Altezze Imperiali,
Signore e Signori,
è davvero con grande soddisfazione che ho ricevuto questa mattina al Quirinale i Principi Akishino. Attraverso un viaggio che li condurrà anche a Milano, a Bologna e a Firenze, il Giappone ha voluto tributare al nostro Paese un onore particolare, nella ricorrenza del 150º anniversario del Trattato d'Amicizia e di Commercio tra il Giappone e l'Italia, la cui firma segnò l'avvio delle relazioni diplomatiche bilaterali.
I rapporti tra il Giappone l'Italia precedono tuttavia ampiamente quella data, e affondano le loro radici nella storia. Malgrado la lontananza geografica, i legami risalgono, quantomeno, alla metà del Cinquecento. Molto dobbiamo all'intraprendenza delle prime, storiche ambascerie giapponesi in Europa e altrettanto all'azione svolta dai padri missionari, che diedero vita, in quel tempo, a un'importante attività di intermediazione culturale tra giapponesi ed europei.
Altezze imperiali,
in epoca più recente, la straordinaria capacità mostrata dal popolo giapponese nel saper conciliare tradizione e modernità ha portato il vostro Paese a divenire, per noi, un punto di riferimento ineludibile in Estremo Oriente. È su queste basi che fu firmato il Trattato del 1866, a partire dal quale le relazioni tra Giappone e Italia si sono costantemente rafforzate. Esse hanno fatto e fanno leva su profondi sentimenti e di amicizia e fiducia tra i rispettivi popoli, traendo costante alimento dagli scambi culturali e commerciali ed estendendosi progressivamente a tutti i settori della collaborazione bilaterale.
Entrambe antiche nazioni, ma allora giovani Stati unitari, Giappone e Italia hanno dovuto affrontare le sfide della modernizzazione e della industrializzazione in contesti geografici del tutto diversi, ma in circostanze simili, potendo sì disporre di territori di rara e inestimabile bellezza, ma, al contempo, di risorse energetiche limitate.
La comune e positiva esperienza della ricostruzione e dello sviluppo dopo il dramma del Secondo Conflitto Mondiale - basata su solide fondamenta democratiche e sulla attiva promozione dei valori di democrazia, di stato il diritto, di rispetto dei diritti umani e di costruzione del libero mercato - hanno reso ancor più fertile e fecondi, oltre che più stretti, i rapporti tra Tokyo e Roma.
L'Italia condivide oggi con il Giappone l'obiettivo, strategico, di imprimere ulteriore impulso ad una partnership bilaterale già consolidata. I nostri Paesi e i nostri popoli sono infatti chiamati ad affrontare sfide in larga parte simili, sul piano economico, sociale e demografico e, non a caso, sono entrambi impegnati in un'importante e profonda azione riformatrice interna.
Anche sul piano globale, Giappone e Italia forniscono un contributo rilevante all'impegno della comunità internazionale, oggi più che mai necessario, volto a garantire pace, stabilità e prosperità, e avvertono profondamente la responsabilità di contribuire al consolidamento del rapporto tra Asia e Europa. La prevista successione, nell'ambito del G7, tra l'attuale Presidenza giapponese e quella italiana, nel 2017, fornirà certamente una nuova occasione per rinforzare ulteriormente questo impegno comune.
Sono certo che questi 150 anni - percorsi insieme, e celebrati insieme attraverso un articolato programma di iniziative organizzate nei due Paesi- costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, da preservare con cura e accrescere attraverso l'amicizia più importante, quella tra i nostri popoli.
Per questo, Altezze Imperiali, siamo lieti che il 150º anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi sia suggellato dalla vostra importante Visita in Italia.