del nostro Ministero delle imprese; l’accordo che riguarda la collaborazione spaziale crescente - che intendiamo sviluppare molto - tra l’Agenzia spaziale coreana e quella italiana, tra l’Istituto coreano di Ricerca spaziale e la nostra Agenzia spaziale; il protocollo di accordo che si è registrato tra l’Istituto coreano di Scienze di Base e l’Istituto di Fisica Nucleare d’Italia.
Sono tutti accordi che aggiungono tasselli ulteriori, cui altri se ne aggiungeranno velocemente, nel corso del tempo, per stimolare ulteriormente il quadro delle collaborazioni scientifiche tra Corea e Italia.
Abbiamo anche, come abbiamo sottolineato con soddisfazione con il Presidente Yoon, delle relazioni intense, di alto livello, sul piano culturale. Tra le nostre università vi sono molti accordi, numerosissimi accordi di collaborazione. E questa collaborazione culturale è d’altronde - vorrei dire – inevitabile, spontanea, facile, tra due Paesi di antica civiltà, come la Corea e l’Italia.
Ieri ho potuto ammirare, nel Museo a poca distanza da qui, da questo Palazzo, le tracce della grande civiltà coreana nel tempo antico. E questa comunanza, questo avere alle spalle millenni di civiltà, accomuna ulteriormente Corea e Italia.
Tutto questo, naturalmente, rende importante lo sviluppo ulteriore di questa collaborazione su questo piano così rilevante, anche per i nostri giovani: quello culturale.
Abbiamo per questo condiviso, con grande piacere, la proposta di un anno dello scambio culturale tra Corea e Italia. Le nostre rispettive Ambasciate spiegheranno il loro impegno.
Abbiamo affrontato, naturalmente - come il Presidente Yoon ha poc’anzi ricordato - alcune questioni importanti della vita della comunità internazionale, particolarmente quelle che più presentano profili di preoccupazione e richiedono una vigilanza e una capacità d’iniziativa per superarli e risolverli.
Con la nostra delegazione, abbiamo sottolineato quanto condividiamo l’esigenza di pace e sicurezza nella penisola coreana. E quanto auspichiamo che siano rispettate, e non violate – come è avvenuto più volte - le indicazioni che le Nazioni Unite hanno espresso, hanno individuato e comunicato per quanto riguarda la vita nella penisola coreana.
Abbiamo parlato anche molto, con convergenza piena, con sintonia piena, di altre crisi internazionali, così come quella che ha visto l’aggressione della Federazione russa all’Ucraina.
Ci siamo trovati concordi il Presidente Yoon ed io, nel condannare questa aggressione, nel confermare il sostegno all’Ucraina, nell’auspicare che si raggiunga presto una soluzione di pace giusta, stabile e duratura, efficace. E che si possa pensare, così, con la nostra collaborazione, anche alla ricostruzione di quel Paese così devastato dalla guerra.
Abbiamo anche sottolineato quanto sia importante la collaborazione che è stata avviata tra Corea e Unione europea.
E, in questo quadro, abbiamo sottolineato quanto sia importante la strategia per la sicurezza Indo-Pacifico che la Corea ha presentato, e che presenta profili di collaborazione intensa con l’Unione europea e le analoghe indicazioni che l’Unione ha manifestato.
Quella dell’Indo-Pacifico come area sicura, aperta, rispettosa delle regole internazionali, con commercio e navigazione garantite in piena libertà, è un tema di grande importanza che abbiamo condiviso insieme.
Abbiamo anche manifestato alla fine, insieme, il Presidente Yoon ed io, la soddisfazione per le nostre posizioni coincidenti per quanto riguarda la vita delle Nazioni Unite, ribadendo l’importanza di questa sede globale che, pur con le lacune che presenta, ha un ruolo fondamentale e insostituibile per affrontare e cercare di risolvere le crisi internazionali.
La nostra convinzione comune è di una riforma che renda l’ONU più inclusivo, più partecipato, più espressivo ed efficacemente espressivo della comunità internazionale.
Infine, ho invitato il Presidente Yoon a venire in Italia, e sono lieto che abbia accettato il mio invito.
Grazie, Presidente.