Benvenuti al Quirinale. È stato un piacere stringere la mano a ciascuno di voi e consegnarvi le onorificenze. Naturalmente sono io che vi ringrazio per quel che avete fatto, per quel che fate e che continuerete a fare.
Questo è un riconoscimento al contributo che date al nostro Paese. Vi sono tante ragioni che hanno sorretto questa decisione nei vostri confronti, la più importante è che un Paese diventa una comunità se vi sono persone che si rendono conto che ci si realizza se si realizzano anche gli altri; e che si è liberi e gratificati se liberi e realizzati sono anche gli altri. E voi lo avete fatto ed è questo che ha mosso i vostri comportamenti.
Questo è ciò che consente al nostro Paese di essere un grande Paese, per questo vi ringrazio ; questa è la ragione principale del riconoscimento che vi è stato dato.
Vi sono tante persone in Italia che hanno la vostra stessa attitudine ; il vostro comportamento è stato segnalato perché si sviluppi e si moltiplichi questa attitudine nel nostro Paese, che per fortuna è molto presente al suo interno, molto più di quanto non si pensi.
Vi sono tante ragioni che rendono l'Italia un Paese con un gran bisogno di aumentare il senso di comunità al centro della convivenza ; la crisi economica di questi anni ha creato tante ferite sociali e ha accentuato il bisogno di sentirsi nuovamente tutti uniti dalla stessa comune condizione.
Quel che è avvenuto nei giorni scorsi accentua ulteriormente questa esigenza. C'è un tentativo di distruggere, condizionare e rendere infelice la convivenza; l'antidoto a queste tentazioni, a queste violenze, a questi avvenimenti luttuosi e gravi, come quelli di Parigi dei giorni scorsi, è la solidarietà. Non è l'egoismo quello che regge un Paese ma la solidarietà e farsi carico delle esigenze degli altri.
Voi siete di tante diverse condizioni, vi sono docenti, militari, volontari che hanno dato vita a centri di attività o ad associazioni, vi sono funzionari dello Stato, vi sono volontari che agiscono individualmente, ma avete tutti la stessa convinzione e motivazione di base, quella di farsi carico dei problemi degli altri nella società in cui si vive : questo è ciò che rende grande un Paese, è ciò che rende bello vivere insieme. È per questo che vi è stato dato questo riconoscimento ed è per questo che vi ringrazio molto.
Questo Palazzo così solenne è di noi tutti. Io ne sono temporaneamente l'inquilino, ma in realtà ne siamo tutti inquilini. Quindi fare qui questo incontro, così breve ma significativo, per quanto mi riguarda è la dimostrazione che quel che avete fatto e che fate - così come fanno tanti altri per fortuna in Italia - è ciò che anima l'edificio del nostro Paese, ciò che lo rende degno di esser vissuto, ciò che lo rende davvero un grande Paese.