Ringrazio il Primo Ministro Netanyahu per l'accoglienza e per le espressioni di solidarietà nei confronti dell'Italia per i danni che il terremoto, dalla fine di agosto, sta producendo nel mio Paese. In Agosto ci sono state vittime e ci sono danni ripetuti in molti Comuni in una vasta parte d'Italia, con grandi problemi per le persone, per le abitazioni e i beni culturali.
Abbiamo apprezzato molto e le siamo grati per le parole di solidarietà e l'offerta di aiuto e di sostegno. In queste circostaze l'aiuto e il sostegno di Paesi amici è molto importante.
Sono particolarmente lieto di incontrarla, oggi, in questa straordinaria città, Gerusalemme, guardata da tante parti del mondo con grande affetto perché in questa città si riconoscono le tre grandi religioni monoteistiche. A Gerusalemme vi sono monumenti che non sono soltanto simboli ma punti di riferimento per l'ebraismo, per l'islamismo, per il cristianesimo. È una città che abbraccia il mondo.
In questi giorni ho avuto la chiara conferma - e d'altronde ampiamente prevista - dello storico legame di amicizia profonda e affinità di valori che vengono coltivati nei nostri Paesi e che uniscono Israele e Italia.
Sono legami millenari, di durata antica, e producono una conoscenza reciproca della storia d'Israele e d'Italia che è un'altra manifestazione dell'amicizia tra i nostri due Paesi.
Questo spiega perché i nostri rapporti bilaterali siano eccellenti, e non potrebbero essere migliori. Dobbiamo, di conseguenza, guardare al futuro, intensificandoli ulteriormente, per coltivarli, se possibile, ancora con maggiore impegno.
L'affinità che vi è tra Israele e Italia sul piano della democrazia, sul piano caratteriale, sul piano dei rapporti tra le persone, la creatività, la tendenza all'innovazione, sono ulteriori legami tra i nostri Paesi.
Nei giorni scorsi ho visitato lo Yad Vashem che ricorda non soltanto qui, ma a tutto il mondo, il dramma della Shoah, e come la memoria della Shoah sia un elemento costitutivo non soltanto in Israele ma in tanti altri Paesi, e tra questi l'Italia.
Pochi giorni fa ho visitato, accanto alla Sinagoga di Roma, la mostra che ricorda la razzia e il rastrellamento degli ebrei romani del 16 ottobre del 1943. La comunità ebraica romana ha una storia di oltre due millenni. E quell'avvenimento è stata una ferita che è ancora attuale per il nostro Paese.
La memoria per due Paesi di grande tradizione culturale come Israele e Italia rappresenta un valore da tramandare alle generazioni successive, trasmettendo loro anche scelte di responsabilità che si basino sui valori che la memoria preserva.
La cultura nei nostri Paesi ci spinge a considerare la memoria non come un fattore che irrigidisca i rapporti, ma che cerchi di coltivarli in dialogo e in convivenza sempre migliore. Anche questo accomuna Israele e Italia.
La regione mediorientale e tante altre parti del mondo sono oggi attraversate da lacerazioni etnico-religiose che sono motivo di profonda preoccupazione per l'intera comunita' internazionale.
La sapienza biblica di due società millenarie come le nostre ci consente di affrontare problemi che appaiono insolubili o comunque molto difficili, con la speranza e la convinzione che si possano risolvere.
Guardiamo al futuro senza i condizionamenti del passato.
Sono lieto di aver riscontrato in tutti i miei colloqui di questi giorni una convinzione comune che il terrorismo e la violenza siano piaghe da combattere con molta determinazione.
L'Italia si sente pienamente coinvolta nell'esigenza di sicurezza d'Israele. Anche per questo, è motivo di preoccupazione lo stallo del processo di pace che mette in pericolo la stabilità della regione e può produrre un'intensificazione di radicalismo.
Siamo convinti della soluzione dei due Stati per due popoli e crediamo che deve essere perseguita con determinazione.
Naturalmente le decisioni sono affidate a Israele e ai palestinesi. I Paesi amici possono contribuire con rispetto e con amicizia nel sostegno per questa ricerca di soluzioni. Tra questi è certamente importante il ruolo dei Paesi arabi.
Vi ringrazio molto per l'accoglienza. Il nostro incontro è l'occasione per ribadire, ancora una volta, la grande amicizia che lega Israele e Italia per oggi e per il futuro.