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Intervento del Presidente Mattarella, in occasione della Cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite “motu proprio” a cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile

Benvenute e benvenuti al Quirinale,

è per me un vero piacere accogliervi.

Tra poco - sotto la guida di Alberto Matano che ringrazio - ascolteremo dei cenni molto brevi che illustrano le iniziative e le azioni che avete adottato e che hanno indotto al conferimento di queste onorificenze.

Sono storie di solidarietà, di senso di umanità, di coinvolgimento nel farsi carico delle difficoltà di altre persone; ed è giusto farle conoscere.

Non sono, naturalmente, queste onorificenze, riconoscimenti ad eroi.

Le persone che sono qui - che vengono insignite - vivono nella normale quotidianità. E questo è il pregio del loro comportamento: vivono questa quotidianità avvertendo i valori del rapporto tra le persone, del senso di comunità, del bisogno di non isolarsi, ma di occuparsi dei problemi generali e delle persone che hanno difficoltà o sono più deboli.

Questa è la condizione che ha condotto a questi riconoscimenti.

Naturalmente non sono eccezioni i vostri comportamenti. Tante altre persone si ispirano a questi valori, per rendere la società più accogliente, e si adottano comportamenti simili ai vostri; voi li rappresentate tutti, ne siete testimonianza.

Ma è importante far sottolineare quanto sia, per la società, un ossigeno, quello che queste azioni e queste iniziative recano alla vita comune.

C’è anche un altro aspetto che induce a questi riconoscimenti: quello che i vostri comportamenti sono la negazione della solitudine.

In questo nostro tempo, sembra paradossale, la solitudine è un pericolo molto alto. Siamo inondati, sommersi, quasi, da messaggi, da immagini da ogni parte - talvolta immagini e messaggi veritieri, talvolta non veritieri - ma sono una gran quantità.

All’interno di questa grande massa di flussi informativi, di relazioni apparenti, però, è possibile per qualcuno sentirsi disorientato, solo.

I comportamenti che avete adottato rompono quella solitudine. Sia i comportamenti che sono stati frutto di iniziative meditate, organizzate con cura. Sia i comportamenti adottati sotto la spinta di eventi che si sono presentati; nella scelta tra l’indifferenza e impegnarsi per chi si trovava in quel momento in difficoltà grave.

Sono queste le condizioni che rendono la vita sociale migliore e che nel nostro Paese sono tanti. Abbiamo una ricchezza di questi valori, di questi comportamenti.

Per questo ringrazio voi tutti e tutti quelli che li adottano. È importante sottolineare questi comportamenti, è importante trasmetterli ai giovani.

Grazie per quanto avete fatto.

 

Palazzo del Quirinale, 26/02/2025 (II mandato)

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