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Estratto dell’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’udienza con la Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo

Signor Presidente, Signore e Signori Vice presidenti,

Onorevoli parlamentari,

le popolazioni del centro Italia che avete visitato, duramente colpite da una serie di eventi sismici che, con impressionante frequenza, si sono più volte ripetuti a partire dal 26 agosto scorso, ricercano soprattutto solidarietà.

Solidarietà per i loro lutti e per il loro dolore, espresso compostamente, come nelle migliori tradizioni di quelle terre.

Solidarietà per una ricostruzione resa complessa dai danni gravissimi che il sisma ha provocato, rendendo irriconoscibili interi Paesi.

Una solidarietà che avete offerto nel recarvi in quelle zone, manifestando la vicinanza dell'Europa alle popolazioni colpite: così come la gente in quei luoghi, anche io vi sono in sommo grado riconoscente per questo gesto.

E' di questa solidarietà attiva, di questa vicinanza che i cittadini della nostra Unione sentono, più di ogni altra cosa il bisogno: sempre, in ogni circostanza. E a voi, che siete i rappresentanti dei popoli dell'Unione, questa sensibilità non manca e non è mancata in questa occasione.

Signor Presidente, Signore e Signori Vice presidenti,

Onorevoli parlamentari,

Il Parlamento Europeo rappresenta la "cinghia di trasmissione" dei cittadini verso le istituzioni e la dialettica che si sviluppa fra le famiglie politiche europee, rafforza questo ruolo ed è positivo per il nostro futuro comune.

La rappresentatività democratica delle istituzioni europee passa, in larga misura, attraverso la vostra opera ed è divenuta parte sostanziale della identità europea che vi si basa, sin dalla Dichiarazione di Copenaghen del 14 dicembre 1973.

Il Parlamento Europeo, che è stato, tradizionalmente, uno degli acceleratori del processo di integrazione, è ben consapevole che alla costruzione europea mancano pezzi, che essa va completata. Diversamente l'equilibrio instabile, che la caratterizza, non potrà durare.

 

 

Palazzo del Quirinale, 24/03/2017 (I mandato)

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