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Intervento del Presidente Mattarella in occasione del 164° anniversario di fondazione dell’Esercito Italiano
Benvenute e benvenuti al Quirinale!
Grazie per questo ricordo che al Quirinale sarà conservato con grande rispetto e con alto gradimento.
Rinnovo il mio saluto al Capo di Stato Maggiore, con il quale poc’anzi abbiamo avuto un colloquio, nel corso del quale ho ribadito la riconoscenza della Repubblica per l’Esercito. Lo ringrazio per le importanti considerazioni che ha appena svolto.
Rivolgo un benvenuto a tutti voi: qui rappresentate le donne e gli uomini dell’Esercito, e vi prego di trasmettere alle vostre colleghe e ai vostri colleghi gli auguri per questo 164° anniversario della Forza Armata.
Vorrei rivolgere un benvenuto particolare alle Medaglie d’oro presenti, al Colonnello Paglia, al Sergente Maggiore Adorno, e agli altri decorati: il Graduato Scelto La Mattina, Medaglia d’oro al Valore dell’Esercito, e il Graduato Aiutante Grilletto, decorato Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.
I valori che, con il loro esempio, hanno espresso sono di esortazione a compiere ognuno il proprio dovere di cittadini e di soldati.
Desidero esprimere – rinnovando la commozione - l’omaggio della Repubblica a coloro che hanno perso la vita al servizio della Patria e a quanti recano su di sé i segni di ferite fisiche o morali subite in servizio.
Da quel lontano 4 maggio 1861 il mondo è cambiato tante volte e profondamente, spinto da sconvolgimenti sociali, da guerre devastanti, dal progresso della tecnica, di recente anche dalla pandemia che, poco saggiamente, ormai è quasi dimenticata.
Con il mondo è cambiato – naturalmente - anche l’Esercito.
Da un Esercito piemontese di guarnigione a un Esercito Italiano di mobilitazione, per poi divenire un Esercito di leva nel dopoguerra e, all’inizio degli anni 2000, un Esercito di professionisti.
Vi sono dei caratteri costanti che hanno, comunque, sempre accompagnato la Forza Armata attraverso gli anni e i decenni: l’impegno, la dedizione, il sacrificio.
Contribuire ad assicurare la cornice di sicurezza internazionale, entro la quale la nostra comunità nazionale possa vivere liberamente e progredire, costituisce responsabilità di grande impegno per le Forze Armate, soprattutto in un quadro come quello odierno, fortemente destabilizzato, e in cui si affacciano fantasmi di un passato di conflitti che pensavamo definitivamente archiviato.
Il capitale umano rappresentato dalle donne e dagli uomini dell’Esercito è prezioso e la sua importanza è accresciuta proprio dagli sviluppi tecnologici, da questi avanzamenti tecnologici in atto nel settore della Difesa.
Sarebbe – lo ricordava bene poc’anzi il Generale Masiello - un grave errore immaginare che, in un mondo sempre più cibernetico, robotizzato, dotato di intelligenza artificiale, si possa fare a meno della consapevolezza umana, della capacità di discernimento, del coraggio di agire, di sentimenti come l’altruismo e la solidarietà; della creatività, e di quant’altro appartiene soltanto all’essere umano.
L’evoluzione tecnologica non cancella le ragioni dell’etica, improntata al rispetto della dignità umana. Si tratta di adeguare quella a questa; di evitare di consegnare a sistemi di armamento, dotati di intelligenza artificiale, la valutazione e la scelta circa la vita o la morte delle persone. Si tratta di utilizzarne le capacità senza rischiare di perderne il controllo.
Il progressivo deterioramento della situazione geopolitica internazionale impone oggi un ennesimo cambiamento.
La professionalità e le abilità mostrate in ogni occasione - e riconosciute in maniera unanime in ambito sia nazionale sia internazionale - sono caratteri ed elementi di alto valore per affrontare con efficacia le sfide attuali e quelle future.
La nostra Costituzione costituisce il fondamento delle azioni di ogni militare. I valori della libertà, dell’uguaglianza, della giustizia, della dignità della persona - scolpiti nei suoi primi articoli - ispirano giorno per giorno l’operato dell’Esercito.
Nel giuramento solenne di “servire la Patria, la Repubblica con disciplina e onore” si realizza l’impegno a difendere con lealtà questi ideali.
Ogni vostra missione rappresenta piena testimonianza della fedeltà ai principi democratici e ai diritti inviolabili su cui si fonda la nostra nazione.
L'Esercito Italiano, ovunque operi, è chiamato a custodire e difendere questi valori fondamentali, testimoniando con il proprio impegno quotidiano la fedeltà alla dignità delle persone e dei popoli, alla libertà, alla pace.
In questa occasione rivolgo un pensiero particolare agli oltre 7500 vostri commilitoni che in questo momento sono schierati in aree di interesse vitale, dall’Europa Nord-Orientale al Medio-Oriente, all’Africa, nell’ambito di missioni determinate da Governo e Parlamento per contribuire a iniziative di pace della comunità internazionale.
Durante i miei incontri sia con Capi di Stato dei Paesi dove avete operato o state operando, sia con Capi di Stato di Paesi alleati, è motivo di orgoglio per me raccogliere sempre giudizi lusinghieri sul lavoro che svolgete, per la professionalità e il senso di umanità che lo caratterizzano.
Testimonianza di un atteggiamento costante, attento sia agli aspetti tecnici sia ai profili umani, in un quadro di autentica volontà d’aiuto al prossimo che fa onore all’Esercito e all’Italia.
Una riflessione riguarda anche i compiti gravosi cui assolve l’Esercito sul territorio nazionale, anche con azioni di supplenza e di sostegno, in condizioni di emergenza, a funzioni di altre pubbliche amministrazioni. Spesso vi si aggiunge il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali.
È di grande significato il contributo offerto alla cornice di sicurezza per il libero espletarsi delle attività della nostra comunità nazionale.
L’Italia è grata dell’impegno delle donne e degli uomini dell’Esercito.
Rinnovo con convinzione, quindi, gli auguri per questa ricorrenza a voi qui presenti e, vostro tramite, a tutti i vostri colleghi e colleghe, e ai vostri familiari.
Viva l’Esercito, viva la Forze Armate, viva la Repubblica.
Palazzo del Quirinale, 05/05/2025 (II mandato)