Rivolgo al Comandante di Nave "Carabiniere" - il Capitano di Fregata Francesco Saladino - e all'intero equipaggio, il mio più cordiale saluto. E quel che più conta è il saluto del nostro intero Paese, che vi è profondamente grato per quanto state facendo.
La pirateria ha infestato per lungo tempo questi mari, dai quali transita quasi l'80% del commercio mondiale su nave. Tutti noi ricordiamo gli attacchi subiti da alcune unità mercantili italiane, con prolungati sequestri di equipaggi e di navi che tanta apprensione ci avevano procurato.
Ora, grazie alle efficaci azioni di contrasto al fenomeno poste in essere dalla comunità internazionale, il numero degli assalti - che ha toccato il picco pochi anni addietro - si è ridotto drasticamente.
Il nostro sostegno ad entrambe le operazioni di antipirateria - "Atalanta" dell'Unione Europea e "Ocean Shield" della NATO - è stato determinante per il conseguimento di questo risultato. E ciò, indubbiamente, grazie alla professionalità degli equipaggi ed alla qualità delle navi messe in campo.
Ed è stato proprio in virtù del nostro contributo così importante che al Contrammiraglio Barbieri è stato affidato il comando delle Forze Navali europee partecipanti all'operazione "Atalanta". Anche a lui, che opera dal Quartier Generale di Northwood, in Gran Bretagna, giunga il mio saluto e ringraziamento.
La vostra è una missione certamente impegnativa, considerata l'ampiezza dell'area da pattugliare: dalle acque prospicienti la regione del Puntland - nel Corno d'Africa - al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, fino al largo dell'India. Un mare sconfinato da solcare, per prevenire e contrastare le azioni dei pirati, perpetrate anche a oltre mille miglia dalle proprie basi d'appoggio. Naturalmente particolarmente intenso il rischio nelle aree più vicine alla costa somala.
Un impegno considerevole per l'intera comunità internazionale, per garantire la libertà di navigazione e l'affermazione del diritto internazionale.
Il mio pensiero va anche questa volta alla missione dei Fucilieri di Marina Girone e Latorre, allora impegnati anch'essi a difesa della sicurezza delle nostre navi mercantili. A loro rinnovo il mio sostegno e il sostegno del Paese. Sarò davvero lieto quando potrò incontrarli insieme in Italia.
Consentitemi di esprimere un ringraziamento anche a quei Paesi - come il Sultanato dell'Oman, che oggi ci ospita - che consentono un approdo sicuro alle nostre navi militari impegnate nella lotta alla pirateria.
Sono certo che tutti voi siete decisamente molto orgogliosi di appartenere all'equipaggio di una nave di nuova generazione come questa, dotata dei più moderni allestimenti ed equipaggiamenti e con caratteristiche tecniche ed operative all'avanguardia.
Certamente questa nave è un fiore all'occhiello della nostra Marina Militare e un vanto della nostra cantieristica navale e dell'industria dei sistemi tecnologici di bordo, che godono di grande prestigio nel contesto internazionale. Una nave che, grazie alle sue caratteristiche all'avanguardia, ha bisogno di personale in numero ridotto ma altamente qualificato.
E l'equipaggio vive di ciascuno di voi, singolarmente, con la vostra storia, le vostre aspettative, i vostri sacrifici e gli affetti lontani: tutti voi insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune.
Cari Ufficiali, Sottufficiali, Marinai
La guardia va tenuta alta, come sempre. Ma l'obiettivo della restituzione di questi mari alla legalità e alla libertà di navigazione adesso è più vicino, grazie anche alla vostra opera.
E' con piacere che esprimo a tutti Voi e a coloro che hanno operato su questi mari per lunghi anni, il mio apprezzamento e la riconoscenza di tutta l'Italia.
Bravo Zùlu!
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